Cultura

Israele e Palestina in guerra: la più grave escalation da decenni

Alle 6:30 di mattina del 9 ottobre 2023, le sirene antiaeree hanno svegliato le città israeliane. Un attacco congiunto via terra, mare e cielo condotto dall’organizzazione terroristica Hamas, il più massiccio degli ultimi anni, ha colpito Israele.

Migliaia di missili sono stati lanciati da Gaza, mentre miliziani del gruppo palestinese hanno oltrepassato il confine israeliano e preso il controllo di alcune località nel sud del paese. La risposta di Israele non si è fatta attendere: il governo ha annunciato l’inizio di una nuova guerra contro Hamas.

Le ragioni dell’escalation

Le ragioni che hanno provocato l’attacco sono ancora da chiarire, ma secondo gli analisti sono legate a diversi fattori, tra cui:

  • Il tentativo di normalizzazione dei rapporti tra Israele ed alcune nazioni arabe, in particolare l’Arabia Saudita. Hamas ha condannato questo processo, che vede la Palestina esclusa, come un tradimento.
  • Il crescente sentimento di frustrazione tra la popolazione palestinese, che vive in condizioni di povertà e privazione di diritti.
  • La politica di Israele in Cisgiordania, che prevede l’espansione degli insediamenti israeliani e la repressione delle proteste palestinesi.

Il conflitto in corso

Gli scontri sono ancora in corso e hanno già causato centinaia di morti e feriti, tra cui civili. Israele ha lanciato una serie di raid aerei su Gaza, distruggendo infrastrutture civili e militari. Hamas ha continuato a lanciare missili su Israele, provocando vittime e danni.

Il conflitto rischia di avere un impatto devastante sulla regione, mettendo a rischio la fragile situazione di pace.

Le prospettive

È difficile prevedere come si evolverà il conflitto. Israele ha dichiarato che non si fermerà finché Hamas non sarà sconfitto. Hamas, dal canto suo, ha minacciato di continuare a combattere fino a quando Israele non ritirerà le sue forze da Gaza e dalla Cisgiordania.

Un’escalation del conflitto potrebbe portare a una guerra più ampia, con la partecipazione di altri attori regionali, come l’Iran e la Turchia.

La comunità internazionale si mobilita

La comunità internazionale si è mobilitata per cercare di porre fine al conflitto. Gli Stati Uniti, la Russia e l’Unione Europea hanno lanciato appelli a entrambe le parti per un cessate il fuoco.

L’ONU ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza, che ha adottato una risoluzione che condanna l’escalation e invita tutte le parti a cessare le ostilità.

Tuttavia, finora gli appelli alla pace sono caduti nel vuoto.