Nel mondo del benessere e della cura, la Pet Therapy (o più correttamente, Interventi Assistiti con gli Animali – IAA) ha guadagnato una crescente popolarità. Ma quanto c’è di scientifico dietro l’immagine rassicurante di un cane o un gatto che porta sollievo? È fondamentale distinguere i benefici reali supportati dalla ricerca dai falsi miti che spesso circolano.
Cos’è la Pet Therapy (e cosa non è)
La Pet Therapy è una terapia coadiuvante riconosciuta a livello medico, psicologico e riabilitativo. Non si tratta di un semplice incontro con un animale, ma di un intervento strutturato e condotto da professionisti qualificati (medici, psicologi, educatori, fisioterapisti) coadiuvati da coadiutori dell’animale e animali addestrati specificamente.
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Non è: Un animale da compagnia portato in ospedale senza un progetto.
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È: Un programma terapeutico con obiettivi definiti, monitorato e valutato.
I Benefici Reali (supportati dalla scienza)
La ricerca ha evidenziato effetti positivi significativi in diverse aree:
1. Riduzione dello stress e dell’ansia
L’interazione con un animale riduce i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e aumenta quelli di ossitocina, un neurotrasmettitore associato al benessere e all’attaccamento. Questo si traduce in: * Pressione sanguigna più bassa: In studi su pazienti ipertesi. * Miglioramento dell’umore: Effetto antidepressivo leggero.
2. Stimolazione cognitiva e sociale
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Anziani: Gli animali possono stimolare la memoria (ricordare il nome, le abitudini), la conversazione e ridurre il senso di solitudine e isolamento.
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Bambini con DSA/Autismo: L’animale funge da “ponte” facilitando la comunicazione, migliorando l’attenzione e promuovendo l’interazione sociale.
3. Supporto fisico e riabilitativo
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Fisioterapia: Muoversi per accarezzare o lanciare una palla all’animale può motivare i pazienti a svolgere esercizi riabilitativi.
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Motivazione: La cura di un animale (anche solo spazzolarlo) può infondere un senso di responsabilità e scopo, utile in percorsi di recupero.
4. Gestione del dolore
In contesti ospedalieri, è stato osservato che la presenza di animali può distrarre i pazienti dal dolore cronico o acuto, riducendo la necessità di farmaci analgesici.
I Falsi Miti da sfatare
1. “Qualsiasi animale va bene per la Pet Therapy”
Falso. L’animale deve essere selezionato e addestrato specificamente. Deve essere docile, ben socializzato, non aggressivo e rispondere a comandi specifici. Anche il conduttore deve essere una figura professionale riconosciuta.
2. “La Pet Therapy cura malattie gravi”
Falso. La Pet Therapy è un coadiuvante, non una cura primaria. Non sostituisce terapie mediche o psicologiche tradizionali, ma le integra e ne amplifica l’efficacia, migliorando la qualità di vita del paziente.
3. “È solo per chi ama gli animali”
Falso. Sebbene un’attitudine positiva sia d’aiuto, i benefici non dipendono unicamente dall’amore incondizionato per gli animali. Il meccanismo terapeutico è più complesso e coinvolge aspetti psicologici, fisiologici e sociali.
4. “È una moda passeggera”
Falso. La Pet Therapy è una disciplina in continua evoluzione, con protocolli sempre più stringenti e basati su evidenze scientifiche. L’Italia, ad esempio, ha linee guida nazionali molto chiare in merito.
Conclusione
La Pet Therapy è uno strumento potente e scientificamente valido quando applicata correttamente. Non è una panacea, ma una risorsa preziosa per migliorare il benessere fisico ed emotivo di persone in difficoltà. L’importante è affidarsi a professionisti qualificati e a programmi ben strutturati, riconoscendo il reale valore di un intervento che va ben oltre la semplice compagnia.




