Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 l’Italia ha salutato l’ora legale e ha dato il benvenuto all’ora solare. Alle 3:00 le lancette sono state spostate indietro alle 2:00. Un gesto semplice, che sulla carta regala un’ora di sonno in più, ma che nasconde effetti concreti sulla luce, sui ritmi biologici e sull’organizzazione delle giornate. Ecco cosa cambia e come affrontare al meglio la transizione.
Cosa cambia con l’ora solare
La conseguenza più evidente è lo spostamento della luce. Al mattino ci sarà un’ora in più di chiarore, mentre nel pomeriggio il buio arriverà prima, accorciando sensibilmente le giornate. Per chi esce di casa presto per lavoro o per accompagnare i figli a scuola, l’alba anticipata rappresenta un vantaggio; per chi rientra nel tardo pomeriggio, invece, la sensazione sarà quella di trovare già sera.
Sul fronte pratico, smartphone, tablet, computer e smartwatch si aggiornano automaticamente. Vanno regolati a mano gli orologi analogici, le sveglie tradizionali e alcuni elettrodomestici. L’ora solare resterà in vigore fino a domenica 28 marzo 2027, quando tornerà l’ora legale.
Il “mini jet lag” e chi ne risente di più
Nonostante l’ora di sonno guadagnata, l’organismo percepisce il cambiamento. Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, lo definisce una sorta di “mini jet lag”. I disturbi più comuni sono sonnolenza fuori orario, irritabilità, lievi variazioni dell’umore e difficoltà di concentrazione.
La neurologa Paola Mattaliano dell’Istituto Auxologico di Milano spiega il meccanismo: il nostro orologio biologico si sincronizza principalmente attraverso la luce esterna. Spostare le lancette crea un disallineamento temporaneo tra i ritmi interni e l’ambiente, e questo può tradursi in una sensazione di smarrimento, soprattutto per le persone più sensibili. I bambini, in particolare, possono manifestare risvegli precoci e notti più agitate, come segnala il pediatra Italo Farnetani.
Come abituarsi: le strategie consigliate
Gli esperti concordano su un approccio graduale. Per chi è particolarmente sensibile, la neurologa Mattaliano consiglia di iniziare a spostare gli orari di sonno e pasti di circa 15 minuti al giorno già nei giorni precedenti il cambio, per attenuare lo choc. Il pediatra Farnetani suggerisce per i bambini di anticipare di 10 minuti al giorno cena e riti della nanna, a partire dal lunedì successivo, fino a raggiungere la sincronizzazione entro la fine della settimana.
Sul fronte alimentare, l’immunologo Mauro Minelli indica zucca e ortaggi a polpa arancione come alleati preziosi per il loro contenuto di beta-carotene, affiancati da legumi e cereali integrali per un apporto energetico a rilascio lento. La sera è meglio evitare pasti pesanti e schermi luminosi prima di coricarsi, mentre un po’ di movimento e l’esposizione alla luce naturale del mattino aiutano l’organismo a riallinearsi più rapidamente.
Un dibattito sempre aperto
Il ritorno all’ora solare riaccende puntualmente la discussione sulla possibile abolizione del doppio cambio annuale. Nel 2018 la Commissione europea raccolse 4,6 milioni di risposte a una consultazione pubblica, con l’84% dei partecipanti favorevole a eliminare il passaggio stagionale. Il Parlamento europeo approvò una proposta nel 2019, ma il Consiglio non ha mai trovato un accordo tra gli Stati membri, e il dossier resta fermo.
Nel frattempo, la scienza sembra propendere per un’adozione permanente dell’ora solare. Secondo un’analisi pubblicata sul Canadian Medical Association Journal, la luce del mattino è fondamentale per gli orologi biologici, il sonno e l’umore, e l’ora solare rappresenterebbe l’opzione preferibile per la salute. Una prospettiva che, per ora, resta oggetto di dibattito politico più che di decisione imminente.




