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Kenshi. Un titolo che vede le sue origini nell’ormai lontano 2013 (vi sentite vecchi?) e che è ancora in fase di beta. Un progetto ambizioso e complesso, che promette di rivoluzionare il genere di squad-RPG in modo radicale, con libertà per il giocatore mai viste prima.

Che sia il messia degli RPG indie? O si dimostrerà il solito spreco di spazio su hard disk?

Kenshi
Il progetto di Lo-Fi Games potrebbe sembrare abbastanza semplice superficialmente: un gioco di ruolo con uno stile post apocalittico non fa di certo gridare al miracolo. Quello che però rende unica questa idea è la libertà offerta il giocatore: immaginate una versione puramente sand-box di Fallout con la possibilità di raccogliere e gestire materie prime per crearsi basi, eserciti e regni!

Kenshi
Non ci sono limiti neppure nello stile di gioco: a inizio partita sarà possibile decidere quale stile di gioco vogliamo usare tra RPG, Action RPG, RTS, Trading RPG e Wanted Criminal, ognuno con le sue difficoltà (da facile a difficile) e personalizzabile in ogni aspetto.

Una pletora di tecnologie, armi e classi condiranno quest’esperienza rivoluzionaria, dando al mondo di Kenshi una sensazione di dinamicità unica. Il tutto a disposizione immediata del giocatore, che dovrà solo perdersi in questo enorme open world e decidere la propria strada.

Kenshi
Wow, sembra quasi un gioco serio leggendo le caratteristiche! Con queste premesse è necessaria una certa cautela. Iniziamo la nostra partita affrontando il semplice ma ricco configuratore del personaggio. Razza, aspetto, background ogni cosa è modificabile in modo approfondito e curato.

Kenshi

Qui il comparto grafico risulta dettagliato e piacevole. Non è fulmineo nel caricare gli elementi a video ma al contempo si dimostra molto elaborato (rispetto soprattutto al tipo di POV distanziato deciso dal developer).

Una volta creata la cavia che ci rappresenterà ci lanciamo all’azione! Ma aspetta… dov’è il terreno?

Kenshi

Questa è stata la prima immagine in gioco che abbiamo visto: nessun terreno, personaggi fluttuanti e framerate che oscillavano dai 137 ai 2, soprattutto muovendo la telecamera all’interno di un’abitazione. A quanto pare questa versione ha qualche problema con FOV e altre impostazioni grafiche (tanto da avere un warning su alcune di esse nel menù, indicando il possibile effetto caotico con alcune schede video).

Hey, stiamo però comunque parlando di un gioco in beta .

Kenshi

Una volta sistemate le impostazioni come richiesto dal gioco, ci siamo lanciati nel gioco vero e proprio. I diversi stili di gioco non si dimostrano variazioni drastiche rispetto allo standard, dato che il gameplay in sé non ha mutazioni degne di nota.

Quel che necessita di attenzione è il selettore della difficoltà: si passerà dal paese dei balocchi all’inferno in terra in modo repentino, quindi consigliamo le prime volte di affrontare il titolo a difficoltà semplici.

Kenshi
Il menù laterale è molto ricco e spiega molto bene cosa possiamo fare e come farlo. Tali spiegazioni sono tanto semplici quanto fondamentali, dato che saranno di fatto l’unica forma di tutorial offerto e senza di esse ci si troverà morti in pochi secondi. Non ci saranno infatti fasi introduttive in verranno spiegate meccaniche e comandi, lasciando la libertà al giocatore di leggersi le tante informazioni quando meglio crede.

Abbiamo speso parecchio tempo vagando nelle terre di Kenshi, incrementando sempre più i nostri averi e la nostra squadra. L’obbiettivo di mostrare come il mondo sia vivo e reattivo è riuscito: se sfodereremo un’arma in un centro abitato verremo attaccati, così come verremo attaccati se, iniziando il gioco come criminali, verremo individuati da cacciatori di teste. Considerando che, soprattutto all’inizio, avremo la forza e le risorse di un ceppo di legno, sarà meglio attenersi inizialmente alle buone norme di civiltà.

Kenshi
La curva di difficoltà è molto ripida e richiede tempo per avere alleati utili e raggiungere un adeguato inventario, ma la sensazione di miglioramento è appagante: si crea un proprio gruppo, una base, poi un esercito. È una strada in salita ma che risulta piacevole da affrontare.

Nonostante lo sviluppo di Kenshi sia ancora in corso, ci si rende conto dell’alto livello di profondità del titolo, aumentando il conteggio delle ore di gioco su Steam senza rendersene conto. Esplorare, creare e migliorare la propria base e il proprio personaggio diventa sempre più accessibile progredendo nel gioco, dimostrando che le promesse fatte dal developer non erano poi lontane da quanto sin ora realizzato.

Kenshi
Il comparto grafico e sonoro non sono eccelsi: escludendo i difetti sopra elencati, pur essendo un gioco recente non restituisce visivamente un’esperienza particolarmente piacevole e l’audio che lo accompagna, benché non infimo, non ha alcun aspetto che lo rende memorabile. Certo sono tutti aspetti che, data la visuale rialzata e l’ambientazione desertica, non danneggiano troppo l’esperienza di gioco che al contrario si fonda pienamente e profondamente gameplay.

Di certo però dobbiamo dare una nota positiva all’ambientazione e all’atmosfera che Lo-Fi Games è riuscita a inserire nel titolo. Gli scenari saranno infatti suggestivi e vari: dalle paludi più torbide alle verdi foreste, sarà piacevole vagare nel mondo di gioco anche solo per vedere le variazioni di ambientazione che propone.

Kenshi


Kenshi è un gioco che promette molto e che, allo stato attuale, restituisce sufficientemente. Il comparto tecnico è attualmente disastroso, ricco di glitch grafici e instabilità varie, ma al contempo il continuo aggiornamento delle funzionalità lo rende un progetto su cui affidare molte aspettative. Non è un gioco semplice e graduale, anzi lancia il giocatore in un mondo nuovo senza accompagnarlo con la manina. Una volta però superato l’impatto iniziale, restituisce un’esperienza appagante.

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