Silhouettes of laptop users are seen next to a screen projection of Facebook logo in this picture illustration taken March 28, 2018. REUTERS/Dado Ruvic/Illustration

Una ex moderatrice di contenuti su Facebook ha fatto causa al social di Mark Zuckerberg, accusandolo di non averla tutelata dal trauma derivante dal dover vedere certe tipologie di immagini, come violenze e abusi su minori. In una denuncia depositata nei giorni scorsi presso un tribunale californiano, la donna, che si chiama Selena Scola, afferma di soffrire di disordini da stress post traumatico a causa di una “esposizione costante e non mitigata a immagini altamente tossiche ed estremamente inquietanti sul luogo di lavoro”. Obiettivo dei legali è ottenere lo status di class action.

“Ogni giorno – si legge nel documento – gli utenti di Facebook pubblicano milioni di video, foto e trasmissioni in diretta di abusi sessuali su minori, stupri, torture, zoorastia, decapitazioni, suicidi e omicidi”. Di conseguenza, “ogni giorno i moderatori di contenuti esaminano migliaia di immagini traumatizzanti, senza una formazione sufficiente su come gestire il disagio che ne consegue”.

Facebook attualmente impiega 7.500 moderatori di contenuti. Il social nel luglio scorso ha affermato di offrire loro un supporto psicologico e altri benefit legati a salute e benessere.

 

Fonte:huffingtonpost.it

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