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(AGI) – Roma, 7 mag. – Dire che sia stata una notte di inferno a Fiumicino e’ dire poco, anche perche’ poi le conseguenze si sono trascinate per lunghe ore della giornata che ne e’ seguita. Il tutto per un incendio che per cause sconosciute si e’ sviluppato subito dopo la mezzanotte al Terminal 3, quello degli voli internazionali, dell’aeroporto ‘Leonardo da Vinci’, che si e’ rapidamente riempito di fumo e fiamme. Non ci sono stati feriti, perche’ a quell’ora lo scalo era quasi vuoto. Il personale di servizio presente e stato prontamente evacuato. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che sono rimasti impegnati per ore nelle operazioni di spegnimento. L’incendio ha interessato un’area di almeno 700 metri che va dalla barriera dei metal detector alla zona commerciale e comprende un gran numero di corridoi e vani di servizio, con grandi quantita’ di cavi elettrici ‘coperti’. Proprio questa estensione dell’area rende impossibile, per ora, sbilanciarsi sulle cause e sul punto di innesco del rogo. Solo nel primo pomeriggio la situazione ha cominciata a tornare verso la normalita’, con la graduale riapertura dello scalo al traffico aereo. Tra i primi aerei sono decollati un volo operato da Delta Airlines per Detroit e un altro di Iberia per Madrid. La societa’ Adr ha messo in campo una task force di quasi 400 addetti per assistere i passeggeri, per le attivita’ di sicurezza e vigilanza e per supportare nelle prime operazioni per il ripristino delle condizioni di agibilita’ al Terminal 3, e’ stato spiegato in una nota. Ma cio’ non ha evitato le polemiche e i le critiche dei passeggeri rimasti per ore a terra. E disagi anche per quanti usufruiscono del collegamento ferroviario da e per l’aeroporto. Poi, con la riapertura dell’aeroporto e’ stata avviata la ripresa graduale anche dei voli Alitalia sullo scalo romano. Il primo volo decollato e’ stato l’AZ 110 diretto ad Amsterdam. Per assistere i passeggeri Alitalia ha organizzato due task force composte da personale di tutti i livelli e di tutte le aree operative e commerciali, per dare informazioni e assistenza ai passeggeri in partenza e a quelli in transito. I passeggeri hanno diritto alla riprotezione su nuovi voli Alitalia, modificando la propria prenotazione entro domenica 10 maggio, o al rimborso del biglietto in caso di cancellazione. In considerazione dell’inagibilita’ del Terminal 3, Alitalia informa che tutte le operazioni di accettazione per voli nazionali, internazionali e intercontinentali si svolgono al Terminal 1 Alitalia. La Procura di Civitavecchia, competente per territorio, sta seguendo la vicenda. Il procuratore Gianfranco Amendola e’ in attesa di ricevere un primo rapporto da parte della polizia giudiziaria, che sta svolgendo gli accertamenti sul posto. E intanto l’ipotesi di reato formulata dal pm Valentina Zaratto della procura di Civitavecchia e’ quella di incendio colposo contro ignoti. Il magistrato ha anche disposto il sequestro dell’intera area colpita dalle fiamme. La procura e’ comunque in attesa di una informativa su quanto accaduto da parte di vigili del fuoco e Polaria. (AGI) .

(AGI) – Roma, 7 mag. – In pochi credono che l’Eurogruppo di lunedi’ prossimo possa sancire una vera svolta nei convulsi negoziati tra la Grecia e l’ex troika (Commissione Ue, Bce e Fmi), oggi ‘Brussels Group’. Non ci crede il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che oggi ha invitato a non attendersi “risultati spettacolari che non sono nell’ordine delle cose”. E non ci crede nemmeno il suo omologo ellenico, Yanis Varoufakis (che avra’ un faccia a faccia proprio con Schaeuble prima del vertice di lunedi’), il quale si aspetta comunque una svolta “entro due settimane”. Eppure sembrerebbe (il condizionale e’ sempre d’obbligo) che una vera svolta sia vicina, alla luce dell’intervista a ‘Le Monde’ rilasciata dal presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Il ministro olandese, oltre a sottolineare “i progressi fatti nei negoziati negli ultimi giorni”, ha affermato che “la discussione sulla riduzione del debito della Grecia non e’ un tabu'”. Dijsselbloem sara’ tra l’altro domani a Roma dove e’ previsto un incontro con il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. E la ristrutturazione del debito di Atene era stata proprio il punto su cui, appena due giorni fa, il ‘Brussels Group’ era parso vicino a sfasciarsi, rendendo l’ipotesi di un’uscita della Grecia dall’euro concreta come non accadeva ormai da parecchi mesi. Secondo la ricostruzione del ‘Financial Times’ (poi smentite dalle tre istituzioni in una maniera cosi’ netta da suonare come una mezza conferma), Poul Thomsen, capo del dipartimento europeo del Fmi, aveva minacciato di non versare la sua porzione dei 7,2 miliardi di euro (quanto rimane del prestito concordato dal precedente governo greco) attesi da Atene se la Commissione e la Bce non avessero acconsentito a un ‘haircut’, ovvero una riduzione del valore nominale del debito di Atene, divenuta, secondo Thomsen, necessaria a causa del radicale peggioramento del quadro macroeconomico ellenico. Un’ipotesi considerata irricevibile da Bruxelles e Francoforte, anche solo per il semplice fatto che l’istituto di Washington per statuto deve essere rimborsato integralmente e quindi le perdite, in un simile scenario, verrebbero scaricate tutte sui governi europei. A giudicare dalle dichiarazioni di Dijsselbloem sembra pero’ essere stato trovato un compromesso. “La sola cosa che e’ politicamente impossibile e’ la cancellazione del suo valore nominale, tuttavia la discussione sul debito sara’ tenuta solo quando il secondo programma sara’ completato”, ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo. Niente ‘haircut’, quindi, ma di strade per una ristrutturazione ce ne sono altre. Si puo’ pensare a un allungamento delle scadenze. O a un’indicizzazione degli interessi all’andamento del Pil, come aveva proposto inizialmente Varoufakis. E appare ottimista anche il commissario Ue agli Affari Economici, Pierre Moscovici, secondo il quale le posizioni della Grecia e dell’ex troika sono “sempre piu’ vicine” e il “linguaggio e’ comune”. Quali siano i punti di incontro non e’ chiaro. Atene, per ricevere quei 7,2 miliardi e ottenere un nuovo piano di aiuti deve presentare al Brussels Group un piano di riforme economiche che venga giudicato sufficiente a rimettere in riga i dissestati conti di Atene, che ormai sopravvive solo grazie alla liquidita’ di emergenza versata dalla Bce alle banche, le quali la utilizzano per acquistare titoli di Stato nazionali. Su lavoro e pensioni, ha ribadito oggi il portavoce del governo, Gabriel Sakellaridis, non si tratta, mentre Varoufakis ha parlato, piu’ in generale, di un accordo basato su “un’analisi ragionevole della sostenibilita’ del debito”, le privatizzazioni, una riforma dell’Iva, una commissione fiscale indipendente, riforma delle pensioni e della giustizia. Quel che e’ certo e’ che, con altri 750 milioni da versare al Fmi entro il 12 maggio, Atene non puo’ permettersi di uscire dall’Eurogruppo di lunedi’ con l’ennesimo nulla di fatto. (AGI) .

E’ stato mostrato sul canale YouTube Assassin’s Creed Italia un video riguardante la presentazione ufficiale di Assassin’s Creed Victory. Nel video è possibile visionare che il nuovo titolo targato Ubisoft verrà svelato a tutto il mondo il 12 maggio 2015 alle ore 18:00 con allegato il sito ufficiale: www.assassinscreed.com

Assassin’s Creed Victory, da come si può intuire dal nome che porta, sarà ambientato durante l’epoca Vittoriana esattamente nella Londra del XIX secolo. Gli sviluppatori che questa volta prenderanno parte al progetto saranno i ragazzi di Ubisoft Quebec e non Ubisoft Montreal, con la speranza che questo nuovo titolo possa portare freschezza e novità alla serie.

Per il momento non ci sono altre informazioni a riguardo, dunque vi lasciamo al video e vi invitiamo a rimanere sintonizzati sulle pagine di Gamesource.it!

 

Fonte: YouTube

(AGI) – Palermo, 7 mag. – Nei locali di Comforpat, Comando Forze di Pattugliamento per la sorveglianza e la difesa costiera, si e’ proceduto all’ispezione a distanza del relitto del barcone inabissatosi il 18 aprile scorso nel Canale di Sicilia, nel naugragio che causo’ la morte di circa 750 immigrati e localizzato su richiesta della Procura di Catania, a circa 85 miglia a Nord-Est delle coste libiche, a una profondita’ di circa 370 metri, con l’ausilio della Marina militare italiana che ha messo a disposizione i Cacciamine Gaeta e Vieste dotati di mezzi subacquei specializzati. L

‘atto e’ stato compiuto alla presenza di personale della Squadra mobile di Catania e dei difensori degli indagati. Raggiunto dalla Marina il relitto, si e’ proceduto alla raccolta di immagini sonar ad alta risoluzione e di immagini video e fotografiche.

Il barcone, delle dimensioni di circa 21 metri di lunghezza, 8 di larghezza e almeno 8 di altezza e’ adagiato di chiglia sul fondo marino. Nei pressi del relitto e’ stato individuato il corpo di un uomo; all’interno dello scafo e anche nel ponte piu’ basso sono stati individuati numerosi corpi. La documentazione raccolta e le valutazioni operate dal personale tecnico della Marina indicano l’esistenza di danni alla prua e sulla parte anteriore sinistra della fiancata, derivanti probabilmente dall’urto con il mercantile protoghese giunto in soccorso del barcone.

Disposta la segretazione, che permane su tutte le immagini ad eccezione di quelle allegate al verbale, al fine di tutelare la dignita’ delle vittime. La Marina Militare e’ autorizzata alla diffusione delle immagini non segretate e del video nelle parti da cui esse sono state estratte.

ALFANO, “I COMUNI FACCIANO LAVORARE GRATIS GLI IMMIGRATI” – “Dobbiamo chiedere ai Comuni di applicare una nostra circolare che permette di far lavorare gratis i migranti” che risiedono nei loro territori. “Invece di farli star li’ a non far nulla, che li facciano lavorare”, ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al termine della Conferenza unificata.

“Equa distribuzione tra tutti i Paesi dell’Europa, equa distribuzione in Italia. Mi sembra che su questi due principi nessuno possa essere contro”, ha aggiunto il ministro dell’Interno. L’Italia, ha aggiunto, “deve lavorare in Europa per la protezione umanitaria. E’ una sfida ed e’ quella che consentirebbe di far andare anche negli altri Paesi d’Europa coloro che sono beneficiari di una protezione umanitaria”.

Rispondendo ai cronisti che gli ricordavano la contrarieta’ di alcune Regioni ad ospitare un numero maggiore di immigrati e la denuncia del presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, che lamenta una scarsa collaborazione di alcune branche dello Stato, Alfano ha poi affermato: “Ne parleremo oggi pomeriggio” al vertice convocato al Viminale con le Regioni e l’Anci “ma credo che un criterio di giustizia debba valere tra tutti i Paesi d’Europa e anche tra tutte le Regioni d’Italia”.

IMMIGRATI: VIMINALE, QUASI 34MILA ARRIVI QUEST’ANNO, +15% SU 2014 – “Dal primo gennaio al 4 maggio 2014 erano sbarcati sulle nostre coste 29.501 migranti; nello stesso periodo di quest’anno ne sono sbarcati 33.831, poco meno del 15% in piu'”. Lo ha reso noto Mario Morcone, capo del Dipartimento per le liberta’ civili e l’immigrazione del Viminale, nel corso di un’audizione davanti alla Commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti. “Soltanto da sabato notte a ieri – ha ricordato Morcone – ne sono sbarcati circa 7mila. E’ una situazione molto impegnativa e in parte attesa: l’anno scorso c’e’ stato il record di 170mila sbarchi, le proiezioni per quest’anno portano a una stima simile o superiore”, fino a sfiorare i 200mila.

L’anno scorso per l’accoglienza “abbiamo speso poco meno di 630 milioni – ha ricordato Morcone – e quest’anno probabilmente ne spenderemo di piu'”. A livello di fondi europei, nel conto vanno messi “10 milioni per i minori non accompagnati e 3 milioni di finanziamento del progetto Praesidium mentre i 310 milioni in sette anni dei fondi Amif (per immigrazione, asilo e sicurezza interna, ndr) non sono ancora disponibili. Su questi temi – ha riconosciuto il prefetto – non e’ che la Commissione europea sia cattiva con noi, e’ che dispiega una parte minore di budget che sarebbe il momento di rivalutare”. .

(AGI) – Catania, 7 mag. – Oggi pomeriggio, nei locali di Comforpat, Comando Forze di Pattugliamento per la sorveglianza e la difesa costiera, si e’ proceduto all’ispezione a distanza del relitto del barcone inabissatosi il 18 aprile scorso nel Canale di Sicilia, nel naugragio che causo’ la morte di circa 750 immigrati e localizzato su richiesta della Procura di Catania, a circa 85 miglia a Nord-Est delle coste libiche, a una profondita’ di circa 370 metri, con l’ausilio della Marina militare italiana che ha messo a disposizione i Cacciamine Gaeta e Vieste dotati di mezzi subacquei specializzati. L’atto e’ stato compiuto alla presenza di personale della Squadra mobile di Catania e dei difensori degli indagati. Raggiunto dalla Marina il relitto, si e’ proceduto alla raccolta di immagini sonar ad alta risoluzione e di immagini video e fotografiche. Il barconeto, delle dimensioni di circa 21 metri di lunghezza, 8 di larghezza e almeno 8 di altezza e’ adagiato di chiglia sul fondo marino. Nei pressi del relitto e’ stato individuato il corpo di un uomo; all’interno dello scafo e anche nel ponte piu’ basso sono stati individuati numerosi corpi. La documentazione raccolta e le valutazioni operate dal personale tecnico della Marina indicano l’esistenza di danni alla prua e sulla parte anteriore sinistra della fiancata, derivanti probabilmente dall’urto con il mercantile protoghese giunto in soccorso del barcone. Valutazioni piu’ approfondite saranno possibili a seguito dell’esame del filmato. Disposta la segretazione, che permane su tutte le immagini ad eccezione di quelle allegate al verbale, al fine di tutelare la dignita’ delle vittime. La Marina Militare e’ autorizzata alla diffusione delle immagini non segretate e del video nelle parti da cui esse sono state estratte. (AGI)

(AGI) – Parigi, 7 mag. – Sempre piu’ nelle vesti di ‘fidanzata’ del presidente francese Francois Hollande l’attrice Julie Gayet avrebbe ormai trasformato l’Eliseo in una succursale della sua societa’ di produzione ‘Rouge International’. A rivelarlo e’ il giornale Valeurs Actuelles secondo cui l’attrice terrebbe ormai tutti i suoi appuntamenti di lavoro tra le mura presidenziali. Non solo, beneficerebbe anche di una modernissima sala cinematografica interna al Palazzo presidenziale da cui seguirebbe i montaggi dei suoi film. “Julie raggiunge il presidente tutte le sere – spiega il giornale di gossip francese – e non si nasconde piu’ anche se ci tiene alla sua indipendenza”. Non solo, l’attrice avrebbe ‘personalizzato’ l’Eliseo con mobili nuovi ed entrerebbe ormai dalla posta principale del Palazzo di rue du Faubourg Saint-Honore 55. Dallo scoop di Closer sulla relazione tra il presidente e l’attrice, Gayet sembra quindi aver conquistato sempre piu’ terreno nel cuore e, apparentemente anche nella ‘casa’, del presidente che pero’ continua a smentire le voci su un fidamento ufficiale o, addirittura, su un matrimonio. Per il momento bastano le auto blu e le guardie del corpo di Francois a sua disposizione. (AGI) .

(AGI) – Londra, 7 mag. – I duchi di Cambridge hanno cominciato la loro vita in campagna. Da mercoledi’ si sono trasferiti ad Anmer Hall, la residenza nel Norfolk dove faranno crescere i due figli, lontano dalla caotica vita londinese. La famigliola (a bordo di una Range Rover nera, con il duca alla guida e Kate al fianco) e’ stata fotografata mentre lasciava Kensington Palace intorno a mezzogiorno; e dopo un paio d’ore, e’ arrivata nella nuova casa. Con una manovra di diversivo, aiutati dalla complice presenza di una Land Rover lampeggiante della polizia al cancello di ingresso, i duchi sono riusciti ad entrare nella proprieta’ da un ingresso laterale e cosi’, al loro arrivo in campagna, non sono stati fotografati. Forse per il fatto di aver dovuto ricorrere al sotterfugio, oggi i duchi hanno inviato una missiva ai ‘paparazzi’ appostati nelle vicinanze della proprieta’ reale di Sandringham, dove si trova Anmer Hall, per chieder loro di rispettare la loro vita privata. “Nel passato ci sono state una serie di intrusioni nella privacy della Famiglia Reale”, si legge nella missiva, rivolta direttamente ai “fotografi professionisti con teleobiettivi”. “Poiche’ Anmer Hall e’ all’interno di Sandringham Estate, una residenza privata, quando la Famiglia Reale e i suoi ospiti si trovano nella residenza, hanno un’aspettativa piu’ che ragionevole di privacy”. Nella missiva, firmata dal portavoce della coppia e consegnata ai fotografi dalla polizia della contea, si chiede esplicitamente di mettere fine agli “atti di molestia”. Nella nuova casa, immersa nella quiete della campagna di inglese e dono di nozze della regina alla coppia, i duchi hanno portato entrambi i figli: George, che ha 22 mesi, e Charlotte, nata sabato scorso. I duchi sono molto gelosi della loro vita privata: un rifiuto di ogni tipo di intrusione che probabilmente al principe William deriva dalla tragica morte della madre, Diana, in un incidente di traffico a Parigi, mentre era tallonata da un nugolo di fotografi. Anmer Hall e’ all’interno del parco di Sandringham, proprieta’ della regina, ed e’ stato un regalo di nozze alla giovane coppia quando si e’ sposata: una casa di campagna d’epoca georgiana con 10 camere da letto, lontana dalla formalita’ della residenza ufficiale, Kensington Palace, nel cuore di Londra. Per la famigliola sara’ esattamente quel che offre Balmoral alla regina e Highgrove al principe Carlo. La residenza ha appena subito una ristrutturazione (per un valore di oltre 2 milioni di euro), con la strada di accesso ridisegnata e nuovi alberi a protezione da occhi indiscreti. Anche la location e’ perfetta. Nessun negozio, ne’ tantomeno un pub, il minuscolo villaggio di Anmer conta appena 60 anime, che ovviamente non vedono l’ora di accogliere gli illustri vicini di casa; ma sono abituati da sempre a proteggere la privacy dei Reali che di solito trascorrono a Sandringham le festivita’ natalizie. (AGI) .

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