Ammettiamolo: ogni volta che apriamo LinkedIn e veniamo sommersi da notifiche che ci invitano a passare a Premium, un piccolo dubbio ci assale. “Se non pago, rimarrò invisibile per sempre?”.
La risposta breve è: No. La risposta lunga è che LinkedIn è un’azienda e, giustamente, vuole vendere i suoi servizi. Tuttavia, i recruiter non usano la magia nera per trovare i candidati, ma un software di ricerca (LinkedIn Recruiter) che si basa su regole matematiche precise. Se capisci come ragiona l’algoritmo, puoi “hackerarlo” a tuo vantaggio, posizionandoti in cima alle ricerche di chi assume. Il tutto a costo zero.
Il “Segreto di Pulcinella”: Le Parole Chiave (SEO)
L’algoritmo di LinkedIn non legge il tuo profilo come lo leggerebbe un essere umano; lo scansiona come fa Google con i siti web. Quando un recruiter cerca una figura professionale, inserisce delle parole chiave (es. “Digital Marketing Specialist”, “Python”, “B2B Sales”).
Se quelle esatte parole non sono nel tuo profilo, per l’algoritmo tu non esisti.
Dove inserire le Keyword strategiche:
- Il Sommario (Headline): È la riga sotto il tuo nome. Non scrivere “In cerca di nuove opportunità” (lo vedremo dopo perché). Scrivi chiaramente chi sei e cosa sai fare.
- Esempio NO: “Specialista appassionato di HR”.
- Esempio SÌ: “HR Recruiter | Talent Acquisition | Employer Branding | Tech & IT Sector”.
- Le Competenze (Skills): Riempi tutte e 50 le slot disponibili. Scegli competenze tecniche (hard skills) e certificabili. L’algoritmo le adora.
- Informazioni (About): Scrivi un riassunto della tua carriera in prima persona, inserendo naturalmente le parole chiave del tuo settore.
La Verità sul badge “Open to Work”
Il cerchiolino verde sulla foto profilo aiuta o danneggia? C’è un dibattito infinito tra i professionisti delle risorse umane. Ma guardiamo la cosa dal punto di vista dell’algoritmo.
Su LinkedIn esistono due modi per impostare l’Open to Work:
- Pubblico (Mostra a tutti): Appare il badge verde sulla foto.
- Privato (Solo recruiter): Il badge non si vede, ma i recruiter che usano la piattaforma a pagamento ti vedranno comunque tra i candidati attivi.
Il consiglio pro: Impostalo su “Solo recruiter”. Non per vergogna, ma perché l’algoritmo di ricerca di LinkedIn Recruiter ha un filtro specifico chiamato “Candidati aperti a nuove opportunità”. Attivando questa opzione (anche senza badge pubblico), finirai automaticamente in quella lista prioritaria che i recruiter spuntano per prima.
La regola delle interazioni: non fare lo “spettatore silenzioso”
L’algoritmo di LinkedIn premia i profili attivi. Se accedi una volta al mese solo per guardare il feed senza fare nulla, il tuo profilo viene considerato “dormiente” e perde punteggio nel ranking di ricerca.
Non serve scrivere saggi di filosofia aziendale ogni giorno. Bastano 10 minuti al giorno applicando la regola del 10-30-20:
- Commenta i post dei leader del tuo settore (i commenti intelligenti aumentano la tua visibilità del 400% rispetto a un semplice “Mi piace”).
- Condividi notizie interessanti aggiungendo due righe di tuo pugno.
- Fai rete: Invia 3 o 4 richieste di collegamento a settimana a persone che fanno il lavoro dei tuoi sogni o a recruiter delle aziende target.
Come superare il test della “Rilevanza” (SSI)
Sapevi che LinkedIn ti dà un voto segreto? Si chiama Social Selling Index (SSI). È un punteggio da 1 a 100 che misura quanto sei bravo a usare la piattaforma. Più il tuo punteggio è alto, più l’algoritmo spinge in alto il tuo profilo nelle ricerche.
Puoi scoprire il tuo punteggio gratuitamente digitando su Google “LinkedIn SSI” (mentre sei loggato al tuo account).
Per aumentare il punteggio gratis:
- Completa il profilo al 100% (LinkedIn lo definirà “Massima efficacia”).
- Trova le persone giuste usando i filtri di ricerca gratuiti.
- Rispondi sempre ai messaggi privati (anche per dire “No, grazie”): il tempo di risposta influisce sul tuo punteggio di attività.
Riassumendo: La Checklist “Anti-Premium”
Prima di cedere alla tentazione della carta di credito, assicurati di aver smarcato questi punti:
| Azione | Perché piace all’algoritmo | Tempo richiesto |
| Ottimizzare la Headline | Ti fa apparire nelle ricerche giuste. | 10 minuti |
| Inserire 50 Competenze | Alza il punteggio di corrispondenza con gli annunci. | 15 minuti |
| Attivare “Open to Work” (privato) | Ti inserisce nei filtri caldi dei recruiter. | 2 minuti |
| Commentare 3 post a settimana | Segnala all’algoritmo che sei un utente attivo. | 5 minuti al giorno |
In conclusione, l’abbonamento Premium offre strumenti utili (come i messaggi InMail diretti o le statistiche sui candidati), ma non può fare miracoli se la base è debole. Ottimizzare il profilo in ottica SEO e interagire con la community è il vero carburante gratuito per farsi trovare.




