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La Ferita di Via Chiaia: L’Incendio che ha Inginocchiato il Sannazaro.

Il 17 febbraio 2026 resterà una data tristemente impressa nella storia di Napoli. Un devastante incendio ha colpito il Teatro Sannazaro, la storica “bomboniera di via Chiaia”, riducendo in cenere quasi due secoli di cultura, velluti e tradizioni.

Cosa è successo: l’alba di fiamme

L’allarme è scattato intorno alle 6:30 del mattino. Secondo le prime ricostruzioni, il rogo sarebbe partito da alcuni appartamenti adiacenti o sovrastanti lo stabile per poi propagarsi rapidamente alla struttura del teatro, favorita dalla forte presenza di legno e materiali antichi.

Le immagini diffuse dai Vigili del Fuoco hanno mostrato uno scenario spettrale:

  • Il crollo della cupola: Le fiamme hanno divorato il soffitto, facendo precipitare la storica cupola direttamente sulla platea.

  • La distruzione degli interni: I palchetti laterali, il palco e i depositi sono stati quasi completamente compromessi. “Resta poco”, è stato il commento laconico del comandante dei Vigili del Fuoco.

  • Il bilancio umano: Fortunatamente non si sono registrate vittime. Sono state evacuate circa 60 persone (22 appartamenti coinvolti) e si contano 8 intossicati, di cui 4 ricoverati non in pericolo di vita. Due vigili del fuoco sono rimasti feriti durante le operazioni di spegnimento.

Le lacrime di Lara Sansone

Simbolo del dolore della città è stata l’immagine di Lara Sansone, direttrice artistica e nipote della leggendaria Luisa Conte (che ricostruì il teatro negli anni ’70), ferita davanti alle transenne. Il Sannazaro non era solo un’impresa, ma una casa di famiglia che ha ospitato giganti come Eduardo Scarpetta ed Eleonora Duse.

 

Cosa ne sarà ora? La sfida della ricostruzione

Nonostante lo shock, la macchina della solidarietà e delle istituzioni si è messa in moto immediatamente.

1. Le indagini e i danni

La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per incendio colposo (l’ipotesi principale resta il corto circuito in un’abitazione privata). Una stima iniziale parla di danni per circa 60-70 milioni di euro. La struttura è attualmente sotto sequestro per consentire i rilievi tecnici.

2. L’impegno delle istituzioni

Il sindaco Gaetano Manfredi e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli hanno garantito il massimo supporto:

  • Fondi d’emergenza: Si punta a un protocollo d’intesa tra Comune, Regione e Ministero per reperire le risorse necessarie alla ricostruzione.

  • Il modello “La Fenice”: Molti citano i precedenti del Petruzzelli di Bari o della Fenice di Venezia. L’obiettivo è ricostruire il teatro “com’era e dov’era”.

3. “Il sipario si rialzerà”

Mentre intellettuali come Maurizio De Giovanni definiscono il Sannazaro “il luogo dell’anima dei napoletani”, è già emersa l’idea di una raccolta fondi cittadina. Nel frattempo, alcune realtà locali (come la Città Metropolitana) hanno proposto spazi temporanei per permettere alle maestranze e agli attori della compagnia stabile di continuare l’attività nella prossima stagione.

Il Sannazaro è sopravvissuto a guerre e crisi economiche; oggi affronta la sua sfida più dura. Ma come ha dichiarato l’Arcivescovo Battaglia durante la sua visita alle macerie: “La bellezza ferita ci chiede di essere responsabili. Il Sannazaro tornerà”.