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(AGI) – Roma, 3 lug. – Le condizioni di caldo estremo
rappresentano un rischio per la salute, soprattutto per alcune
categorie di popolazione, caratterizzati da una limitata
capacita’ di termoregolazione fisiologica o ridotta
possibilita’ di mettere in atto comportamenti protettivi. Il
Ministero della Salute offre sul proprio sito una serie di
semplici abitudini e precauzioni che, se adottate dalla
popolazione, possono contribuire notevolmente a ridurre gli
effetti nocivi delle ondate di calore sulla salute. Uscire di
casa nelle ore meno calde della giornata; evitare di uscire di
casa nelle ore piu’ calde, cioe’ dalle 11 alle 18. In questa
fascia oraria e’ sconsigliato, a bambini molto piccoli,
anziani, persone non autosufficienti o persone convalescenti,
l’accesso alle aree particolarmente trafficate, ma anche ai
parchi e alle aree verdi dei grandi centri urbani dove va a
concentrarsi l’ozono prodotto dai gas di scarico delle
automobili e dall’industria.
Durante le ondate di calore i valori limite di questo gas
inquinante vengono spesso superati con conseguenze sulla salute
della popolazione e, in particolare, sulle persone con malattie
respiratorie o asma. Inoltre, devono evitare l’attivita’ fisica
intensa all’aria aperta durante gli orari piu’ caldi della
giornata anche atleti professionisti e dilettanti. Indossare un
abbigliamento leggero e comodo Sia in casa che all’aperto,
indossare indumenti leggeri, non aderenti, di cotone o lino.
Fuori di casa, e’ anche utile proteggere la testa dal sole
diretto con un cappello leggero di colore chiaro e gli occhi
con occhiali da sole. E’ importante proteggere la pelle dalle
scottature con creme solari ad alto fattore protettivo. Se si
ha un familiare malato e costretto a letto, assicurarsi che non
sia troppo coperto. Adottare alcune precauzioni se si esce in
macchina. Non lasciare mai persone o animali, anche se per poco
tempo, nella macchina parcheggiata al sole e se si entra in
un’autovettura che e’ rimasta parcheggiata al sole, per prima
cosa aprire gli sportelli per ventilare l’abitacolo e poi,
iniziare il viaggio con i finestrini aperti o utilizzare il
sistema di climatizzazione dell’auto per abbassare la
temperatura interna. Attenzione anche ai seggiolini di
sicurezza per i bambini: prima di sistemarli sul sedile
verificare che non sia surriscaldato. Rinfrescare l’ambiente
domestico e di lavoro. I principali strumenti per il controllo
della temperatura sono le schermature, l’isolamento termico e
il condizionamento dell’aria. Una misura facilmente adottabile
in casa e’ la schermatura delle finestre esposte al sole
diretto mediante tende o oscuranti esterni regolabili (per
esempio persiane o veneziane). Un accorgimento utile per
mantenere l’ambiente domestico piu’ fresco e’: aprire le
finestre al mattino presto, la sera tardi e durante la notte
per fare entrare l’aria fresca, e tenere chiuse le finestre di
giorno per tutto il tempo in cui la temperatura esterna e’ piu’
alta della temperatura interna all’appartamento. Per quanto
riguarda i climatizzatori, occorre utilizzare alcune
precauzioni. Oltre a una regolare manutenzione dei filtri, si
raccomanda di evitare di regolare la temperatura a valori
troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. La temperatura
ideale nell’ambiente domestico per il benessere fisiologico e’
di 24-26 gradi.
Il Ministero raccomanda, inoltre, di mantenere chiuse le
finestre durante il funzionamento dei climatizzatori,
utilizzando protezioni oscuranti alle finestre dei locali
condizionati. Sarebbe inoltre consigliabile evitare di
utilizzare contemporaneamente il forno e altri elettrodomestici
che producono calore (fornelli, ferro da stiro, phon, ecc.).
Una temperatura interna ideale, con un basso tasso di umidita’,
garantisce il benessere e non espone a bruschi sbalzi termici
rispetto all’esterno. E’ comunque buona regola coprirsi ogni
volta che si deve passare da un ambiente caldo a uno piu’
freddo e ventilato, soprattutto se si soffre di una malattia
respiratoria. Nelle aree caratterizzate principalmente da un
elevato tasso di umidita’, senza valori particolarmente alti di
temperatura, puo’ essere sufficiente in alternativa al
condizionatore l’uso del deumidificatore. L’utilizzo
continuativo dei condizionatori determina un aumento dei
consumi di energia elettrica nel Paese che puo’ portare a
rischi di interruzione della fornitura. E’ bene, quindi, porre
particolare attenzione agli sprechi e limitare i consumi di
corrente dell’abitazione allo stretto necessario, soprattutto
quando e’ in corso un’ondata di calore. Se si usano ventilatori
meccanici, non indirizzarli direttamente sulle persone, ma
regolarli in modo da far circolare l’aria in tutto l’ambiente.
In particolare, quando la temperatura interna supera i 32�C, i
ventilatori possono aumentare il rischio di disidratazione,
soprattutto nelle persone costrette a letto, se queste non
assumono contemporaneamente grandi quantita’ di liquidi. Bere
almeno due litri di acqua al giorno e mangiare molta frutta
fresca, come agrumi, fragole, meloni (che contengono fino al
90% di acqua) e verdure colorate, ricche di sostanze
antiossidanti (peperoni, pomodori, carote, lattughe), che
proteggono dai danni correlati all’ozono, che raggiunge le
concentrazioni piu’ elevate proprio nelle ore piu’ calde della
giornata. Gli anziani devono bere anche in assenza dello
stimolo della sete. Evitare gli alcolici e le bevande troppo
fredde, limitare l’assunzione di bevande che contengono
caffeina. Eccetto i casi di necessita’, nella stagione estiva
va limitato il consumo di acque oligominerali, cosi’ come
l’assunzione non controllata di integratori di sali minerali
(che deve essere sempre consigliata dal medico curante). Fare
pasti leggeri e porre attenzione alla conservazione domestica
degli alimenti. Evitare i pasti pesanti e abbondanti,
preferendo quattro, cinque piccoli pasti durante la giornata,
ricchi soprattutto di verdura e frutta fresca. Bisogna anche
fare attenzione alla corretta conservazione degli alimenti
deperibili (latticini, carni, dolci con creme, gelati), poiche’
le temperature ambientali elevate favoriscono la contaminazione
degli alimenti e possono determinare patologie gastroenteriche
anche gravi. (AGI)
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