È scomparso oggi 22.09.23, a Roma, all’età di 98 anni, Giorgio Napolitano, il presidente emerito della Repubblica.

L’ex capo dello Stato era malato da tempo e si trovava nella clinica “Salvator Mundi” dove era stato ricoverato per un’operazione all’addome. La sua morte ha suscitato il cordoglio e il ricordo di tutto il mondo politico e istituzionale, dal presidente Sergio Mattarella al Papa Francesco.

Napolitano è stato uno dei protagonisti della storia della Repubblica, con una lunga e prestigiosa carriera politica e istituzionale. Nato a Napoli nel 1925, si laurea in giurisprudenza nel 1947 e si iscrive al Partito comunista italiano, di cui diventa dirigente nazionale. Nel 1953 viene eletto per la prima volta deputato alla Camera, dove rimarrà fino al 1996. Nel 1989 viene nominato ministro dell’Interno nel governo De Mita, e nel 1996 ministro degli Affari esteri nel governo Prodi.

Dal 1999 al 2004 è europarlamentare e vicepresidente del Parlamento europeo. Nel 2005 viene eletto presidente della Camera dei deputati, e nel 2006 presidente della Repubblica, con il sostegno di una larga coalizione di centro-sinistra. Napolitano è stato il primo presidente della Repubblica a essere rieletto per un secondo mandato, nel 2013, in una situazione di grave crisi politica e istituzionale. Napolitano ha accettato la rielezione con senso di responsabilità e spirito di servizio, ma anche con severità verso le forze politiche che non erano state capaci di trovare un accordo. Napolitano ha guidato il Paese con saggezza e autorevolezza, affrontando le sfide economiche, sociali e internazionali con una visione europeista e riformista. Nel 2015 ha rassegnato le dimissioni per motivi di età e di salute, diventando senatore a vita di diritto.

Napolitano ha rappresentato i valori della democrazia, della libertà e della solidarietà, con una costante attenzione ai problemi e alle speranze delle persone. Napolitano ha lasciato un segno indelebile nella storia della Repubblica. L’ex presidente non si è mai arreso, ha continuato a lottare per il bene del Paese con la forza e la grinta che lo hanno contraddistinto in ogni ruolo. La sua scomparsa è una perdita per l’Italia e per l’Europa.

 

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