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Palermo – Dominio biancoceleste al "Barbera". La Lazio passa 3-0 a Palermo grazie alla doppietta di Klose e al gol di Felipe Anderson. Migliore esordio non poteva esserci per Simone Inzaghi subentrato a Stefano Pioli sulla panchina laziale. Serata da dimenticare, invece, per il Palermo, sia in campo, dove la squadra conferma tutti i suoi limiti, che sugli spalti, con la partita interrotta due volte per i continui lanci di petardi dei tifosi rosanero in piena contestazione nei confronti della squadra.

Novellino cambia modulo e si affida al 4-4-2; in difesa rientra Gonzalez e si fa male Struna nel riscaldamento (al suo posto Vitiello); pesante l'assenza in avanti di Franzo Vazquez, sostituito da Quaison al supporto di Gilardino in attacco. Simone Inzaghi, all'esordio sulla panchina dei biancocelesti, schiera il 4-3-3; in difesa assente per squalifica Hoedt; in avanti scelto Keita nel tridente con Klose e Candreva; in panchina Matri. Pressing del Palermo nelle prime battute, ma e' la Lazio a sbloccare il risultato al 10': angolo da destra di Candreva e palla che arriva al solissimo Klose, esterno destro imprendibile per Sorrentino. Il Palermo subisce il colpo e si scioglie,la Lazio diventa padrona del campo. Al 13' destro dal limite di Keita, Sorrentino riesce per un soffio a deviare in angolo. Al 15' il 2-0: Keita ha strada libera da destra, diagonale da posizione defilata che impegna Sorrentino, quindi per Klose e' un gioco da ragazzi insaccare di testa davanti la porta.

Parte la contestazione dei tifosi e i cori contro i giocatori, in campo piovono petardi e Gervasoni interrompe il match per qualche minuto. Si riprende con la Lazio che comanda il gioco senza alcun problema. Al 29' Keita sfugge via a tre avversari e crossa per Candreva che da ottima posizione non riesce ad insaccare.Novellino prova a cambiare e inserisce Brugman per Lazaar, che non gradisce il cambio, Al 40' Gilardino riceve palla in area, controlla e inacca, ma era in fuorigioco. Al 43' Keita avanza centralmente, supera in velocita' Sorrentino, Pezzella salva sulla linea un gol gia' fatto. Nella ripresa il Palermo sempra essere rientrato piu' propositiivo e al 7' Novellino tira fuori Morganella sostituendolo con il giovane bomber della primavera La Gumina. Al 10' Lazio vicina al 3-0 con un tiro-cross di Candreva da dentro l'area, Sorrentino respinge,l'attaccante biancoceleste con un diagonale al volo sfiora il palo piu' lontano. Al 14' altra sospensione per lanci di petardi e altri oggetti, questa volta per 4'. Al 27' il terzo gol della Lazio: rinvio lungo di Marchetti, sponda di Klose er Felipe Anderson che si presenta a tu per tu con Sorrentino e lo supera con l'esterno destro. Al 40' la Lazio rischia l'autogol, rinvio di Gentiletti su La Gumina, il rimpallo sfiora il palo. (AGI)

Austin – Marc Marquez e' il grande dominatore del Gran Premio delle Americhe. Lo spagnolo della Repsol Honda Hrc, infatti, infila la quarta vittoria su quattro edizioni finora disputate sulla pista del COTA di Austin. Davanti fin dalle prove libere, il pilota di Cervera, infatti, ha preso subito il via e dopo aver rintuzzato gli attacchi delle Yamaha di Lorenzo e Rossi e poi della Ducati di Dovizioso, si e' involato verso una vittoria che non ammette repliche. Marquez allunga decisamente in classifica salendo a quota 66 punti, 21 in piu' di Jorge Lorenzo che si e' dovuto accontentare del secondo posto; mentre Valentino Rossi, caduto nei primi giri, e' ora terzo con 29 punti da recuperare. Sul terzo gradino del podio sale Andrea Iannone con l'unica Ducati Desmosedici GP rimasta in corsa, dopo che Andrea Dovizioso, in quel momento in terza posizione, e' stato tirato giu' da Dani Pedrosa, scivolato in ingresso della curva uno.

Fuori dal podio le due Suzuki di Maverick Vinales ed Aleix Espargaro.Piu' staccati Scott Redding con la Ducati GP15 del Pramac Racing, Pol Espargaro con la Yamaha Tech 3, Michele Pirro con al seconda Ducati Pramac, Hector Barbera con quella dell'Avintia. Decimo posto per l'Aprilia di Stefan Bradl davanti al compagno di squadra Alvaro Bautista.(AGI) 

Roma – Il Napoli sbriga senza difficolta' la pratica Verona e torna a sei punti dalla Juventus, restando a distanza di sicurezza dalla Roma, impegnata domani sera all'Olimpico contro il Bologna. Senza Higuain, ci pensano Gabbiadini, Insigne (su rigore) e Callejon a firmare il 3-0 per gli azzurri di Sarri (squalificato al pari di Koulibaly e Mertens). Per Delneri c'e' stato poco da fare: per 45' il Napoli ha messo in mostra il meglio di se', centrando anche due pali con Insigne e Gabbiadini e affidandosi a un paio di parate super di Gollini. Poi l'espulsione di Souprayen alla fine del primo tempo e il conseguente penalty trasformato da Insigne hanno fatto calare il sipario.

Dopo l'exploit di Bologna, il Verona torna a vedere la B sempre piu' vicina. Anche per mettersi presto alle spalle le polemiche del post Udinese, e nonostante la Juve abbia dato probabilmente il colpo di grazia alle residue speranze scudetto vincendo a San Siro contro il Milan, il Napoli parte subito col piede sull'acceleratore: Insigne centra il palo su punizione, Callejon e' poco preciso, poi Gabbiadini colpisce nuovamente lo stesso legno sull'assist di Hamsik. Mentre il recuperato Reina osserva la partita pressoche' indisturbato, il giovane collega Gollini si mette in luce murando due volte Gabbiadini, prima col piede, poi con un riflesso straordinario. Va all'assalto anche David Lopez (impreciso), ma al 33' cade il muro del Verona.

Gollini e' ancora super su Callejon, ma sulla respinta Gabbiadini, di testa a porta vuota, non puo' sbagliare. Il Napoli sente che e' il momento di chiudere i giochi: al 45' vola Callejon, Souprayen lo travolge e Celi espelle il veronese e concede il rigore. Dal dischetto Insigne e' freddissimo, partita di fatto finita. Al rientro il Verona con l'orgoglio, il Napoli al piccolo trotto: ma il tris, al 70', arriva lo stesso, con l'incursione di El Kaddouri per Callejon, puntuale per il definitivo 3-0. (AGI)

Roma – Con una fortunosa autorete e una perla di Fernando la Sampdoria piega l'Udinese 2-0 a "Marassi" e si tira fuori dalle secche della zona retrocessione. I blucerchiati salgono a 36 punti a +8 su Carpi e Palermo, che stasera' affronta la Lazio nel posticipo. Scavalcati proprio i bianconeri, che restano a quota 34. Inizio a buon ritmo delle due squadre malgrado le sconfitte di ieri di Carpi e Frosinone inducessero alla prudenza. Rispetto all'entusiasmante vittoria sul Napoli De Canio perde Felipe e Bruno Fernandes e lancia Lodi nell'insolita posizione di mezzala.Montella opta per il tridente con Soriano e Muriel in appoggio a Quagliarella. Subito una chance per i bianconeri con Danilo che al 3' per poco non trova l'angolino con un colpo di testa su angolo di Lodi.

I blucerchiati soffrono il lavoro sulle fasce di Armero e Hallfredsson a sinistra e del veloce Widmer a destra e sono costretti ad affidarsi alle puntate solitarie di Muriel e Quagliarella, male assistiti dal centrocampo. Montella risponde chiedendo a difesa e centrocampo di alzare il baricentro e pressare a tutto campo. Al 23' ci prova Quagliarella con una delle sue "solite", spettacolari rovesciate su cross al bacio di De Silvestri, Karnezis blocca senza patemi. Al 29' ancora l'ex Torino, davvero ispirato oggi, scheggia la traversa con un bolide al volo da 30 metri. Gli ospiti replicano con Zapata che manda a lato di un soffio di testa su traversone di Thereau. E' sempre Quagliarella al 33' ad approfittare del fuorigioco sbagliato dagli avversari e tentare il destro a giro da posizione decentrata: pallone sul fondo. Ma e' clamorosa la chance mancata da Muriel al 42': su cross di Soriano il colombiano, un po' sbilanciato, sbaglia la deviazione di testa da due passi.

Partenza sprint della Sampdoria nella ripresa. E' sempre dai piedi di Quagliarella che passano le azioni piu' pericolose: all'8' l'attaccante scappa via a Heurtaux e serve un pallone d'oro a De Silvestri in area, il terzino colpisce con l'esterno destro ma non inquadra lo specchio. E' piu' che meritato il vantaggio della squadra di casa al 13', che arriva con una rocambolesca autorete di Armero: Muriel cicca clamorosamente la conclusione dal limite, il pallone resta li' e il colombiano (forse aiutandosi con una trattenuta sullo stesso Armero) ci arriva per primo e crossa al centro, la deviazione del connazionale bianconero inganna Karnezis. Due minuti dopo la squadra di Montella sfiora il raddoppio: Quagliarella apparecchia col tacco per Soriano che da dentro l'area piccola spara addosso al portiere.

I bianconeri, in calo rispetto ai primi quarantacinque minuti, faticano a reagire. Tanti angoli ma, a parte un salvataggio di Moisander sul tiro a botta sicura di Lodi, Viviano non viene mai realmente impensierito. E al 40' la Sampdoria confeziona il gol della sicurezza con un'azione magistrale: verticalizzazione per Cassano che crossa basso al centro, velo di Quagliarella e gran destro dal limite di Fernando. E al 45' sempre Quagliarella manca il suggello alla sua grande prestazione sbagliando il tocco tutto solo davanti a Karnezis. L'ultimo tentativo bianconero si registra al 48' col miracolo di Viviano sull'incornata di Zapata. (AGI) 

Roma - Con un gol per tempo il Torino, grazie alle reti messe a segno da Bruno Peres e Maxi Lopez, si aggiudica per 2-1 lo scontro salvezza contro un'Atalanta poco fortunata nel primo tempo e che solo sul finire della seconda frazione di gara ha saputo riportarsi in partita, dopo la rete su calcio di punizione di Cigarini. Smaltita l'euforia per la vittoria ottenuta la settimana scorsa a Milano contro l'Inter, Ventura, ancora orfano dell'infortunato Immobile, conferma il 3-5-2, con Peres e Molinaro esterni di centrocampo e Belotti-Maxi Lopez sulla linea offensiva. Sponda bergamasca, Reja, dopo le vittorie contro Bologna e Milan, chiede continuita' di risultati alla sua squadra optando per il 4-2-3-1, con Kurtic, Gomez e Conti, preferito a D'Alessandro per sostituire l'infortunato Diamanti, a sostegno del bomber Pinilla. Inizio veemente dell'undici granata che comprime nella propria meta' campo gli avversari che, in difficolta', rischiano al 6' sulla conclusione rasoterra dal limite di Maxi Lopez che per poco si spegne sul fondo.

Prese le misure ai padroni di casa, la risposta orobica non tarda ad arrivare: al 13', Gomez serve in profondita' Pinilla che, defilato, anticipa l'uscita di Padelli ma il pallone finisce sull'esterno della rete. Dopo l'ottimo inizio, il Torino soffre il prepotente forcing offensivo della squadra di Reja che, al 18', sulla stoccata velenosa di Drame' costringe Padelli all'intervento per evitare lo svantaggio.In affanno, i granata non riescono a organizzare una controffensiva valida e, al 30', l'Atalanta va vicinissima al gol con Pinilla che, servito alla perfezione da Gomez, davanti a Padelli spedisce incredibilmente il pallone fuori. Scampato il pericolo, la squadra di Ventura prova a scrollarsi di dosso il torpore che sembrava averla avvolta e, al 35', Acquah serve in profondita' Bruno Peres che taglia alle spalle di Drame' e con una potente conclusione di destro batte Sportiello spedendo il pallone sul palo piu' lontano per l'inaspettato vantaggio dei granata, che chiude la prima frazione di gara. Al ritorno in campo, partenza lampo del Toro che, dopo appena 20 secondi, trova la rete del 2-0 con Maxi Lopez che, servito in profondita' da Bruno Peres, sorprende Stendardo per poi battere con un pallonetto in corsa un incolpevole Sportiello.

Alle corde, l'Atalanta prova a reagire alzando prepotentemente il proprio baricentro e, al 6', sugli sviluppi di un corner calciato da Gomez, di testa Kurtic allunga la traiettoria del pallone che si spegne di poco sopra la traversa protetta da Padelli. L'undici bergamasco, esponendosi pericolosamente al contropiede avversario, si riversa nella meta' campo granata e dopo aver messo in difficolta' Padelli in un paio di occasioni, prima con Pinilla e poi con Gakpe', al 37', Cigarini riapre la partita con una splendida conclusione di destro a giro su calcio di punizione che scavalca la barriera, non lasciando scampo all'estremo difensore avversario che non puo' far nulla per evitare la rete del 2-1. Intimorito, il Toro rinuncia letteralmente a giocare, mentre l'Atalanta prova la sfuriata finale alla ricerca del pareggio, ma i padroni di casa sono bravi e fortunati a difendere il gol di vantaggio e il risultato non cambia piu'.(AGI)

Roma - Senza Higuain in campo e Sarri in panchina, il Napoli riesce comunque ad avere la meglio sul Verona, consolidare il secondo posto e riprendere la corsa sulla Juventus, adesso davanti di 6 punti. Gli scaligeri si sono difesi bene per mezz'ora grazie anche al portiere Gollini, ma sono crollati alla fine della prima frazione sotto i colpi prima di Gabbiadini e poi di Insigne su rigore, provocato da Souprayen tra l'altro espulso nell'occasione. Nella ripresa, a match di fatto concluso, Callejon arrotonda per il 3-0 finale.

Seconda vittoria di fila e classifica che sorride per il Torino di Ventura che ha la meglio su un'Atalanta che veniva da un buon momento di gioco e risultati. Nel finale di primo tempo i granata sbloccano con il brasiliano Bruno Peres e ad inizio ripresa mettono il sigillo con Maxi Lopez che ha la meglio su Stendardo e supera con un pallonetto Sportiello. Cigarini nel finale prova a riaprire il match, ma il rosso a De Roon limita le speranze degli orobici.

La Sampdoria fa un bel balzo in avanti in classifica grazie al successo sull'Udinese lasciando proprio i bianconeri al quint'ultimo posto in graduatoria. A decidere un match sostanzialmente equilibrato ci pensano nella ripresa un'autorete di Armero su cross di Muriel e nel finale Fernando. (AGI)

Roma - Dopo dodici gare senza conquistare i 3 punti, nel lunch match della trentaduesima giornata della serie A, l'Empoli e' tornato al successo, battendo per 2-0 una brutta e spenta Fiorentina. Giusto il risultato finale del derby toscano: sesto risultato non positivo per i viola (a secco di successi dal 26esimo turno) con quattro pareggi e due sconfitte nelle ultime sei gare. Festeggia l'Empoli, che ha praticamente messo il sigillo sulla salvezza; in crisi e in fase di processi la Fiorentina, ora quinta in classifica, scavalcata dall'Inter. Gli uomini di Sousa hanno avuto un incredibile calo sia nel match odierno che (complessivamente) in questa stagione. In entrambi i frangenti i viola sono partiti bene, prima di "spegnersi" senza un chiaro motivo. Una per tempo le reti dell'incontro: al 41' del primo tempo il vantaggio degli azzurri firmato da Pucciarelli; al 43' della ripresa il 2-0 definitivo siglato da Zielinski. Nei padroni di casa, orfani degli indisponibili Skorupski, Andrea Costa e Livaja, Marco Giampaolo si affidato al solito 4-3-1-2, schierando in avvio Laurini, Tonelli, Cosic e Mario Rui a protezione di Pelagotti (esordiente in serie A); Croce, Paredes e Zielinski sulla linea mediana; con Saponara a sostegno del duo offensivo composto da Maccarone e Pucciurelli.

Negli ospiti, privi degli infortunati Benalouane, Mati Fernandez e Babacar, Paulo Sousa ha optato per un "cangiante" 4-2-3-1, inserendo dal primo minuto Roncaglia, Gonzalo Rodriguez, Astori e Marcos Alonso davanti a Tatarusanu; Vecino e Borja Valero a centrocampo, con Tello, Bernardeschi e Ilicic in appoggio all'unica punta Kalinic.Il primo quarto d'ora del match e' tutto dei viola, bravi nel pressing alto ma sterili negli ultimi metri. La prima vera conclusione e' giunta al 15': Tello ha calciato da buona posizione ma la difese azzurra ha chiuso bene, con palla in corner. Cinque minuti dopo Ilicic ha messo la sfera in fondo al sacco ma il gol e' stato giustamente annullato per la chiara posizione di offside dell'ex rosanero. Lo stesso sloveno al 39' ha provato a colpire con una bella punizione sulla quale Pelagotti ha risposto bene, bloccando la palla in due tempi. Due minuti piu' tardi, alla prima chance, i padroni di casa hanno sbloccato il risultato: Roncaglia ha rinviato male di testa e Pucciarelli e' stato abile prima a saltare Rodriguez e poi a battere imparabilmente Tatarusanu.Subito il colpo i viola hanno provato ha reagire subito: al 42' Kalinic ha staccato bene ma ha spedito la sfera alta sopra la traversa; al 44' Pelagotti ha sventato un bel tiro a girare del solito Ilicic. Piu' movimentata la ripresa. Al 3' Tello ha mancato il bersaglio da buona posizione; mentre all'8' Saponara ha sbagliato un "rigore in movimento". A seguire, un minuto dopo, Ilicic ha sfiorato il palo; poi, al 17', il neo entrato Zarate al claciato al centro della porta da pochi passi; mentre al 22' Kalinic ha messo la sfera in gol da chiara posizione di fuorigioco.Nel finale, al 43' la rete del difinitvo 2-0: su classico contropiede dell'Empoli, Tatarusanu ha chiuso bene su Pucciarelli, prima di arrendersi sulla conclusione di Zielinski. (AGI)

Roma – "Scudetto? Pensiamo alla prossima partita". Massimiliano Allegri fa il pompiere dopo l'ennesima vittoria della sua Juve che ieri sera ha superato per 2-1 il Milan a San Siro: "Innanzitutto 76 punti non bastano – ha sentenziato il tecnico della Juve -. E' questione di numeri, se la Roma le vince tutte può arrivare a 84. La quota scudetto credo che sara' definita tra due domeniche. Adesso abbiamo due giorni di riposo, i ragazzi sono stati bravi a non rovinarmeli, e poi penseremo alla prossima partita".

"Per non far conti, serve continuare con applicazione e intelligenza. Godiamoci il riposo per recuperare energie decisive per il passo finale!". Con il consueto tweet notturno il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, è poi tornato sulla vittoria di ieri che permette ai campioni d'Italia di portarsi a quota 76 punti, a +9 sul Napoli oggi impegnato in casa contro il Verona.

Ieri sera, dopo la partita, Allegri ha spiegato: "C'e' da fare i complimenti al Milan perche' a fatto una bella partita, ha trovato un Buffon che ha fatto una parata strepitosa e poi dopo la squadra ha giocato". E, a proposito di Milan, Allegri ha parlato a lungo con l'ad Galliani: "Con Galliani ho un ottimo rapporto. Non e' che perche' ora sono allenatore della Juventus non posso avere un ottimo rapporto con le persone con cui ho lavorato. Mi ha fatto i complimenti. Con lui e con il presidente ho un ottimo rapporto perche' abbiamo vissuto tre anni e mezzo insieme".

Tornando alla parata di Buffon, Allegri ha detto: "Direi che dopo il record era arrivato il momento che facesse una parata del genere". La Juve ha risolto la gara nella ripresa e Allegri lo ha ribadito nel dopo-gara: "Il secondo tempo i ragazzi sono stati molto piu' bravi, abbiamo allungato i loro difensori e abbiamo avuto un pò piu' di controllo della partita anche se all'inizio abbiamo rischiato". In questa cavalcata trionfale, inoltre "c'e' merito di tutti, sicuramente la societa' ha piu' meriti di tutti perche' da' la forza all'allenatore e ai giocatori – ha spiegato -. I ragazzi sono stati bravi dalla decima giornata in poi. Il quinto scudetto non e' una cosa che capita tutti i giorni, capita quest'anno e poi chissa'. Bisogna avere entusiasmo e coraggio. Pensare partita dopo partita e questo che abbiamo fatto dopo Sassuolo. Perche' se non lo avessimo fatto ci saremmo buttati dal ponte. Se e' frustrante competere con questa Juve? Non lo so, noi ci siamo messi con calma passo dopo passo dopo Sassuolo. Detto questo, il campionato lo vince una ma il Napoli sta facendo un campionato straordinario. Le prime tre squadre nel girone di ritorno hanno fatto 89 punti sui 108 a disposizione a dimostrazione che e' un bel campionato". Infine Allegri ha fatto il punto sulle uscite di Asamoah e Morata: "Asamoah ha accusato un colpo a un ginocchio, Morata ha avuto, credo, un mal di pancia". (AGI)

Milano – Altro importante passo verso lo scudetto per la Juventus che stasera, a San Siro, ha superato in rimonta il Milan per 2-1. In un primo tempo molto dinamico, e' stato il Milan a cercare subito l'iniziativa e dopo il palo colpito da Abate con un tiro cross che pero' non aveva sorpreso Buffon e la punizione calciata da Balotelli, sulla quale ha parato lo stesso Buffon respingendo anche poi la conclusione ravvicinata di Antonelli, a sboccare la partita ci ha pensato Alex al 18' con un colpo di testa schiacciato a terra su corner battuto ancora da Balotelli.

La Juventus e' stata brava a incassare il colpo e quattro minuti più tardi un tocco di punta di Lichtstener e' stato facile presa di un Donnarumma che al 25' ha messo alto in corner un sinistro teso dalla distanza di Marchisio. Al 27', pero', la Juve ha riequilibrato le sorti della sfida: da un lancio lungo di Buffon, Romagnoli ha mancato l'intervento e Morata ha servito Mandzukic che seppur con un destro un po' sporco ha messo la palla nel sacco. In avvio di ripresa, clamorosa doppia occasione per il Milan fermato solo da uno strepitoso Buffon: al 6', il portiere bianconero ha dapprima respinto una conclusione di Bacca e sul successivo tocco di Balotelli ha deviato ancora da terra sulla traversa.

Lo stesso Balotelli ha poi ribadito in rete ma con evidente tocco di mano sanzionato col giallo da Orsato. Al 15' altro legno, stavolta di marca juventina con Pogba che su punizione dai 25 metri ha colpito il montante alla destra di Donnarumma. Cinque minuti piu' tardi e' stata la Juve ad effettuare il sorpasso con Pogba che, imbeccato da Marchisio su corner, ha schiacciato involontariamente la palla a terra scavalcando il portiere rossonero.

Nel finale, complice anche la stanchezza, le due squadre hanno un po' tirato i remi in barca e neppure la girandola di cambi decisa dai due allenatori ha cambiato le sorti di una sfida molto condizionata dagli episodi. (AGI) 

Roma – Marc Marquez ancora davanti a tutti anche al termine delle qualifiche. Il pilota della Repsol Honda Hrc si conferma l'uomo da battere ottenendo la pole position nel GP delle Americhe con il suo 2'03"188. Al fianco del pilota di Cervera partiranno le due Movistar Yamaha.

Jorge Lorenzo ha ottenuto un ottimo secondo tempo a soli 69 millesimi dal connazionale. Piu' staccato Valentino Rossi che è terzo con un ritardo di 456 millesimi dal portacolori della Honda. In una giornata caratterizzata dalla variabilita' del tempo, con la pioggia che ha fatto la sua comparsa nel corso delle qualifiche della Moto 3, a classe regina ha avuto la possibilita' di girare sull'asciutto.

I piloti hanno potuto utilizzare anche la nuova gomma morbida portata dalla Michelin ed arrivata al COTA di Austin solo in nottata. Seconda fila aperta dalla Ducati Desmosedici GP di Andrea Iannone. Per il pilota di Vasto il quarto tempo a 725 millesimi da Marquez. Accanto alla Ducati la Suzuki di Maverick Vinales che ha perso un ritardo di 1"059.

A chiudere la seconda fila la Honda "Sat" del Team LCR con il britannico Cal Crutchlow a 1"077 da quella ufficiale Hrc. In terza fila la seconda Ducati ufficiale, quella di Andrea Dovizioso a 1"151; quindi la seconda Repsol Honda Hrc di Daniel Pedrosa che paga quasi un secondo e due decimi dal compagno di team. A chiudere la terza fila la Suzuki di Aleix Espargaro che si era qualificato dalla Q1. In quarta fila altre due Ducati, le GP 15 di Scott Redding (OCTO Pramac Yakhnich), autore del decimo tempo a 1"297; quindi quella del team Avintia di Loris Baz, dodicesmo. Tra i due la Monster Yamaha Tech 3 di Bradley Smith che si era qualificato dalla Q1. Domani la gara si correra' su 21 giri per un totale di 115,773 km. (AGI) 

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