Se avete frequentato X (ex Twitter), Instagram o TikTok nell’ultimo periodo, vi sarà sicuramente capitato di imbattervi in una scena surreale. Sotto il video di una ricetta o la foto di un paesaggio, la sezione commenti è invasa da frasi identiche: “Bellissimo questo post, passa dal mio profilo per scoprire come guadagnare”, oppure risposte del tutto slegate dal contesto, piene di emoji e scritte in un italiano leggermente robotico.
A volte, se si guarda con attenzione, si notano centinaia di bot che litigano o si complimentano tra di loro, ignorando completamente l’essere umano che ha creato il contenuto originale.
Quello che fino a qualche anno fa sembrava un bizzarro creepypasta da forum di nicchia, oggi ha un nome ben preciso: la Dead Internet Theory (La Teoria dell’Internet Morto). E non è mai stata così reale.
Cos’è la “Dead Internet Theory”?
Nata intorno al 2021 nei meandri di 4chan e Reddit, questa teoria complottista (all’epoca) sosteneva che l’internet “umano” fosse morto intorno al 2016 e che da allora la stragrande maggioranza del traffico web, dei post e delle interazioni fosse generata da intelligenze artificiali e bot, coordinati da algoritmi per manipolare l’opinione pubblica e massimizzare i profitti pubblicitari.
Oggi, con l’esplosione dei modelli di linguaggio come ChatGPT e l’accessibilità dei software di automazione, quella che era una paranoia digitale si è trasformata in una mezza verità quotidiana. Internet non è morta, ma è decisamente sdoppiata.
L’era dei “Commenti Fantasma”
Il fenomeno più visibile di questa transizione è quello dei commenti fantasma. Le sezioni commenti, che un tempo erano il fulcro della socializzazione e del dibattito, si stanno trasformando in stanze dell’eco popolate da spettri digitali.
Questo fenomeno si articola principalmente su tre livelli:
- Lo Spam Evoluto: Bot di ultima generazione che non si limitano a scrivere “Seguimi”, ma analizzano l’immagine del post grazie alla computer vision e creano un commento apparentemente contestuale (“Che bella quella spiaggia in Sardegna!”) per poi inserire un link truffaldino.
- La Guerra dei Bot: Algoritmi programmati per creare finto engagement (mi piace e risposte) sotto i post di altri bot, con l’obiettivo di scalare l’algoritmo delle piattaforme e finire nei “Per Te” degli utenti reali.
- I Bot Politici e Ideologici: Profili automatizzati che intervengono massivamente sui temi caldi (guerre, elezioni, crisi climatiche) per orientare il sentiment comune, simulando una finta indignazione o un finto supporto di massa.
Il paradosso moderno: Spesso gli utenti reali si ritrovano a rispondere, arrabbiandosi o ironizzando, a commenti scritti da stringhe di codice, regalando ulteriore visibilità a un profilo fantasma.
I numeri del “Traffico Ombra”
La percezione di isolamento degli utenti umani è supportata dai dati. Secondo diversi studi sull’ecosistema digitale, la quota di traffico web non umano è in costante crescita.
| Tipo di Traffico Web | Percentuale Stimata | Impatto sui Social |
| Utenti Umani | ~50-55% | Produzione di contenuti originali e interazione autentica. |
| Bot “Buoni” | ~15-20% | Indicizzatori di motori di ricerca, aggregatori di notizie, assistenti digitali. |
| Bot “Maliziosi” / Spambot | ~30% | Generazione di commenti fake, truffe, furto di dati e finto engagement. |
Nota: In alcune nicchie o piattaforme meno moderate, la percentuale di commenti generati da bot sotto i post virali può superare il 70%.
Le conseguenze: la ritirata degli umani
Di fronte a questa marea di interazioni artificiali, il comportamento degli utenti reali sta cambiando drasticamente. Si assiste alla cosiddetta “teoria della foresta oscura” dei social media: gli umani, spaventati o annoiati dal rumore di fondo dei bot e dall’aggressività degli algoritmi, smettono di postare e commentare pubblicamente.
Ci si rifugia sempre di più in “foreste oscure” digitali, ovvero spazi privati e protetti: chat di gruppo su WhatsApp o Signal, canali Telegram chiusi, server Discord e community ristrette. Il web pubblico viene lasciato ai bot che parlano da soli, mentre gli umani tornano a cercare connessioni reali dove l’IA non può entrare.
C’è una via d’uscita?
Le piattaforme social stanno correndo ai ripari introducendo sistemi di verifica sempre più stringenti (dai “badge blu” a pagamento ai CAPTCHA invisibili), ma la verità è che i bot generativi evolvono più velocemente dei filtri per intercettarli.
La prossima volta che leggete un commento assurdo o fin troppo perfetto sotto un post, fermatevi un secondo prima di rispondere. Potreste stare parlando con un muro di pixel, alimentando un social network che, ironicamente, sta imparando a fare a meno di noi.




