Newsletter

Video News

Oops, something went wrong.
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

(AGI) – Palermo, 5 mag. – Il cambiamento climatico ha determinato in Sicilia l’intensificazione di produzioni tropicali come banane e avocado, e il caldo di questi giorni dimostra che sono colture su cui si puo’ puntare. Lo rileva la Coldiretti siciliana, che ricorda le scelte produttive soprattutto di giovani imprenditori agricoli, rivelatesi vincenti. Sono state proprio le alte temperature e gli scarsi risultati economici a portare anni fa Andrea Passanisi ad estirpare l’agrumeto a Giarre (Catania) e sostituirlo con l’avocado, sempre piu’ richiesto anche per arricchire la cucina salutistica. Cosi’ come il caldo ha comportato l’aumento della produzione di banane, coltura da sempre molto diffusa in Sicilia, anche a Palermo, ad opera di un altra giovane imprenditrice, Letizia Marceno’. “Di necessita’ virtu’ ma anche molta preoccupazione -commentano il presidente e il direttore della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli e Prisco Lucio Sorbo – perche’ proprio il clima rischia di limitare il patrimonio di prodotti tradizionali che hanno una stagionalita’ ben definita. Di certo bisogna adeguarsi al cambiamento e trovare soluzioni che possano comunque garantire il settore agricolo e cavalcare le innovazioni”. A conferma della tropicalizzazione della Sicilia, non solo il caldo ma anche le piogge. Secondo il Sias, Servizio informativo agrometereologico dell’assessorato regionale dell’Agricoltura la piovosita’ nei tre primi mesi del 2015 e’ stata la piu’ alta dal 2003 con punte di 454,8 millimetri di Agrigento, contro i 213,7 del 2003 e i 142,3 del 2008. Addirittura piu’ che quadruplicata la pioggia nel Catanese rispetto al 2004 quando erano caduti solo 129,8 millimetri contro i 562 di quest’anno. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 mag. – “Gli elementi indiziari emersi dalle indagini hanno trovato alcuni riscontri in ordine al coinvolgimento della Banda della Magliana” nel caso del sequestro e dell’omicidio di Emanuela Orlandi. E’ quanto scrivono i pm Ilaria Calo’ e Simona Maisto nelle 84 pagine della richiesta di archiviazione delle indagini sulla scomparsa della quindicenne cittadina vaticana e sulla sparizione della coetanea Mirella Gregori. Gli accertamenti, “tuttavia, non hanno permesso – sottolineano i magistrati – di pervenire ad un risultato certo in merito al coinvolgimento di Enrico De Pedis e ai soggetti a lui vicini e gravitanti nell’ambiente della criminalita’ romana legata alla Banda della Magliana”. Stando agli inquirenti, le dichiarazioni di Sabrina Minardi, sentita piu’ volte nell’arco degli anni e definita “testimone sicuramente difficile a causa della sua tossicodipendenza e delle pessime condizioni di salute, fisiche e mentali, hanno, sotto alcuni profili, trovato parziali riscontri: tuttavia, occorre rilevare come tali elementi di natura indiziaria, in ragione dei limiti di carattere oggettivo e soggettivo che li inficiano, non consentono certamente di ritenere provata la responsabilita’ per il rapimento con conseguente morte di Emanuela Orlandi ne’ di Enrico De Pedis e di Marco Sarnataro”. Quest’ultimo, deceduto nel 2007, avrebbe raccontato a suo padre Salvatore (interrogato per 4 volte dai pm tra il 2008 e il 2009), di aver partecipato al sequestro Orlandi assieme a ‘Ciletto’ e ‘Gigetto’ con i quali, per diversi giorni, aveva pedinato la ragazza per le vie di Roma su ordine di De Pedis. Sempre da ‘Renatino’, Marco Sarnataro e gli altri due avrebbero avuto l’ordine di prelevare Emanuela facendola salire a bordo di una Bmw a Piazza Risorgimento, senza alcun tipo di violenza, per portarla poi all’Eur dove ad attenderli ci sarebbe stato Sergio (Virtu’, ndr), autista di De Pedis. Marco, per questa ‘cortesia’, avrebbe rivelato al papa’ di aver avuto in regalo una motocicletta. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 mag. – La quota di mercato dei film italiani tiene nel 2014, al 27%, ma mostra un preoccupante calo nel primo trimestre 2015, dove scende al 25% (-8% sullo stesso periodo dell’anno scorso), su un mercato totale anch’esso in discesa di ancora il 6%, rilevato a fine marzo. E’ quanto emerge dal rapporto “Tutti i numeri del cinema italiano”, presentato oggi a Roma da Mibact e Anica. Nel 2014 e’ aumentata la produzione cinematografica nazionale, con 38 film di iniziativa italiana in piu’ rispetto al 2013. Ma le risorse economiche non crescono proporzionalmente al numero di titoli, con solo 12 milioni di euro in piu’. Dato che mette in evidenza una forte frammentazione degli investimenti e quindi il calo del budget medio per ogni pellicola: se rimane invariato il numero di titoli che hanno dichiarato un costo medio superiore a 2,5 milioni, budget gia’ di gran lunga inferiore alle medie internazionali, aumentano significativamente i film con budget fino a 800mila euro (da 80 a 112) abbassando a 1,4 milioni di euro il budget medio di una pellicola italiana contro, per esempio, i 3,9 milioni di una francese. Questi i dati principali sulla produzione contenuti nel rapporto “Tutti i numeri del cinema italiano” presentato oggi da Mibact e Anica a Roma. Sono 201 i titoli che hanno ricevuto nel 2014 il nulla osta alla pubblica proiezione, di cui 194 di iniziativa italiana, in aumento rispettivamente di 34 e 38 rispetto al 2013. In questa tendenza positiva, l riduzione delle coproduzioni e’ un segnale d’allarme poiche’ indica un ripiegamento sulla produzione 100% nazionale (+43 film). “Se bisogna fare sistema, soprattutto il servizio pubblico televisivo deve fare sempre di piu’ rispetto a quanto di positivo gia’ faccia: deve cercare di aiutare i nostri film a uscire, aiutare la distribuzione e fare in modo che la programmazione sia in fasce importanti”. Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, intervenendo alla presentazione del rapporto “Tutti i numeri del cinema italiano”. Da parte della Rai si tratterebbe “non di un piacere che si fa a un settore dell’industria italiana ma una cosa che si fa per il paese e’ che dobbiamo fare tutti insieme”. Dal rapporto presentato oggi da Mibact e Anica emerge infatti che il gruppo Mediaset programma piu’ cinema italiano su tutte le sue reti di quanto non faccia il gruppo Rai, con un evidente aumento di film nazionali, anche molto recenti, in prima serata sulla rete ammiraglia: Rai 3, prima fra le reti pubbliche, e’ solo terza; mentre i titoli italiani recenti programmati su tutte le reti generalista in prima serata sono solo 62, di cui ben 45 su Canale 5. .

(AGI) – Londra, 5 mag. – La regina Elisabetta e’ arrivata a Kensington Palace per conoscere la ‘royal girl’, la neonata principessa Charlotte Elizabeth Diana, figlia di Kate e Willian, nata sabato. Lo riferisce la Bbc. La piccola era gia’ stata visitata, domenica, dal nonno Carlo e dalla moglie Camilla. Anche i familiari di Kate, Michael e Carole Middleton, hanno gia’ conosciuto la nipotina. Dopo l’annuncio del nome della Royal Girl di casa Windsor, ora il rebus riguarda il cognome della piccola, venuta alla luce sabato scorso. Lunedi’ e’ stato comunicato il titolo completo della secondogenita di William e Kate, “Her Royal Highness Princess Charlotte of Cambridge”. “Sua Altezza Reale”, quindi, grazie a una decisione della regina Elisabetta II che nel dicembre 2012 ha consentito a suo nipote William di dare questo appellativo ai suoi eredi. Ma ora gli esperti di genealogia del Regno Unito sono di fronte a un dilemma su quale dovrebbe essere il cognome di Charlotte Elizabeth Diana. E’ sicuramente una Windsor grazie al nonno Carlo, il principe del Galles. Discende tuttavia anche dagli Spencer, grazie appunto a Lady Diana, una famiglia che annovera i conti Spencer, i conti di Sunderland e i duchi di Marlborough. Infine, grazie a suo bisnonno, marito della regina e duca di Edimburgo, la neonata principessa ha il sangue del casato degli Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glucksburg, re di Grecia, Danimarca e Norvegia. Poi, chiaramente, a questo va aggiunto il vero cognome di William, che come quello di Harry e’ “Wales”, dal casato reale di appartenenza del principe Carlo. – Va sottolineato comunque che, per le norme della monarchia britannica, i reali non sono obbligati ad avere un cognome e anzi questa consuetudine e’ iniziata solo nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, per iniziativa di re Giorgio V, nonno dell’attuale sovrana, che decise appunto di dare alla famiglia l’altisonante cognome “Windsor”, derivato dal castello che per secoli fu la principale residenza dei monarchi. La scelta del re fu anche per dare ai membri della casa reale sembianze piu’ “umane”, dopo che per secoli erano stati trattati alla stregua di divinita’. Il tutto chiaramente si complica quando si considera che fra i cognomi di Carlo c’e’ anche quello della nonna paterna, madre del principe Filippo e duca di Edimburgo, un ancora piu’ altisonante “Mountbatten”, cognome che in teoria dovrebbe essere anche nel titolo reale di William. Ecco, cosi’, quello che secondo la genealogia ricostruita dalla stampa britannica dovrebbe essere il vero titolo completo della nuova Royal Baby: “Her Royal Highness Charlotte Elizabeth Diana Mountbatten-Windsor of Cambridge”. E pensare che nei giorni scorsi c’era chi sperava in un semplice “Diana”, come sua nonna, la principessa piu’ amata – e odiata – della storia della casa reale, un’icona di semplicita’ ma anche di maestosita’ conosciuta a tutti, in modo sintetico ma efficace, come “Lady D”. (AGI)

(AGI) – Londra, 5 mag. – Non si sono dovuti spostare dal palazzo di Kensington, ma, per ufficializzare il nome e il titolo della nuova Royal Girl, Kate e William hanno comunque potuto beneficiare di una visita a domicilio di un funzionario del registro di Westminster. “Sua altezza reale principessa Charlotte Elizabeth Diana di Cambridge”, questo e’ quanto si puo’ leggere nell’apparentemente anonimo documento poi mostrato alla stampa britannica. La notizia della registrazione ufficiale e’ arrivata in contemporanea alla visita della sovrana, Elisabetta II, oggi a Buckingham Palace, dove ha visto per la prima volta la sua bisnipote omonima. Altisonanti anche le indicazioni dei nomi dei genitori. William nel documento viene definito come “Sua altezza reale principe William Arthur Philip Louis duca di Cambridge”, mentre anche per la – un tempo – alto borghese Kate il nome completo indicato e’ “Catherine Elizabeth Sua altezza reale la duchessa di Cambridge”. Quanto all’occupazione dei due genitori, e’ presto detto: ‘Principe del Regno Unito’, e ‘Principessa del Regno Unito’. Intanto, le agenzie di scommesse ora puntano a raccogliere milioni di sterline grazie alle puntate sulla data del battesimo. Finora il mese piu’ gettonato e’ quello di luglio, del resto anche il principino George, primogenito di Kate e William, fu battezzato a tre mesi dalla nascita. Di sicuro pero’ Charlotte Elizabeth Diana indossera’ lo stesso abitino con il quale i duchi di Cambridge vestirono George per la cerimonia, una replica risalente al 2004 di quello voluto dalla regina Vittoria per il battesimo del suo primo figlio, ben 174 anni fa. Un trionfo di pizzo bianco usato fin da allora per ben 62 diversi Royal Baby, fino appunto a undici anni fa, quando si penso’ di rinnovare il completino. (AGI) .

Microsoft ha mostrato a Build 2015 alcuni dettagli del nuovo “minuscolo” sistema operativo per infrastrutture cloud. Gestibile esclusivamente da remoto e con un set essenziale di funzionalità e driver, è il primo passo verso un sistema operativo componibile



(AGI) – Roma, 5 mag. – “Lo sciopero della scuola di oggi merita attenzione e rispetto. Spero che i docenti abbiano risposte adeguate. La scuola pubblica e’ vitale per la ripresa”. Lo scrive la Presidente della Camera, Laura Boldrini, su Twitter. (AGI) – Roma, 5 mag. – Gli insegnanti “sono davvero una colonna portante del Paese, lo tengono in piedi in un quotidiano rapporto educativo coi nostri figli nel quale mettono capacita’ e passione, compensate pero’ inadeguatamente e troppo spesso sottoposte a un precariato estenuante. Nelle zone piu’ difficili, specialmente al Sud, rappresentano un autentico presidio di legalita’ e di democrazia”, continua Boldrini su Facebook. “Per questo la loro protesta, la protesta degli insegnanti e delle insegnanti che oggi hanno manifestato in tante piazze, merita di essere considerata con grande rispetto e attenzione. La scuola e’ uno dei terreni vitali sui quali si gioca la ripresa, tanto piu’ in un Paese nel quale profonde rimangono le diseguaglianze e l’istruzione pubblica e’ decisiva per rimettere in movimento l”ascensore sociale’ da troppo tempo bloccato. Ho apprezzato l’atteggiamento di apertura mostrato negli ultimi giorni dal governo rispetto alle critiche ricevute dal disegno di legge ora all’esame della Camera. Mi auguro che, in questi giorni in Commissione e dal 15 maggio in Aula, la scuola italiana, i suoi docenti, possano avere le risposte che meritano”, conclude Boldrini. (AGI) .

Flag Counter

Video Games

Oops, something went wrong.