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(AGI) – Roma, 5 mag. – Oggi “sono stato alla Stahlbau Pichler di Bolzano che lavora l’acciaio e ha costruito 9 padiglioni all’Expo, facendo innovazione e investendo nell’alternanza scuola-lavoro. Nel ddl buona scuola proponiamo il sistema duale di formazione anche alla luce del modello altoatesino”. Lo scrive il presidente del consiglio Matteo Renzi su Facebook. “E le aziende che ripartono anche con l’export dimostrano che il nostro Paese ha solo da guadagnare dalla globalizzazione: per tutto cio’ che e’ innovazione, bellezza, talento, la globalizzazione e’ un’opportunita’, non una minaccia”, aggiunge Renzi per poi proseguire sul suo tour di oggi: “Nella Val di Non ho apprezzato l’iniziativa di consorzio Melinda a Tassullo per coniugare innovazione tecnologica, sostenibilita’ ambientale e produzione agroalimentare. A Trento sono stato poi alla Fondazione Bruno Kessler centro di ricerca europeo ed internazionale che attrae donne e uomini da ogni parte del mondo: innovazione, capitale umano, talento. Il futuro passa per forza da qui”. Infine, Renzi cita la sua visita “al Mart di Rovereto, perche’ e’ il simbolo di un luogo post-industriale che si rinnova e trova una nuova dimensione nella cultura. Che non e’ nostalgia, ma e’ produzione di emozioni, e’ spinta verso il futuro. L’Italia che ci prova ha bisogno di comunita’ solide e solidali, ha bisogno di guardare avanti. Siamo quelli che ci credono, e che hanno voglia di lasciare il Paese migliore di come l’hanno trovato”. .

(AGI) – New York, 5 mag. – Il prezzo del petrolio tocca un nuovo massimo dall’inizio del 2015. A New York il Light crude Wti chiude in rialzo di 1,47 dollari a 60,40 dollari, dopo un top a 61,10 dollari, il massimo da dicembre, e il Brent cresce di 1,15 dollari a 67,50 dollari, dopo un top a 68,47 dollari, il top da dicembre. Il trend in discesa dei prezzi e’ cambiato dopo che la produzione Usa e’ iniziata a calare. Oggi pesano anche le proteste in Libia che hanno bloccato i flussi dal porto di Zueitina e la decisione dell’Arabia Saudita di rialzare il prezzo per le forniture negli Usa e in Europa. .

(AGI) – Roma, 5 mag. – Tutti i componenti del consiglio di amministrazione di Ei Towers sono indagati per aggiotaggio nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Milano sull’operazione Rai Way. I militari del nucleo valutario della Guardia di Finanza di Milano hanno perquisito la sede di Ei Towers, la societa’ proprietaria del segnale delle reti Mediaset, su disposizione della Procura del capoluogo lombardo. Nei mesi scorsi Ei Towers aveva lanciato un’Opas di acquisto su Rai Way, poi bloccata dalla Consob. Il titolare del fascicolo e’ il pm Adriano Scudieri. L’indagine e’ partita da un’informativa del Nucleo Valutario della Guardia di Finanza l’indagine della Procura di Milano a carico dei 7 consiglieri di amministrazione di Ei Towers, in carica lo scorso 24 febbraio. L’accusa e’ aggiotaggio informativo ai sensi dell’articolo 185 del Tuf. Nessuna segnalazione invece da parte della Consob, come si era appreso in precedenza. Al centro dell’inchiesta c’e’ il comunicato stampa diffuso il 24 febbraio dal board di Ei Towers per annunciare il lancio di un’offerta pubblica d’acquisto e scambio sul 66,67% del capitale di Rai Way. Nel comunicato non veniva fatto cenno al decreto che impone di mantenere in mano pubblica una quota non inferiore al 51% del capitale di Rai Way. Per gli inquirenti un”amnesia’ sospetta, se messa in relazione col balzo in Borsa registrato in quei giorni dai titoli Ei Towers e Rai Way. E’ durato meno di due mesi il ‘sogno’ del gruppo Mediaset, azionista di controllo di Ei Towers, di condurre in porto l’Opas su Rai Way, creando cosi’ un operatore unico delle torri di trasmissione sull’esempio di quanto sperimentato all’estero. Un progetto da molti analisti giudicato sensato, ma quasi impossibile da attuare sul piano finanziario, poiche’ l’offerta riguardava il 66,7% di Rai Way, che e’ controllata con il 65% dalla Rai, a sua volta vincolata dal governo a mantenere almeno il 51%. Queste le principali tappe della vicenda: – 25 febbraio: Ei Towers annuncia di aver lanciato un’Opa su Rai Way del valore di 1,225 miliardi di euro, in parte in contanti in parte in azioni, per un valore di 4,5 euro per azione. – 3 marzo: l’Antitrust chiede informazioni sull’operazione, sostenendo che quelle fornite fin li’ fossero incomplete. – 5 marzo: Ei Towers incontra la Consob e la informa che non cambiera’ le condizioni dell’offerta. – 11 marzo: l’Antitrust avvia un’istruttoria sull’Opas. – 17 marzo: Ei Towers presenta alla Consob il documento formale dell’offerta. – 27 marzo: l’assemblea di Ei Towers da l’ok all’aumento di capitale da 373 milioni che servira’ a fornire i mezzi per l’Opas. L’a.d. Guido Barbieri chiede che Rai Way si esprima sul progetto industriale. – 28 marzo: il Tesoro esprime la volonta’ di mantenere una partecipazione pubblica del 51% in Rai Way. – 10 aprile: Ei Towers abbassa dal 66,7% al 40% la soglia minima per dichiarare la validita’ dell’Opas. – 13 aprile: la Consob dichiara ‘non procedibile’ l’operazione perche’ la modifica della soglia minima ‘incide sugli elementi caratterizzanti dell’offerta e rende non piu’ procedibile l’istruttoria di approvazione del documento di offerta’. – 17 aprile: Ei Towers ritira la comunicazione all’Antitrust. – 21 aprile: in assemblea di Ei Towers l’a.d. Guido Barbieri sostiene che ‘non si tratta di un addio ma di un arrivederci’. – 29 aprile: secondo il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, sull’operazione si e’ verificato un ‘fuoco di sbarramento incomprensibile’. .

(AGI) – Roma, 5 mag. – Si rafforza il timore di una ‘Grexit’ e lo spread torna a salire sopra quota 130 punti, mentre le borse europee vanno a picco e perdono oltre il 2%. A far crescere la paura di un’uscita della Grecia dall’euro e’ la confusione sui nuovi aiuti internazionali ad Atene, che non solo non decollano ma anzi si allontanano, mentre appare ormai certo che anche l’Eurogruppo di lunedi’ prossimo a Bruxelles non produrra’ nessun accordo. Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis ha iniziato il suo tour europeo in vista dell’Eurogruppo ma da Bruxelles, dove oggi ha incontrato il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, fa sapere che sul negoziato tra Atene e i suoi creditori vede “grandi progressi”, ma nessuna intesa finale. Varoufakis, che una decina di giorni fa era stato oggetto di forti critiche da parte dei colleghi all’Eurogruppo di Riga, e’ impegato da questa mattina in un giro delle capitali europee: oltre che a Bruxelles, oggi e’ stato anche a Parigi da Michel Sapin, domani andra’ a Roma, da Pier Carlo Padoan e nei giorni successivi in Spagna. Lunedi’ prossimo, all’Eurogruppo, “avremo sicuramente una discussione fruttuosa che confermera’ i grandi progressi raggiungi e sara’ un passo avanti verso l’accordo finale”, ha detto a Bruxelles Varoufakis. Anche Moscovici si tiene nel vago e parla di “progressi significativi del gruppo di Bruxelles”, ovvero i rappresentanti di governo greco e istituzioni (Ue, Fmi, Bce, Efsf) che stanno trattando per sbloccare l’ultima tranche da 7,2 miliardi del programma di aiuti internazionali. E’ quanto si legge sul profilo Twitter del Commissario. L’incontro e’ servito anche a “preparare un Eurogruppo utile per lunedi’” prossimo, quando e’ in programma a Bruxelles la riunione dei 19 ministri presieduti da Jeroen Dijsselbloem. Piu’ ottimista ma solo a parole il ministro delle Finanze francese Michel Sapin, secondo il quale un “buon compromesso” sulla Grecia e’ possibile. “Siamo a un momento cruciale – dice Sapin dopo aver incontrato Varoufakis – e abbiamo la capacita’ di raggiungere un buon compromesso”. A rendere il quadro ancora piu’ nebbioso e’ il Financial Times secondo il quale il Fmi sarebbe disponibile a sborsare la sua quota di aiuti ad Atene solo a patto che i partner europei accettino di svalutare una parte significativa dei loro crediti verso la Grecia. In pratica il Fmi ripropone l’haircut, la ristrutturazione del debito, che Berlino non intende assolitamente prendere in considerazione. E infatti il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha smentito le indiscrezioni, riportate dal ‘Financial Times’, pur confermando l’allarme sul peggioramento della situazione finanziaria di Atene. “Il Fmi ovviamente non ha fatto alcun commento di questo tipo”, ha dichiarato Schaeuble in conferenza stampa, pur ammettendo che “le cose si sono fatte piu’ difficili” in quanto l’istituto di Washington “ha chiarito che i numeri sono peggiorati”, cioe’ la Grecia non ha un surplus di bilancio ma presenta un deficit primario dell’1,5%. Il ministro tedesco si e’ poi detto scettico sulla possibilita’ che l’Eurogruppo di lunedi’ chiuda un accordo che consenta di sbloccare il versamento dell’ultima rata del prestito alla Grecia, pur “non escludendo” questa possibilita’. In serata il Fmi ha confermato le indiscrezioni del Financial Times e cioe’ fatto sapere che la Grecia potrebbe aver bisogno di un taglio del debito, anche se ha negato di aver avanzato questa proposta tramite il capo dipartimento del Fmi per l’Europa, Poul Thomsen alla riunione dell’Eurogruppo di Riga, come aveva sostenuto il quotidiano britannico. .

(AGI) – Roma, 5 mag. – Nel primo trimestre di quest’anno le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, pari a 88,536 miliardi di euro, risultano sostanzialmente stabili rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso (-0,1%, pari a -103 milioni di euro). Il gettito derivante dall’attivita’ di accertamento e controllo registra un aumento del 22,7% (+385 milioni di euro), rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo comunica il Mef. Le imposte dirette registrano un gettito complessivamente pari a 50,244 mld di euro, con una crescita del 2,5% (+1,221 mld), rispetto agli stessi mesi dello scorso anno. Positivo il gettito dell’Irpef (+0,4% pari a 169 milioni di euro) che riflette sia gli incrementi delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (+2,6%) e dei lavoratori autonomi (+1,2%) sia la flessione delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (-2,2%). Tale flessione – spiega il Mef – e’ determinata dal meccanismo di regolazione contabile del bonus degli 80 euro fino ad oggi corrisposto (700 milioni di euro), che per il settore pubblico avviene l’anno successivo a quello di attribuzione. L’Ires presenta un gettito di 674 milioni di euro (-374 milioni pari al -35,7%). Ma il dato non e’ significativo di una tendenza, in considerazione del numero limitato di versamenti che vengono effettuati nei primi tra mesi dell’anno. Tra le altre imposte dirette, l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze aumenta del 61,8% (pari a +504 milioni di euro), mentre quella sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione cresce del 92,1% (pari a +528 milioni di euro), rispetto al primo trimestre dello scorso anno. (AGI) – Roma, 5 mag. – Le imposte indirette registrano un gettito pari a 38,292 mld di euro con un decremento del 3,3% (-1,324 mld di euro), rispetto allo stesso periodo del 2014. L’imposta di bollo segnala una variazione positiva del 12,1% (+120 milioni di euro). Tra le altre imposte indirette, il decremento del gettito dell’accisa sui prodotti energetici (oli minerali) risulta pari al 6,7% (-354 milioni di euro) e quello dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) e’ pari a 38,1% (-475 milioni di euro, per effetto della diminuzione dei consumi dell’anno 2014 rispetto al 2013. Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, un aumento del 3,0% (+86 milioni di euro). (AGI) Fra ,

(AGI) – Roma, 5 mag. – L’aula della Camera ha approvato il ddl sugli ecoreati. I si’ sono stati 353, i no 19, gli astenuti 34. Hanno votato a favore Pd, Sel, Ap (Ncd-Udc). Si sono astenuti i deputati di Lega e Scelta Civica. Ha votato contro Forza Italia. Il ddl, che introduce nel codice penale i ‘nuovi’ delitti contro l’ambiente, dovra’ tornare all’esame del Senato per il via libera definitivo. “Su ecoreati lavoro comune in Parlamento, in questo caso il M5S Camera ha rappresentato una spinta positiva”. Cosi’ su twitter il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, poco prima del via libera dell’aula di Montecitorio al disegno di legge sugli ecoreati per il quale anche i deputati 5 stelle hanno votato a favore. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 mag, – Niente manovra all’orizzonteper riassestare il ‘buco’ dei conti pubblici creato dalla sentenza della Corte Costituzionale sulle rivalutazioni delle pensioni. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan esclude che il governo stia pensando ad una manovra di aggiustamento dei conti per rimediare al colpo durissimo sulle finanze pubbliche inferto dalla decisione della Consulta. Un colpo che potrebbe pesare per 10 miliardi di euro sulle casse dello Stato e far saltare gli equilibri di deficit e di debito che l’esecutivo aveva gia’ messo a consuntivo. Padoan non nasconde la preoccupazione del governo, una preoccupazione che emerge perfino da un lapsus freudiano in commissione finanze del Senato, quando il ministro dell’Economia si rivolge ad un senatore del Pd chiamandolo Fornero e ammettendo di “avere la testa sempre li'”. Il ministero dell’Economia sta cercando una soluzione che “sia rispettosa della sentenza ma che minimizzi i costi per la finanza pubblica”, dice Padoan. “Le sentenze si applicano – aggiunge – ma la sentenza della Consulta richiede una valutazione dettagliata sia sotto il profilo giuridico che sugli impatti finanziari. Non stiamo facendo altro al ministero che cercare di capire cosa vuol dire quella sentenza in termini di impatto, anche per evitare equivoci”. “Posso garantire che stiamo lavorando in tutte le direzioni per assumere una decisione confome alle leggi e rispettosa della decisione dei giudici, ma che minimizzi i costi per la finanza pubblica. Gli effetti sui conti ci sono e intervengono in un momento in cui i conti pubblici stanno migliorando e ci auguriamo che continuino a farlo”. Padoan non quantifica il ‘buco’ provocato dalla decisione della Corte, e spiega che il quantum e’ ancora tutto da verificare. Ma a precisa domanda dei cronisti esclude che sara” necessaria una manovra correttiva dei conti. “Quando avremo fatto i conti faremo tutte le valutazioni. Non mi sembra che ci sia una manovra all’orizzonte”, aggiunge. Il ministro dell’Economia smentisce inoltre l’ipotesi che solo una parte delle pensioni sara” rivalutata e che i potenziali aventi diritto si vedano escludere il calcolo del pregresso. “Ci sono tante voci – dice – di voci ne sento tantissime ma non le ascolto piu””. La preoccupazione del governo e’ rafforzata dalla posizione della Ue che continua a chiedere lumi al ministero del Tesoro: il ‘buco’ causato dalla sentenza della Consulta va quantificato e compensato, insiste Bruxelles. Spetta “alle autorita’ italiane – dice il commissario Ue agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici – dire quali misure” dovranno essere decise “per compensare le eventuali perdite” conseguenti alla sentenza della Corte costituzionale sulla mancata indicizzazione delle pensioni “eassicurare che l’Italia resti nel percorso di miglioramento delle finanze pubbliche e del rispetto del patto di Stabilita’ e crescita”. (AGI) .

(AGI) – Riad, 5 mag. – Il presidente yemenita riconosciuto dalla comunita’ internazionale, Abd Rabbo Mansour Hadi, ha chiesto che i colloqui tra le parti in conflitto inizino a Riad, in Arabia Saudita, il prossimo 17 maggio. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri del Qatar, Khalid al Attiyah, al termine del vertice straordinario dei membri del Consiglio di cooperazione del Golfo. Hadi, ha affermato il capo della diplomazia di Doha, “spera che tutti accettino e si uniscano ai colleghi yemeniti che si trovano gia’ a Riad per avviare il processo di dialogo”. Nei giorni scorsi si era a lungo parlato dell’inizio di una sessione di colloqui tra le forze politiche di Sanaa. L’Iran insiste tuttavia sull’opportunita’ di organizzare le riunioni in una sede neutrale. L’Arabia Saudita e’ infatti alla guida della coalizione regionale sunnita che nel marzo scorso ha iniziato a bombardare le posizioni degli insorti sciiti yemeniti Houthi e dei loro alleati, legati all’ex presidente Ali Abdullah Saleh. Hadi si trova a Riad dall’inizio del conflitto, dopo avere per un periodo stabilito la propria residenza ad Aden, nel sud del paese, proclamata “capitale temporanea”. Nel frattempo, il segretario di stato Usa, John Kerry, tenta di convincere il regno saudita ad una “pausa umanitaria” nei combattimenti in Yemen al fine di permettere ai soccorsi di raggiungere le aree colpite dal conflitto. Domani il responsabile della diplomazia statunitense volera’ a Riad dove si svolge il vertice dei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, che ha fra i suoi temi fondamentali proprio la crisi yemenita. Ieri il ministro degli Esteri saudita, Adel al Jubeir, ha precisato la volonta’ da parte della coalizione organizzata per bloccare l’avanzata dei ribelli sciiti Houthi nel paese di considerare un cessate il fuoco per ragioni umanitarie. Oggi Kerry si e’ recato in visita a sorpresa in Somalia per mostrare solidarieta’ con il governo locale lodandolo per i suoi tentativi di fermare le milizie affiliate ad al Qaeda. In seguito alla guerra in Yemen centinaia di cittadini yemeniti sono approdati in Somalia e Gibuti, aumentando ancora di piu’ la crisi umanitaria che da anni affligge i due stati africani. Il segretario di stato Usa e’ il primo diplomatico di spicco statunitense a recarsi in visita nel paese del Corno d’Africa. Nella suo breve soggiorno a Mogadiscio, Kerry ha incontrato il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud, con il quale ha discusso la lotta delle forze somale contro i miliziani al Shabab, che stanno espandendo le loro attivita’ anche al vicino Kenya. (AGI) Red/Tig .

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