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All’E3 2018 abbiamo provato in anteprima PES 2019, nuovo capitolo del franchise calcistico targato Konami. Come ogni anno ci apprestiamo a vivere la classica sfida tra FIFA e PES, che segna l’inizio della nuova stagione sportiva videoludica.

PES 2019

Un nuovo corso

PES 2019 introdurrà diverse novità sia per quanto riguarda il gameplay sia per quanto riguarda tutto ciò che vi fa da contorno. Si parte dunque dal gameplay: per prima cosa la fisica del pallone è stata completamente rivista, con la palla chiamata “Fuerza” che riprodurrà i movimenti reali della sfera sul terreno di gioco. A questo si aggiunge il fatto che sia il dribbling sia i tiri sono stati perfezionati in modo che tengano conto della posizione della palla e del calciatore e della distanza tra uno e l’altro. Assieme a queste modifiche, quest’anno PES vedrà l’introduzione di un nuovo sistema di affaticamento che impedirà di far correre per 90 minuti senza sosta i calciatori, anzi, verso il sessantesimo minuto già si vedranno gli effetti della stanchezza. Per sopperire ai cali di prestazioni dovuti alla stanchezza ecco quindi che PES introdurrà anche le sostituzioni veloci, eseguibili in campo con la sola pressione di un tasto e la conseguente selezione del giocatore da far entrare in campo. Tutto ciò nella nostra prova si è tradotto in un gioco molto ragionato che abbassa ancora i ritmi dell’azione, permettendo solo ai calciatori più tecnici le giocate più complesse e spettacolari in grado di saltare l’uomo e avviare un’azione repentina.

PES 2019

Il nuovo sistema di tiro, inoltre, affiancato dalla nuova fisica della palla, permette di effettuare traiettorie imprendibili, con il giusto tempismo e col giusto posizionamento. Purtroppo il gioco non è esente da problemi, infatti spesso risulta troppo facile bucare gli avversari con un passaggio filtrante o vedere i difensori che tentano anticipi molto azzardati.

Licenze ed extra

Oltre ai passi avanti in quanto nel gameplay, PES 2019 introdurrà anche diverse migliorie extra. Innanzitutto, troveremo diverse nuove licenze tra cui il campionato russo, quello francese, quello belga, quello olandese e diversi altre. Anche gli stadi e l‘illuminazione sono stati migliorati: ora la luce cambierà in base allo scorrere del tempo. Da sottolineare anche l’arrivo della neve come condizione climatica: questa influenzerà il gioco, rendendolo più lento e modificando i rimbalzi. My Club e la Master League non saranno esenti da modifiche: il primo vedrà l’introduzione dei player of the week che, come in FIFA la squadra della settimana, migliorerà le statistiche dei giocatori che si sono messi in luce nei rispettivi campionati reali. La Master League vedrà l’introduzione di un nuovo sistema di trasferimenti e la presenza della International Champions Cup come nuovo torneo.

Se nella nostra prova non possiamo dare un giudizio per quanto concerne My Club e Master League, possiamo invece esprimerci sulle luci e sulla neve. Le luci sono effettivamente un passo avanti: dinamiche e mai disturbanti, riescono a riprodurre fedelmente la realtà; purtroppo, però, andrebbe affiancato un lavoro sul manto erboso che ad oggi risulta, vista la nuova illuminazione, un po’ arretrato. La neve, invece, per quanto impatti il gameplay dal punto di vista della lentezza del gioco o del rallentamento dei calciatori in alcune azioni, ci è sembrata graficamente poco efficace, con un effetto particellare che non influiva sul cambiamento estetico del manto erboso.


PES 2019 nella sua prima uscita ci è sembrato migliorato in molti aspetti, ma ancora un po’ troppo ancora to a certi limiti del passato. Le modifiche al My Club e alla Master League vanno invece testate per essere valutate al meglio. PES 2019 debutterà sul mercato il 30 agosto su PC, PlayStation 4 e Xbox One.

L’articolo E3 2018: PES 2019 – Provato proviene da GameSource.

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