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Addio a Catherine O’Hara: se ne va la mamma più famosa del cinema.

Il mondo del cinema piange oggi, 30 gennaio 2026, la scomparsa di Catherine O’Hara, l’indimenticabile attrice che prestò il volto a Kate McCallister, la mamma di Kevin nel cult intramontabile Mamma, ho perso l’aereo.

L’attrice si è spenta all’età di 71 anni nella sua casa di Los Angeles, a seguito di una breve ma fulminea malattia. La notizia, confermata dal suo agente e dai principali media internazionali, ha immediatamente fatto il giro del web, suscitando un’ondata di commozione tra colleghi e fan di diverse generazioni.

Un’icona oltre il Natale

Sebbene il pubblico mondiale la identifichi spesso con l’urlo disperato “KEVIN!” nel mezzo di un aeroporto, la carriera di Catherine O’Hara è stata un esempio rarissimo di versatilità e talento comico cristallino:

  • Il sodalizio con Tim Burton: Fu la sofisticata e bizzarra Delia Deetz in Beetlejuice – Spiritello porcello (1988), ruolo che aveva ripreso con successo nel recente sequel del 2024.

  • Il trionfo con Schitt’s Creek: Negli ultimi anni aveva vissuto una vera e propria “seconda giovinezza” artistica grazie al ruolo di Moira Rose. La sua interpretazione magistrale le era valsa un Emmy e un Golden Globe, rendendola un’icona assoluta anche per i più giovani.

  • Mamma, ho perso l’aereo: Il legame con Macaulay Culkin era rimasto profondo nel tempo. Commovente era stata la sua partecipazione, solo pochi anni fa, alla cerimonia per la stella sulla Walk of Fame del suo “figlio cinematografico”, dove lo aveva elogiato con parole materne e sincere.

Il ricordo dei colleghi

Macaulay Culkin ha affidato ai social un breve ma straziante messaggio:

“Mamma, pensavo avessimo ancora tempo. Avrei voluto dirti ancora tante cose. Ti voglio bene, ci vediamo dopo.”

Anche Pedro Pascal, che aveva lavorato con lei recentemente nella serie The Last of Us, l’ha definita un “genio” e una luce che mancherà terribilmente a tutto il settore.

Catherine O’Hara non è stata solo “la mamma di Kevin”, ma una delle attrici più brillanti della sua epoca, capace di passare dal grottesco burtoniano alla satira raffinata con una naturalezza disarmante. Con lei se ne va un pezzo fondamentale della cultura pop degli ultimi quarant’anni.