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Con un annuncio sul suo blog, Sony annuncia l’aggiornamento del suo Media Player per il supporto ai video 4K.

playstation 4 pro video 4k vr

L’articolo pubblicato presenta una nuova aggiunta alla console potenziata di Sony, ovvero la compatibilità con i video 4K che non erano ancora disponibili. Come infatti saprete, PlayStation 4 Pro non possiede un lettore Blu Ray 4k, che impedisce quindi la riproduzione di contenuti 4K tramite disco. Per ovviare a questo, Sony ha deciso di rendere disponibile la riproduzione di contenuti 4K tramite chiavetta USB o tramite Home Server nell’app Media Player.

Nell’articolo viene specificato anche che le chiavette formattate per contenere dati, giochi ecc.. non potranno essere utilizzate per salvare e vedere i video 4K. In aggiunta Sony ha pensato anche a garantire un miglioramento per chi possiede PlayStation VR (insieme a PlayStation 4 Pro), infatti si potranno visualizzare contenuti 4K anche con il visore, che come sappiamo possiede un display con una risoluzione di 1920×1080, e quindi l’unico miglioramento concreto che si avrà con questa feature, sarà un’ immagine molto più chiara e definita che garantirà un’ esperienza più immersiva.

Ricordiamo che l’aggiornamento è una semplice aggiunta software e sarà disponibile da domani mentre non sarà possibile visualizzare contenuti 4k da disco per l’assenza dell’apposito lettore Blu Ray 4k attraverso nessun tipo di aggiornamento. Il lettore invece è presente nella console avversaria Xbox One S.

 

La video analisi del canale YouTube NX Gamer ha rivelato dettagli sul nuovo Splatoon 2.

Splatoon 2 risoluzione

La versione beta di Splatoon 2 ha permesso di dare uno sguardo al gioco, sia per quanto riguarda il gameplay che per il lato tecnico. Lo sparatutto di Nintendo si è misurato per la prima volta con Switch, fornendo una risoluzione di 540p in modalità portatile e 720p in versione “docked” (la versione collegata al televisore). Risoluzione che non sembra intaccare troppo il gameplay che rimane estremamente divertente e competitivo, di conseguenza ci aspettiamo grandi cose da Splatoon 2, e siamo certi che Nintendo sarà in grado di portare un titolo capace di divertire per un gran numero di ore.

Ovviamente ci teniamo a ricordare che trattandosi di una versione preliminare, il Global Testfire potrebbe non essere indicativo della build definitiva in uscita in estate. Infatti è successo molto spesso che le versioni beta fossero molto differenti dalla versione finale, e in questo senso confidiamo in Nintendo per degli accorgimenti tecnici.

Ricordiamo infine che Splatoon 2 uscirà in esclusiva per la nuova Nintendo Switch nell’ estate di quest’anno.

Alla faccia dei soliti Mario

Una delle critiche più ricorrenti nei confronti di Nintendo è l’assenza di nuove IP create dalla casa di Kyoto. Critiche a nostro avviso fallaci se si pensa a operazioni come Splatoon, ma anche ai modi in cui Nintendo ha saputo reinventare saghe storiche come nel caso di The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Shinya Takahari

Ad ogni modo, stando alle parole di Shinya Takahashi della divisione Entertainment Planning & Development, Nintendo sta concentrando gran parte dei suoi sforzi per creare nuovi titoli per Nintendo Switch, in particolar modo giochi che siano in grado di sfruttare a dovere le peculiarità dei nuovi Joy-Con ma anche esperienze che esulino dal solo intrattenimento e non convenzionali, facendo come esempio  i titoli della serie Brain Training.

Takahashi ha inoltre sottolineato l’importanza dell’indie gaming, sottolineando l’importanza di titoli come Snipperclips che rivelano una grande affinità con il pensiero Nintendo, oltre che un modo intelligente di sfruttare le features di Switch.

Mukherjee Siddhartha nel suo libro “L’imperatore del Male” (Oscar Mondadori) definisce il cancro un invasore. Meglio ancora, un colonizzatore fenomenale in parte perché sfrutta le caratteristiche che hanno portato al successo la nostra specie. Le cellule tumorali sono versioni più perfette di noi stessi.

Dobbiamo iniziare a considerare il cancro come una malattia del genoma. Non c’è tumore infatti che non sia legato a una qualche forma di anomalia del DNA: sia che ce le portiamo dietro fin dalla nascita, che invece le acquisiamo nel corso del tempo. Ci sono però anomalie e anomalie, e non tutte svolgono lo stesso ruolo ai fini della malignità o della capacità di progressione di un tumore. Ogni cancro è differente e ogni mutazione è differente. 

Alcune mutazioni sono definite “drivers” (autisti) e sono mutazioni importanti perchè conferiscono un vantaggio di crescita delle cellule tumorali e vengono positivamente selezionate nel microambiente del tessuto tumorale. Altre mutazioni, definite “passengers” (passeggeri) non conferiscono vantaggi di crescita e non contribuiscono in modo determinante allo sviluppo del cancro. La maggior parte di queste mutazioni si riscontrano all'interno delle cellule tumorali a causa di mutazioni somatiche che si verificano spesso durante le divisioni cellulari. 

Ma come originano le mutazioni?

In un recente studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, Cristian Tomasetti e Bert Vogelstein dimostrano che  il 66 per cento delle mutazioni riscontrate nel cancro insorgono in modo casuale durante le divisioni cellulari nei diversi organi e durante tutta la vita. Il 29 per cento è dovuto a cause ambientali, e soltanto il 5 per cento è ereditario nel senso che sono ereditati dai genitori attraverso le cellule germinali (cellula uovo e spermatozoo).

Questi risultati, hanno suscitato polemiche e talvolta confusione attribuendo ai tumori una origine casuale e quindi inevitabile e non prevenibile. Occorre però precisare che i ricercatori non hanno dimostrato quali e quanti tumori sono dovuti al caso, ma solo quale è la percentuale di mutazioni del Dna, che è dovuta ad errori nella sua duplicazione.  

I tassi di mutazioni variano nei diversi tumori. La maggior parte dei tipi di cancro hanno da 1000 a 20.000 mutazioni diverse. I tumori cerebrali pediatrici e le leucemie hanno tipicamente il più basso numero di mutazioni, mentre i tumori indotti da esposizione ad agenti mutageni, come il cancro del polmone (tabacco) o tumori cutanei (raggi UV), presentano i tassi più alti. 

E’ proprio l’accumulo di queste lesioni non riparate nel tempo a causare la malattia indipendentemente se originano dal caso (sfortuna)  o dalla esposizione (fumo, radiazioni etc) che danno origine al cancro. Sarà quindi necessario disporre di tecniche come la biopsia liquida per mappare le mutazioni dei tumori, valutarne il numero, stabilirne l’origine. In questo modo sarà possibile monitorare le mutazioni, avviare programmi di prevenzione, stabilire esami più approfonditi o decidere terapie adeguate. 

Mukherjee nel suo libro, afferma: "Non una singola cura universale è in vista e non è probabile che vi sia, la guerra contro il cancro potrebbe essere meglio 'vinta', ridefinendo la vittoria" . Per ridefinire una vittoria c’è bisogno solo di conoscere. La conoscenza si ottiene solo con la ricerca.

G2A annuncia un nuovo pacchetto di giochi

Torna il G2A Deal, succulento pack di giochi in offerta a prezzo stracciato da parte di uno dei più celebri siti su cui acquistare videogiochi ad ottimi prezzi.

Dopo il primo esperimento, che ha avuto un successo superiore a tutte le aspettative, le alte sfere di G2A hanno deciso di proporre un nuovo pack di titoli in saldo.

Per chi non ricordasse i giochi compresi nel precedente “deal” ve li ricordiamo noi: Syberia, Syberia II, Lords of the Fallen Digital Deluxe, Superhot e Dirt 3 Complete Edition. Il pacchetto è acquistabile in due soluzioni: ad 1,50 euro sottoscrivendo un’abbonamento mensile a G2A Deal (con il successivo acquisto fissato a 2,49 euro), oppure a 2,50 per l’opzione di acquisto singolo denominato “One Time Membership“.

G2A Deal

Se l’offerta vi ha stuzzicato non vi resta che aspettare il 30 marzo, data ufficiale del nuovo G2A Deal, in cui scopriremo quali titoli saranno a disposizione. Per nuovi aggiornamenti restati sintonizzati sulle nostre pagine.

Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito G2A.

Square Enix ha annunciato, e già rilasciato, l’aggiornamento 1.07 di Final Fantasy XV. Il nuovo update peserà circa 5.6 GB, e conterrà una importante novità da molti fan chiesta a gran voce. Difatti è stato modificato il Capitolo 13, che tante polemiche ha causato e che si intitolerà Verse 2. Inoltre l’aggiornamento prepara il titolo a ricevere il DLC Episode Gladiolus che arriverà proprio domani. Ecco il video relativo ai cambiamenti della patch 1.07. ATTENZIONE AGLI SPOILER!

Se volete sapere tutto sul DLC dedicato al guerriero Gladio, ecco tutti i dettagli rilasciati qualche settimana fa. Final Fantasy XV è stato uno dei giochi più amati nel 2016, e premiato durante il Drago d’Oro 2017. Per conoscere la nostra opinione su Final Fantasy XV, vi lasciamo la recensione del titolo Square Enix.

C’era una volta Destruction Derby, un racing game arcade estremamente ignorante ma altrettanto divertente. Lo scopo principale di questo titolo era quello di vincere le gare a cui il giocatore prendeva parte; ciò che lo distingueva dalla concorrenza però era la possibilità di danneggiare la propria e le altrui auto fino alla totale distruzione. Più che per le sue doti di gameplay, Destruction Derby passò alla storia proprio per questo, un concept che successivamente venne ripreso anche da altre serie con risultati forse pure migliori.

Una di queste è FlatOut, che dopo un avvio fortunato ebbe un disastroso scivolone con il terzo capitolo. L’IP è rimasta dormiente per ben cinque anni, ora però sembra essere pronta a tornare grazie a un nuovo team di sviluppo, i Kylotonn Games, che ha alle spalle un discreto curriculum nell’ambito dei racing game arcade.

FlatOut 4: Total Insanity

Questo genere ha subito purtroppo duri colpi nel corso degli ultimi anni: molti team di sviluppo anche illustri hanno chiuso i battenti, basti pensare a Studio Liverpool o ai Bizarre Creations, il 2017 però sembra proprio essere l’anno del riscatto grazie a uscite di tutto rispetto come RedOut o Fast RMX.

Il dubbio che FlatOut 4: Total Insanity potesse non far parte di questa schiera di “salvatori” era assai concreto, soprattutto dopo il disastroso FlatOut 3, non c’è da stupirsi quindi se sia i fan che la stampa non abbiano seguito con particolare attenzione il suo sviluppo al punto da far passare in sordina praticamente ogni aggiornamento diffuso dai poveri Kylotonn.

A volte però anche i migliori sbagliano e una volta afferrato il pad, questo quarto episodio si è rivelato fin dai primissimi istanti di gioco un prodotto tutt’altro che da sottovalutare.

Flatout 4: Total Insanity

Proprio come accadeva negli originali, anche in FlatOut 4: Total Insanity ci troveremo a gareggiare nelle più disparate ambientazioni. Si passerà infatti da falegnamerie immerse in fangose foreste ad aree industriali abbandonate, senza dimenticarsi la tipica cittadina collocata nel deserto. E i mezzi utilizzabili? Inizialmente si avrà accesso ai classici scassoni arrugginiti ma mano a mano che si progredirà nella campagna principale si sbloccheranno nuove classi che presentano mezzi decisamente più moderni.

Insomma, da un punto di vista prettamente visivo pare proprio di essere tornati ai bei vecchi tempi di FlatOut 2/Ultimate Carnage, sarà lo stesso per quanto riguarda il gameplay? Il track design ideato dai Kylotonn offre piste estremamente articolate, ricche di percorsi alternativi e scorciatoie. Questo significa che durante una gara non sarà solo necessario fronteggiare gli altri piloti, ma anche aguzzare vista e ingegno per individuare il percorso più rapido.

Attenzione però perché a ostacolare il cammino ci penseranno numerosi oggetti di disturbo, come casse di legno, barricate, cancelli e quant’altro, i quali sono tutti distruttibili ma anche in grado di rallentare l’avanzata del mezzo e, cosa più importante, danneggiarlo. Ecco quindi l’altro grande ingranaggio del gameplay di FlatOut: la distruttibilità del mezzo non può essere assolutamente sottovalutata poiché il rischio di terminare prematuramente una corsa è sempre dietro l’angolo.

Flatout 4: Total Insanity

Accanto alle classiche gare su pista troviamo poi le sfide a tempo, la modalità sopravvivenza e le gare con potenziamenti. La modalità sopravvivenza è un classico della serie e si svolge in arene di varie dimensioni nelle quali il giocatore deve cercare di distruggere gli altri mezzi a suon di tamponamenti, le gare con potenziamenti invece sono una new entry di questo quarto capitolo. Durante questo tipo di competizioni il giocatore avrà a disposizione quattro armi, la palla chiodata, l’onda d’urto, la bomba-calamita e le barriere, che potranno essere utilizzate a proprio piacimento contro gli altri piloti per guadagnare posizioni o, in alternativa, metterli fuori gioco.

Quello di Kylotonn è un tentativo apprezzabile di portare aria fresca nel brand FlatOut, tuttavia il risultato non è dei migliori e avrebbe necessitato di una migliore finitura prima di essere inserito nella versione finale del prodotto. A più di qualche utente farà poi piacere sapere che anche i minigiochi sono tornati in pompa magna. Ne troveremo sia di vecchi che di nuovi e andranno a costituire un piacevole diversivo alle più classiche gare su pista a cui gli “ordinari” racing game arcade ci hanno abituato in questi anni.

Ok, questo FlatOut 4: Total Insanity sembra essere un buon titolo, dove sta quindi l’inghippo? Sarebbe assai bello dire che di inghippi veri e propri non ve ne sono ma, hai noi, così non è. Seppur di buona fattura, il motore grafico non soddisfa pienamente su PlayStation 4 e questo a causa di una paletta cromatica talvolta un po’ spenta ma soprattutto di un framerate poco fluido e spesso ballerino.

Anche i tempi di caricamento risultano talvolta un po’ troppo lunghi, è tuttavia nel cosiddetto “farming” che risiede forse il malus maggiore. Per ottenere nuovi mezzi sarà spesso necessario ripetere più volte le medesime gare così da ottenere i crediti necessari all’acquisto. Se da un lato fa certamente piacere avere un discreto parco auto a disposizione, dall’altro essere costretti a ripetere più e più volte i medesimi tracciati non è esattamente un qualcosa di entusiasmante.

Flatout 4: Total Insanity


FlatOut 4: Total Insanity si è rivelato essere una inaspettata sorpresa: il titolo sviluppato da Kylotonn Games presenta un gameplay di base più che buono, così come un track design ben realizzato e vario. La presenza di tre classi di mezzi così come numerosi minigiochi regala all’utente una longevità globale più che buona, che può essere ulteriormente espansa grazie alla modalità multiplayer sia online che locale. Certo, i difetti ci sono, questi però non sono gravi al punto tale da compromettere l’intera esperienza di gioco. Se siete quindi alla ricerca di un racing game arcade divertente e poco impegnato, FlatOut 4: Total Insanity potrebbe rappresentare un ottimo titolo con cui tenersi impegnati in attesa dell’uscita console di RedOut o di WipEout Omega Collection.

La premessa di LEGO Worlds è quella di farci diventare dei veri e propri “mastri costruttori”, nel magico universo dei mattoncini colorati più famosi del pianeta. Warner Bros e TT Games rilanciano il titolo uscito in early-access esclusivamente su PC più di un anno fa, e lo fanno pubblicando il gioco su tutte le piattaforme nella sua versione definitiva (compresa Nintendo Switch, la cui versione arriverà però successivamente). L’accesso anticipato al gioco fece molto scalpore, e furono tanti gli utenti ammaliati dalla possibilità di entrare così da vicino nel mondo LEGO, ma ben presto il tutto svanì e di LEGO Worlds non si seppe più nulla per mesi e mesi.

Abbiamo messo le mani sulla versione finale di LEGO Worlds per PlayStation 4, e questa è la nostra opinione.

LEGO Worlds


DIVENTARE UN MASTRO COSTRUTTORE

In LEGO Worlds veniamo subito buttati nella mischia, e dopo una scarna creazione del personaggio entriamo immediatamente nell’azione. Ci ritroviamo dunque con la nostra astronave schiantata al suolo, su un pianeta misterioso e ignoto. I primi Mondi sono palesemente guidati, e ci consentono di prendere mano con le meccaniche più importanti del titolo ed è così che in brevissimo tempo mettiamo le nostre LEGO-mani su tutto quello che ci serve per poi partire all’esplorazione dei Mondi vera e propria.

LEGO Worlds

Fra gli strumenti per colorare, costruire, deformare il paesaggio e copiare, il primo che sarà scoperto dal vostro personaggio è il fondamentale scopri-oggetti, che consente con una sorta di scanner di fare vostro tutto ciò che i fantasiosi Mondi vi porgono davanti, per poi ricostruirli o eliminarli dal paesaggio. Dopo un’ora scarsa di gioco ecco che il vostro personaggio sarà capace di fare tutto quello che serve a un mastro costruttore provetto e il vostro viaggio può finalmente partire senza più alcun confine.

LEGO Worlds


ALLA RICERCA DEI MATTONCINI DORATI

La cosa più importante il LEGO Worlds è la raccolta dei mattoncini dorati che permettono alla vostra astronave di raggiungere pianeti sempre più grandi, quindi con maggiori risorse, animali e personaggi da scoprire. Come si ottengono questi importanti mattoncini? Il nostro alter-ego LEGO dovrà eseguire alcune semplici mini-quest, che molti NPC sparsi nei vari pianeti ci aaffideranno.

Le missioni possono spaziare dal costruire qualcosa, al colorare una certa struttura, o allo scattare una foto all’oggetto X.

LEGO Worlds

Seppur l’idea di fondo è inizialmente molto interessante, ecco che proprio qui LEGO Worlds inizia a vacillare, poiché già dopo la raccolta di 15-20 mattoncini l’esecuzione delle quest diventa abbastanza noiosa e l’avanzamento nel gioco può bloccarsi. Per ottenere la modalità “Crea il tuo pianeta” inoltre sarà necessario raccogliere 100 mattoncini d’oro, e vi assicuriamo che essendo le quest ripetitive e talvolta veramente mal fatte, raggiungere un traguardo così alto potrebbe essere un ostacolo insormontabile.

Durante l’esplorazione dei pianeti sarà possibile costruire ovviamente quello che si desidera ma ad alcune condizioni. Difatti il nostro personaggio non avrà subito a disposizione tutti i pezzi base LEGO per costruire, ma li otterrà rincorrendo degli esseri verdi che di tanto in tanto sbucano fuori dal terreno. Una meccanica interessante, che però già dopo qualche ora di gioco inizia a mostrare i propri limiti. Lo strumento per costruire inoltre è poco preciso, e per erigere un semplice muro o una comoda casetta, sarà necessario armeggiare col pad in maniera molto scomoda dato che l’interfaccia fu ovviamente pensata per PC.

LEGO Worlds


UN ESPLORATORE PROVETTO

L’esplorazione in LEGO Worlds è tutto, e i vari pianeti che abbiamo visitato si sono rivelati molto ben costruiti spaziando da biomi di tipo vulcanico, paesaggi di campagna, ambienti cittadini o immersive foreste. I Mondi inoltre sono pieni di altri personaggi, che possono essere ostili o amichevoli. Ingaggiare un combattimento con alcuni nemici del paesaggio si rivela un semplice utilizzo di un tasto, che spesso e volentieri (soprattutto all’inizio) non vi permetterà quasi mai di avere la meglio.

LEGO WorldsLEGO Worlds Recensione

Ma tranquilli, perché in pieno stile LEGO una volta fatti in mille pezzettini il vostro personaggio tornerà immediatamente in vita. La dove esaltiamo la bellezza dei pianeti, ecco che ancora una volta dobbiamo sottolineare alcuni problemi. Numerosi sono i bug e problemi tecnici di vario tipo, che possono rendere quasi ingiocabili alcuni settori dei pianeti.

Il comparto grafico del titolo invece è quello tipo dei giochi LEGO, con una cura quasi maniacale per i mattoncini che sono stati riprodotti in maniera strepitosa. Comparto audio che si scopre essere ben fatto, con un fantastico Claudio Moneta alla voce narrante.


AMICI E MATTONCINI

Non manca per gli amanti del gioco cooperativo la modalità multiplayer, disponibile in locale oppure online. E’ possibile infatti utilizzare dei codici che ci portano direttamente al pianeta del nostro amico virtuale per ore e ore di divertimento in compagnia. Sarà interessante in futuro una modalità cooperativa fino a 4 giocatori, ma per il momento il comparto multiplayer è comunque divertente, e allarga di molto l’interesse del gioco che purtroppo in single-player potrebbe presto stancare.

LEGO Worlds


Eccoci quindi pronti a tirare le conclusioni sulla nostra avventura in LEGO Worlds. Il gioco di Warner Bros ci permette di calarci nelle vesti di un mastro costruttore dei mattoncini più celebri del pianeta, con un sistema procedurale di Mondi congeniale e che non mancherà di regalare stupore e divertimento. Ma l’altra faccia della medaglia è molto più cupa a causa di alcune discutibili scelte di gameplay come ripetitive e mal fatte quest, un sistema di recupero dei pezzi noioso, l’assenza della modalità creazione da subito e problemi tecnici parecchio evidenti che rendono scomoda e poco funzionale la costruzione.

La domanda che ci poniamo è: LEGO Worlds era davvero pronto a uscire dall’accesso anticipato?

Gravidanze troppo medicalizzate e che terminano con un numero spropositato di parti cesarei, più di uno su tre. Come nascono i bambini italiani e quante visite devono fare le mamme durante i nove mesi di gravidanza? Ecco la fotografia del parto in Italia, scattata dal Rapporto annuale realizzato dal ministero della Salute con i dati del Cedap (certificato assistenza al parto) dell'anno 2014. 

Dove nascono i bambini

Sempre facendo riferimento all'anno 2014, le mamme si affidano principalmente a strutture specializzate per mettere alla luce il loro bebè. Sul totale dei parti: 

  • L' 88,8% è avvenuto negli Istituti di cura pubblici ed equiparati
  • L'11,2% nelle case di cura private (accreditate o non accreditate)
  • Lo 0,1% altrove 

Il 62,5% dei parti si svolge in strutture dove avvengono almeno 1.000 parti annui. Tali strutture, in numero di 179, rappresentano il 34,9% dei punti nascita totali. Il 7,5% dei parti ha luogo invece in strutture che accolgono meno di 500 parti annui.

Mamme italiane o straniere?

Il 20% dei parti riguarda madri che non hanno la cittadinanza italiana. La percentuale sale a 25 al Centro-Nord con un picco del 30% in Emilia Romagna e Lombardia.

Le mamme non italiane provengono da:

  • Unione Europea (26,4%)
  • Africa (25,2%)
  • Asia (18,5%)
  • Sud America (7,9%)
  • Altri Paesi (22%)

L'eta media delle mamme 

Essendo il numero delle mamme straniere che partiriscono in Italia abbastanza alto, va fatta una differenza anche per quanto riguarda l'età visto che è in media più alta per le italiane 32,7 anni e scende a 29,9 anni per le straniere. I valori mediani sono invece di 33 anni per le italiane e 30 anni per le straniere. L'età media al primo figlio è per le donne italiane quasi in tutte le Regioni superiore a 31 anni, con variazioni sensibili tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Le donne straniere partoriscono il primo figlio in media a 28,2 anni.

Il livello culturale delle mamme

Italiane:

  • Il 43,7% delle donne che hanno partorito nell'anno 2014 ha una scolarità medio alta
  • Il 29,4% medio bassa
  • Il 26,9% ha conseguito la laurea

Straniere: prevale una scolarità medio bassa (47,5%).

Troppi cesarei

Il parto cesareo dovrebbe essere una procedura da adottare solo in situazioni di emergenza e che invece rischia di diventare la norma: in media nel 2014 il 35% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, con notevoli differenze regionali.

Dove c'è una maggiore propensione:

  • Nelle case di cura accreditate si registra tale procedura in circa il 53,6% dei parti contro il 32,6% negli ospedali pubblici. Naturalmente nelle Regioni in cui è rilevante la presenza di tali strutture le percentuali sono sostanzialmente diverse. 

Chi vi ricorre più spesso:

  • Il parto cesareo è più frequente nelle donne con cittadinanza italiana rispetto alle donne straniere: si ricorre al taglio cesareo nel 28% dei parti di madri straniere e nel 36,8% nei parti di madri italiane.

Troppe visite mediche

Le future mamme italiane non lesinano in controlli: nell'87% delle gravidanze il numero di visite ostetriche effettuate è superiore a 4 mentre nel 73,3% delle gravidanze si effettuano più di 3 ecografie. La percentuale di donne italiane che effettuano la prima visita oltre il primo trimestre di gravidanza è del 2,6% mentre tale percentuale sale al 11,5% per le donne straniere. Molto sembra dipendere anche dal livello culturale delle mamme:

  • Quelle con scolarità bassa effettuano la prima visita più tardi
  • Quelle con il titolo di studio elementare o senza nessun titolo che effettuano la prima visita dopo l'11esima settimana di gestazione è del 10,6%
  • Le donne con scolarità alta che tardano la prima visita è pari al 2,6%.

Anche la giovane età della donna, in particolare nelle madri al di sotto dei 20 anni, incide sulla mancanza di controlli:

  • Assenti nel 3,2% dei casi
  • Tardivi (prima visita effettuata oltre l'undicesima settimana di gestazione nel 12,6% dei casi).

Il numero delle amniocentesi:

In media sono stati fatti 9,2 esami ogni 100 parti. A livello nazionale alle madri con più di 40 anni il prelievo del liquido amniotico è stato effettuato nel 28,31% dei casi.

Quasi tutti i papà sono presenti al parto

La donna ha accanto a sè al momento del parto (esclusi i cesarei) nel 91,83% dei casi il padre del bambino, nel 6,74% un familiare e nell'1,42% un'altra persona di fiducia. La presenza di una persona di fiducia piuttosto che di un'altra risulta essere influenzata dall'area geografica. Nei test di valutazione della vitalità del neonato tramite indice di Apgar, il 99,4% dei nati ha riportato un punteggio a 5 minuti dalla nascita compreso tra 7 e 10.

La procreazione assistita

Quanto alla procreazione assistita, ha generato in media 1,71 gravidanze ogni 100. La tecnica più utilizzata è stata la fecondazione in vitro con successivo trasferimento di embrioni nell'utero (FIVET), seguita dal metodo di fecondazione in vitro tramite iniezione di spermatozoo in citoplasma (ICSI).

 

Atlus sorprende i suoi fan con l’annuncio di Shin Megami Tensei: Deep Strange Journey

Tra i tanti JRPG pubblicati durante la lunga carriera di Nintendo DS vi è un certo Shin Megami Tensei: Strange Journey, uno dei migliori capitoli mai realizzati della nota serie Atlus. Il titolo non giunse nemmeno in Europa, fermandosi purtroppo ai soli Stati Uniti, nonostante questo è diventato negli anni un vero e proprio cult che ogni appassionato del genere non può non conoscere.

Dopo l’annuncio del remake di Radiant Historia, l’azienda giapponese si sbizzarrisce ora con un nuovo rifacimento sempre per Nintendo 3DS: questa volta però si tratta proprio di Strange Journey.

Shin Megami Tensei: Deep Strange Journey dovrebbe essere infatti un remake dell’originale episodio per Nintendo DS con l’aggiunta di nuovi contenuti come personaggi, doppiaggio, dungeon e demoni. Al momento non è ancora trapelato nessun video gameplay e né tantomeno dettagli più approfonditi relativi a questi fantomatici contenuti inediti, ciò che è certo però è che molte di queste informazioni arriveranno nel prossimo numero della nota rivista giapponese Famitsu.

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