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Al giorno d’oggi le scene musicali di tutto il mondo sono dominate da suoni sintetizzati per mezzo della più sofisticata tecnologia. L’ascesa del MIDI negli anni ottanta ha dato una svolta netta ai concetti di performance e produzione sonore, imponendosi come standard nell’industria musicale. Negli stessi anni tuttavia, la Commodore metteva a disposizione di tutti i fortunati possessori di un Commodore 64 molto più di una “console munita di tastiera”.

Uno strumento per tutte le necessità

SID - Molto più di un chipOggi un comune errore commesso da alcuni è quello di considerare il prodotto della Commodore alla stregua di un qualunque sistema di intrattenimento. Diversamente da ciò che si pensa, ciò che recitava l’imballo di un Commodore 64 nuovo di pacca era molto chiaro: “Alta risoluzione grafica e sintetizzatore di suoni”. Questo perché a tutti gli effetti il C64 – come anche i suoi parenti – era stato progettato per essere impiegato in una grande varietà di campi, dal lavoro all’uso personale. Non c’è da stupirsi quindi se, parallelamente ai titoli di intrattenimento, la stessa Commodore foraggiò la distribuzione di applicazioni per i più disparati scopi. Tra i più popolari vanno certamente ricordati GEOS, un word processor che poco aveva da invidiare alle interfacce grafiche di altri sistemi operativi; Micro Illustrator, tavolozza virtuale simile a Paint; e Music Machine, in grado di trasformare il computer in un sintetizzatore. Proprio quest’ultima applicazione consentiva di fare ciò avvalendosi di una peculiarità allora esclusiva del Commodore 64. Infatti, in un tempo in cui gli altri personal computer potevano offrire al massimo un ronzio per mezzo della cassa incorporata, il Commodore 64 vantava il possesso di un chip sonoro conosciuto con il nome di SID (sound interface device), prodotto dalla MOS Technology.

Colonne sonore complesse
SID - Molto più di un chip

Contando su tre distinte voci, ciascuna delle quali munita di un oscillatore in grado di produrre le classiche onde triangolari, quadrate o a dente di sega (singolarmente o in combinazione),  il SID permetteva di articolare melodie assai complesse. Per il tempo in cui vide la luce, questa innovazione comportò un significativo avanzamento nella composizione delle colonne sonore dell’intrattenimento videoludico. Tale fu l’apporto delle colonne sonore così create da essere elemento contributivo essenziale al trasformare un semplice titolo in un’icona. La maggiore preponderanza che le colonne sonore raggiunsero grazie alla polifonia del SID si può sentire, ad esempio, nella celebre serie fantasy Ultima. I brani di questa saga, insieme a molti altri, sono oggi raccolti in archivi online come www.hvsc.c64.org in formato .sid (leggibile con Winamp dopo aver scaricato l’apposito plugin).

Il debito col passato

SID - Molto più di un chipL’influenza delle produzioni SID si fa sentire ancora oggi e molti musicisti in cerca di un sound autentico sfruttano ancora il supporto fisico nei propri lavori. Attualmente, per ottenere una resa quanto più fedele a quella originale, le strade sono due: acquistare una moderna scheda audio HARDsid (basata sulla tecnologia originale della MOS), o affidarsi all’emulazione. In entrambi i casi ciò consente di rispolverare un suono tutt’ora ineguagliato e di rendersi conto dell’importanza che i motivetti su SID ricoprono ancora in tempi odierni. Esistono comunque molte periferiche per restituire gloria alle melodie di un oggetto come fu il Commodore 64 (n.d.r. erroneamente considerato obsoleto), grazie a programmi come SID2MIDI, è possibile difatti convertire i file con estensione .sid in tracce MIDI, utilizzabili su qualsiasi moderno sintetizzatore o DAW. Un ulteriore vantaggio per di chi fosse interessato a riprodurre sul proprio pianoforte i temi principali di popolari giochi quali Ultima o Necromancer, è la facile reperibilità degli spariti. Online esistono infatti molteplici pagine che offrono gratuitamente la possibilità di trasporre i file MIDI in cartaceo.

Sebbene sia stato soppiantato dall’inarrestabile avanzamento tecnologico, il Commodore 64 dimostra ancora oggi di essere una risorsa inesauribile di creatività. Le limitazioni imposte dalla sua anzianità non hanno fatto altro che spingere i nostalgici e gli entusiasti a cercare nuove vie per preservarne la memoria. Per il ruolo che riveste, sia all’interno della fanbase che per la scena musicale contemporanea, è probabile che continui a sopravvivere ancora per molto tempo.

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