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Alcune associazioni europee di consumatori si stanno dando battaglia su Quicky, il coniglio del Nesquik, e altri personaggi dei fumetti utilizzati per pubblicizzare prodotti alimentari destinati ai bambini, nel momento in cui i governi si preparano a discutere di una stretta nella regolamentazione sul marketing degli alimenti che rischiano di favorire l'obesità.

In una riunione venerdì a Lussemburgo, i ministri della Sanità dell'Unione Europea sono chiamati a approvare un documento in cui si sottolinea che potrebbero essere necessarie "misure regolamentari" per evitare l'esposizione dei bambini al marketing sugli alimentari ricchi di grassi, zuccheri o sale. Il testo chiede agli Stati membri di assicurare che le scuole siano "ambienti protetti liberi da tutte le forme di marketing che vanno contro l'incoraggiamento di stili di vita più sani".

I governi dovrebbero adottare misure per ridurre l'esposizione di bambini e adolescenti al marketing, la pubblicità su qualsiasi media (incluse le piattaforme online e i social-media) e le sponsorizzazioni di cibi che facilitano l'obesità. La Commissione è chiamata a redigere un codice di condotta Ue nell'area del marketing e della comunicazione commerciale sui prodotti alimentari, in particolare in relazione ai bambini e agli adolescenti.

Due associazioni su posizioni opposte sui fumetti

In vista della discussione a Lussemburgo, la Beuc, Associazione dei consumatori europei, ha chiesto ai produttori di smettere di usare fumetti quando fanno marketing indirizzato a giovani consumatori su prodotti alimentari poveri di nutrienti. Il divieto dovrebbe applicarsi "sia alla pubblicità che al packaging". Ma il Consumer choice center, un'associazione di consumatori rivale, contesta la proposta della Beuc. Eliminare dalle confezioni i fumetti è "un approccio paternalistico sbagliato", ha spiegato il rappresentante del Consumer choice center, Luca Bertoletti.

Leggi qui il documento integrale che sarà discusso venerdì

Secondo una ricerca della Beuc, fumetti e altre mascotte compaiono sulle confezioni di alimenti che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene inadatti per la pubblicità diretta ai bambini, perché con alta presenza si zucchero, sale o grassi. Su 100 prodotti testati, le organizzazioni che fanno parte della Beuc hanno sperò trovato un solo un fumetto utilizzato per promuovere frutta o verdura. Monique Goyens, direttrice generale della Beuc ha detto che la Beuc non chiede che "la Tigre Tony o i Minions scompaiano dalle pubblicita'", ma i prodotti promossi con i fumetti devono "diventare più sani". Secondo il Consumer choice center, l'associazione dei consumatori rivale, la Beuc vuole rimuovere eroi dei bambini. Se l'obiettivo appare "nobile, eliminare testimonial decennali di marchi e' un'esagerazione", ha spiegato Bertoletti, chiedendo alle istituzioni europee di "preservare il diritto dei consumatori a fare le loro scelte e impegnarsi a favore di una societa' libera che non cerca di vietare dei marchi". 

 

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