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Roma – Si richiama a Vittorio Scialoja per poi dire che "se il costituzionalismo è teoria e pratica dei limiti del potere, allora la chiarezza del diritto, la giustezza e la precisione delle parole del legislatore, e in genere delle autorità, sono un aspetto fondamentale di quella teoria e di quella pratica" e che "la chiarezza del diritto si colloca esattamente là dove si incontrano, nella nostra Costituzione, il principio democratico e quello personalista". Pietro Grasso, nel corso del convegno 'Le parole giuste. Presentazione del progetto del senato e dell'Universita' di Pavia: scrittura tecnica e cultura linguistica per il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione e della giustizia', avverte che "naturalmente questo tema riguarda non solo la tecnica del linguaggio giuridico ma prima ancora il rapporto tra diritto e politica".

Le leggi, considera allora la seconda carica dello Stato, "nascono dal rapporto politico fra governo e Parlamento, maggioranza e opposizione. Per questo credo che per rilanciare la qualità della legislazione italiana sia necessario che la politica si impegni in due direzioni". "La prima – spiega Grasso – è la semplificazione. Nonostante diversi tentativi, passati e in corso, resta un dato oggettivo, che l'Italia ha un numero di leggi in vigore quindici o venti volte superiore agli altri grandi Paesi europei, situazione che rende difficile al cittadino conoscere e comprendere le norme. La seconda direzione – avverte – è assicurare la qualità delle norme attraverso un accurato lavoro di istruttoria nelle commissioni, dove i testi possono essere ponderati, dibattuti e migliorati con il sostegno dei bravi tecnici del Parlamento". "Una legge ben scritta non solo è più comprensibile, e quindi più efficace, ma è applicabile in maniera più uniforme, riducendo gli spazi interpretativi per chi deve attuarla. In quella sede ci si può assicurare che le norme rispondano agli obiettivi perseguiti dalla politica, siano ben formulate e si armonizzino appieno con l'ordinamento, mentre all'Aula – sottolinea ancora – deve essere lasciato il ruolo che le è proprio nella democrazia, la trasparenza e la pubblicità delle scelte politiche".

"La riforma costituzionale in itinere riconfigura e limita il ruolo del Senato nel procedimento legislativo, ma, se entrerà in vigore, gli attribuirà, nel contempo, un significativo ruolo di valutazione e verifica in ordine alla qualità, efficienza ed efficacia delle politiche pubbliche e di raccordo con le istituzioni europee e con le autonomie territoriali". Lo ricorda il presidente del Senato, Pietro Grasso, nel corso del convegno 'Le parole giuste. Presentazione del progetto del senato e dell'Università di Pavia: scrittura tecnica e cultura linguistica per il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione e della giustizia'. "In questo nuovo possibile contesto – annota ancora Grasso – la nostra istituzione dovrà e saprà confrontarsi con nuove sfide, tra le quali sarà centrale quella della promozione e valorizzazione delle buone pratiche di regolazione normativa". (AGI) 

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