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Nyon – Saranno Manchester City-Real Madrid e Atletico Madrid-Bayern Monaco le semifinali di Champions League. Il sorteggio Uefa a Nyon. ha evitato il derby spagnolo e quindi  le due squadre madrilene potrebbero ancora incontrarsi in finale a Milano il 28 maggio, come avvenuto nella finale Champions del 2014 quando le 'merengues' si imposero 4-1 ai supplementari. Le date delle semifinali: andata 26 e 27 aprile, ritorno il 3 e 4 maggio. Anche in Europa League è stato scongiurato il derby spagnolo che si potrebbe riproporre nella finale di Basilea: le semifinali del 28 aprile e 5 maggio metteranno di fronte  Shaktar Donestk-Sivilia e Livepool-Valencia.(AGI)

Roma – Il calciatore della Roma Mohamed Salah non ha alcuna intenzione di lasciare il club giallorosso a seguito della crisi diplomatica fra Italia e Egitto sul caso Regeni. La voce, diffusa dai media egiziani, è stata smentita all'AGI da ambienti vicini al giocatore.

Secondo il quotidiano egiziano Al Masry el Youm, che citava un'agenzia di stampa russa, le decisioni di Salah potevano essere influenzate dalla mobilitazione decisa dai calciatori italiani, tra il 23 e il 25 aprile, quando mostreranno i cartelli "Verita' per Giulio".

"Il futuro del calciatore egiziano potrebbe essere a rischio se i calciatori italiani mostrassero cartelli offensivi dell'Egitto". Salah – sempre secondo il quotidiano – "intenderebbe rescindere il contratto con la Roma se si continuasse su questa strada o anche se i tifosi lo attaccassero o offendessero l'Egitto per il 'caso Regeni'". (AGI) 

Los Angeles - Kobe Bean Bryant da Filadelfia, il piu' grande cestista dell'ultimo decennio, ha dato l'addio al basket all'eta' di 37 anni, essendo nato il 23 agosto 1978. Soprannominato Black Mamba perche' 'letale' per le difese come il serpente africano, e' figlio del grande Joe Bryant ed e' cresciuto cestisticamente in Italia, dove ha imparato i fondamentali da banbino. Nella Nba ha militato sempre nei Los Angeles Lakers, squadra con cui ha conquistato 5 campionati. Con la Nazionale statunitense ha partecipato ai Fiba Americas Championship 2007 e ai Giochi olimpici di Pechino 2008 e di Londra 2012, vincendo la medaglia d'oro nelle tre manifestazioni. Considerato uno dei migliori cestisti della storia (e' il terzo piu' prolifico della storia della Nba, alle spalle di Abdul-Jabbar e Karl Malone), e' stato soprannominato 'black mamba', dal nome volgare di un serpente africano considerato uno dei piu' velenosi del mondo e il piu' veloce, capace di spostarsi fino a 20 km l'ora. In carriera ha giocato solitamente come guardia tiratrice, ma all'occorrenza ha ricoperto i ruoli di playmaker e ala piccola.

Dal 1999 e' stato sempre incluso in almeno uno dei tre quintetti dell'All-Nba Team, ed e' stato convocato per partecipare all'Nba All-Star Game. In 12 occasioni ha fatto parte di uno dei due Nba All-Defensive Team. Per lui parlano i numeri: ha al suo attivo una media di circa 26 punti a partita, con uno score medio di 4,7 assist, 5,3 rimbalzi e un totale di oltre 1.800 palle rubate. E' abilissimo anche nei tiri da tre punti: a pari merito con Donyell Marshall e Stephen Curry, infatti, detiene il record Nba di triple realizzate in una sola partita, 12. Con gli oltre 33.000 punti totali realizzati e' al terzo posto tra i migliori marcatori Nba di sempre e per quanto riguarda i migliori realizzatori di sempre nei playoff, con 5.640 punti. Secondo Forbes, e' il 10.mo sportivo piu' pagato del mondo nel solo 2014 con 49,5 milioni di dollari. La formazione cestistica di Black Mamba e' iniziata in Italia, al seguito di papà Joe Bryant: tra il 1984 e il 1991 si sposta da Rieti a Reggio Calabria, da Pistoia a Reggio Emilia. E impara a giocare a basket. Il ragazzo apprende cosi' bene lo sport del padre che, tornato negli Usa si iscrive alla high school e conquista il titolo statale con la Lower Merion High School di Filadelfia, battendo il record di punti nel quadriennio liceale per la zona di Philadelphia detenuto da Wilt Chamberlain, mettendo a referto ben 2883 punti. Nel 1996 passa tra i professionisti e viene scelto dagli Charlotte Hornets che subito dopo lo cedono ai Los Angeles Lakers. Inizia cosi' la sua folgorante carriera in cui inanella anche diversi record.

Il 22 gennaio 2006 stabilisce il secondo miglior punteggio di tutti i tempi in una singola partita nella storia NBA, segnando 81 punti contro i Toronto Raptors, guidando i Lakers alla vittoria per 122-104. La sua prestazione è seconda solo ai 100 punti messi a segno da Wilt Chamberlain il 2 marzo 1962 con i Philadelphia Warriors contro i New York Knicks. Il 24 marzo 2007 diventa il secondo giocatore nella storia a segnare almeno 50 punti in 4 partite consecutive dopo Wilt Chamberlain (65-50-60-50). Il 14 giugno 2009 vince per la prima volta il premio come MVP delle finali, giocata dai suoi Lakers contro i sorprendenti Orlando Magic (4-1 il risultato finale della serie), diventando il primo giocatore dai tempi di Jerry West nel 1969 a mantenere una media di almeno 32,4 punti e 7,4 assist in una serie ed il primo dopo Michael Jordan ad avere una media di almeno 30 punti, 5 rimbalzi e 5 assist per una squadra che abbia vinto il titolo. I suoi 162 punti totali lo vedono al quarto posto assoluto della storia per un singolo giocatore in una serie di finale di 5 partite giocate. La decisione di lasciare il basket a 37 anni viene comunicata al mondo il 29 novembre 2015, tramite una lettera dedicata alla pallacanestro rilasciata a The Player's Tribune. (AGI)

Shangahi – Comincia in salita il weekend cinese di Lewis Hamilton che dovrà scontare una penalità di cinque posizioni sulla griglia di partenza per la sostituzione del cambio, danneggiato in occasione dell'ultimo Gran Premio in Bahrain, nell'incidente con Bottas.

La Mercedes ha preferito provvedere subito alla sostituzione, ritenendo che la pista cinese, rispetto alle prossime gare, si presta di più ai sorpassi. "L'obiettivo resta comunque quello di vincere la gara", il commento del tre volte campione del mondo, che si è aggiudicato le ultime due edizioni del Gran Premio di Cina e che a Shanghai, dove si è imposto quattro volte, ha centrato la pole da tre anni a questa parte. "Se riesco a farne un'altra posso minimizzare la penalizzazione, poi dovro' fare una buona partenza e sperare di non rimanere bloccato dietro per potermela giocare – dice ancora Hamilton, ancora a secco di vittorie – Pressione? Al momento non la sento, siamo ancora a inizio stagione ma sono certo che crescerà se continuo così". (AGI) 

Los Angeles (California) - Kobe Briant ha chiuso la carriera come conviene alla sua leggenda: nell'ultima partita della sua sensazionale storia professionale, allo Staples Center di Los Angeles, ha totalizzato 60 punti, star indiscussa della vittoria (101-96) dei Lakers sugli Utah Jazz. La leggendaria star, numero 24 dei Lakers, ha polverizzato il suo record personale di stagione (38 punti) e ha guidato la sua equipe alla diciassettesimo trionfo dalla fine di ottobre.

Era la 25esima volta che superava la soglia dei 50 punti in carriera, confermandosi come il terzo miglior marcatore e vero e proprio fenomeno della Nba. Nella sua ultima partita, Bryant ha trascorso 42 minuti sul parquet, mandando letteralmente in visibilio i 18mila spettatori tutte le volte che toccava la palla. (AGI)

Madrid - Nemmeno il Barcellona del trio delle meraviglie riesce a sfatare la maledizione della Champions e come due anni fa la corsa blaugrana si arena ai quarti contro lo scoglio Atletico Madrid. Con una gara straordinaria per intensità e voglia, i colchoneros imbrigliano – come già riuscito in parte al Camp Nou – la manovra del Barca e trovano col solito Griezmann il gol che vale la qualificazione, andando a chiudere i conti nei minuti conclusivi, sempre col francese dal dischetto. Diego Simeone porta così i suoi in semifinale e infligge a Luis Enrique la prima sconfitta aver perso sette confronti su sette col tecnico asturiano.

Se il Clasico prima e il ko dell'Anoeta poi erano suonati come preoccupanti campanelli d'allarme, la gara di stasera conferma che il Barcellona si è smarrito, col sogno di bissare il successo in Champions – impresa mai riuscita da quando la vecchia Coppa dei Campioni ha cambiato nome – che resta tale. Male Rizzoli, unico italiano ancora presente nell'Europa che conta: nel primo tempo nega un rigore all'Atletico ma ben più gravi sono gli errori nel finale, con la mancata espulsione di Iniesta e il mani in area di Gabi sanzionato non col penalty che avrebbe potuto mandare la gara ai supplementari ma con la punizione dal limite.

Grandi meriti al Cholo, che giustamente conferma la stessa formazione dell'andata, fatta eccezione per lo squalificato Torres: al suo posto Augusto Fernandez, in mezzo con Gabi, mentre Ferreira Carrasco va a fare coppia in attacco con Griezmann. Undici titolare per il Barça, con davanti il tridente Messi-Suarez-Neymar.

Colchoneros subito aggressivi, con la squadra di Simeone pericolosa in un paio d'occasioni (alto il sinistro di Gabi al 3', quattro minuti dopo Ter Stegen blocca il colpo di testa di Griezmann sul cross di Filipe Luis) e Barca bloccato. L'Atletico non concede un attimo di tregua ai blaugrana, la cui manovra viene costantemente soffocata al punto che Messi si trova a improvvisarsi terzino e rincorrere Carrasco nella sua metà campo. Contatto sospetto in area catalana fra l'ex Monaco e Piquè alla mezz'ora, Rizzoli fa proseguire ma al 36' esplode la bolgia del Calderon: meraviglioso esterno sinistro di Saul Niguez e Griezmann salta indisturbato in area per l'1-0.

Il Barcellona è solo l'ombra della squadra ammirata fino a poche settimane fa, annebbiato dal ritmo indiavolato dell'Atletico che ogni volta che arriva nei pressi dell'area blaugrana fa correre un brivido sulla schiena di Luis Enrique. Come all'8', con la traversa che nega il 2-0 sull'imperioso stacco di testa di Godin. Col passare dei minuti cresce la squadra catalana, dentro Turan e Sergi Roberto per Rakitic e Dani Alves per l'assedio del Barca. Due buone chance per Suarez ma le praterie lasciate dietro consentono all'Atletico di mettere in ghiaccio risultato e qualificazione: cavalcata di Filipe Luis, mani di Iniesta (solo giallo) e rigore trasformato da Griezmann. Il rigore lo meriterebbe anche il Barcellona nel recupero, ma Rizzoli concede solo la punizione e Messi manda alto. Per il Barcellona è buio pesto, la festa è tutta dell'Atletico. (AGI) 

Lisbona - Non basta al Benfica una partita di cuore e di sostanza per avere la meglio sul Bayern Monaco, che grazie al successo ottenuto nel match di andata, con il 2-2 conquistato al Da Luz, approda per il quinto anno consecutivo alla semifinale di Champions League. Pep Guardiola sorprende tutti, lasciando in panchina Lewandowski e affidandosi a Muller come "falso nueve" alla Messi. Proprio come il Barca per tutta la prima fase di gioco, la squadra bavarese mantiene costantemente palla e occupa la metà campo avversaria, anche se le occasioni da rete si vedono con il contagocce.

La prima conclusione a rete del match capita al 22' all'ex juventino Vidal (il match winner del match d'andata) ottimamente pescato in area da un tocco di classe di Thiago Alcantara, ma il suo colpo di testa è facile preda del portiere del Benfica Ederson. Al 26' è però la formazione lusitana a passare in vantaggio: grande lancio dell'ex laziale Eliseu per Raul Jimenez, il quale anticipa i due centrali difensivi tedeschi e approfitta di un'uscita avventata di Neuer, mandando la palla in rete di testa. Il Bayern traballa e rischia di capitolare per la seconda volta su di un doppio errore di Xabi Alonso e Kimmich, ma Jimenez questa volta viene bloccato da Neuer. Passata la grande paura gli uomini di Guardiola riescono a rialzare la testa ed a pareggiare con Arturo Vidal, il quale calcia al volo da fuori area un pallone ribattuto da Ederson su cross di Lahm e lo piazza con forza e precisione in porta. Il pareggio fa bene soprattutto agli ospiti che tornano padroni del campo e sfiorano addirittura il vantaggio prima della fine del tempo nuovamente con Vidal.

Ad inizio ripresa però, i bavaresi chiudono la pratica grazie a Thomas Muller, che raccoglie una torre di testa realizzata da Javi Martinez su corner di Xabi Alonso e da facile posizione realizza la rete del 2-1. Il Benfica e' sulle ginocchia e rischia il tracollo, ma la conclusione di Douglas Costa finisce sul palo. Alla mezz'ora Javi Martinez commette un fallo da ultimo uomo su Guedes, ma l'arbitro lo grazie affibbiandogli solo il cartellino giallo. Calcio di punizione dal limite affidato all'appena entrato Talisca, che con un preciso sinistra giro batte l'incolpevole Neuer. Ultimi minuti di relativa sofferenza per il Bayern, con Talisca che sempre su punizione mette nuovamente i brividi all'estremo difensore ospite.(AGI) 

Losanna (Svizzera) – L'Agenzia Mondiale Antidoping è pronta a togliere la sospensione inflitta per la positività al Meldonium ad alcuni atleti. Il provvedimento è destinato a chi riuscirà a provare che la presenza della sostanza, nel campione che ha riscontrato la positività, è inferiore a un microgrammo e che il farmaco è stato assunto prima dell'1 marzo. Il Meldonium è stato inserito nella lista delle sostanze proibite a partire da gennaio. Una notizia, quella della Wada, accolta con entusiasmo dallo sport russo visti i tanti casi di positività registrati. Tra questi quello di Maria Sharapova, stella del tennis mondiale che era stata sospesa dopo la positività riscontrata durante gli Australian Open. Il presidente della Federtennis russa, Shamil Tarpischev, si è detto convinto che la Sharapova potrà regolarmente partecipare alle Olimpiadi di Rio. Intanto la Wada ha specificato che continuerà a studiare il Meldonium, in particolare per accertare per quanto tempo restano tracce nel sangue degli sportivi. (AGI) 

Carnago (Varese) - Cristian Brocchi non ha "paura di bruciarsi". Portera' il Milan al termine della stagione e avra' sette partite per dimostrare che e' l'uomo giusto per guidare il Diavolo. "Il termine bruciato e' stato utilizzato in maniera esponenziale negli ultimi tempi – dice il nuovo tecnico nel giorno della conferenza stampa di presentazione – Il problema non e' bruciarsi, per me e' la possibilita' di giocarsi un'opportunita' che non sempre nella vita ti capita. Bruciarsi e' un rischio che esiste, ma uno deve avere anche l'umilta' di capire che se le cose dovessero andar male, deve ripartire e ripercorrere strade gia' percorse, senza pensare che hai bisogno di un'altra squadra del livello del Milan per poter ripartire. Sono qui, mi gioco questa grande chance con la massima umilta' e la massima voglia, con lo spirito che mi ha sempre contraddistinto da calciatore e poi da allenatore. Non ho paura, c'e' la massima tranquillita' in me, so che daro' il 110% e so che questo non vuol dire che il Milan vincera' sette partite su sette. Un contratto piu' lungo? Non e' quello che ti permette di lavorare serenamente".

Sul web si scatena l'ironia anche grazie al cognome del nuovo allenatore

"Nella mia carriera da calciatore – ha aggiunto – ho sempre messo l'aspetto economico contrattuale in secondo piano, anche ora e' cosi', se avessi avuto un contratto di un anno o due in piu', facendo male in queste sette partite sarei stato comunque sostituito. Non mi interessa essere protetto da un contratto, mi interessa il bene del Milan e giocarmi questa opportunita'". Brocchi ha anche parlato di moduli e di tattica: "A me piace giocare con il centrocampo a 3 e con una difesa a 4, in attacco ho sempre cercato di trovare diverse alternative. Mi piace l'idea di giocare con il trequartista, l'ho fatto con la Primavera nella seconda parte di stagione. Dovro' capire gli interpreti che dovranno giocare un certo tipo di calcio. Nella squadra ci sono giocatori che possono giocare a 3 a centrocampo, c'e' chi puo' fare il trequartista e abbiamo la possibilita' di giocare col tridente. Queste sono le strade che seguiremo".

"Voglio proseguire sulla strada della cultura del lavoro che questo gruppo ha, perche' la squadra ha fatto un ottimo percorso da questo punto di vista, li ho visti all'opera e ho sempre visto un gruppo di ragazzi che ha voglia di lavorare e di allenarsi e di questo va dato merito a Mihajlovic e al suo staff", ha detto inoltre Brocchi. "C'e' la volonta' di portare avanti la mia metodologia, il mio modo di allenare che puo' essere per certi versi diverso da quello proposto da altri allenatori. Non e' semplice passare dalla Primavera alla prima squadra, ieri e' stato un giorno particolare, non si puo' schiacciare on/off nella testa dei giocatori, il cambio nell'immediato ti segna, il fatto di non vedere piu' le persone con cui hai lavorato ti porta a essere piu' o meno triste – ha proseguito Brocchi – L'impatto e' comunque stato buono, mi conoscono e questo probabilmente ha inciso, sto cercando di portare subito qualcosa di mio sul campo, di far capire ai ragazzi quali sono i miei pensieri e come intendo allenarli". (AGI)

Aigle (Svizzera) – Il Tribunale Antidoping dell'Unione ciclistica internazionale ha inflitto una squalifica di 18 mesi all'italiano Luca Paolini. Lo rende noto il sito internet dell'Uci. Il 39enne corridore lombardo era risultato positivo a un metabolita della cocaina in un controllo antidoping durante il Tour de France del 2015. (AGI) 

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