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(AGI) – Roma, 5 dic. – In 35 anni un genio della musica quanti capolavori puo’ realizzare? In molti se lo stanno chiedendo in questi giorni, a sette lustri dall’omicidio di John Lennon avvenuto davanti al Dakota Building di New York l’8 dicembre 1980. Quel giorno Mark David Chapman sparo’ quattro colpi alla schiena dell’ex Beatle e, mentre questi giaceva morente tra le braccia della moglie Yoko Ono, l’assassino invece di scappare si mise a leggere ‘Il giovane Holden’. Il custode del Dakota Building grido’ a Chapman: “Lo sai che cosa hai fatto?”. L’uomo rispose con lucida freddezza: “Si’, ho appena sparato a John Lennon”.

La dinamica dell’omicidio piu’ celebre della storia della musica e’ stata oggetto di libri e film. Quando Lennon usci’ di casa, Chapman gli strinse la mano e si fece firmare un autografo sulla copertina di ‘Double Fantasy’, suo ultimo album. Questa scena fu immortalata dal fotografo Paul Goresh. L’assassino aspetto’ poi la sua vittima per circa quattro ore. Alle 22.52, vedendo il musicista rientrare insieme alla moglie, gli sparo’ contro cinque colpi di pistola di cui quattro andarono a segno e uno gli trapasso’ l’aorta. Gli agenti accorsi sul luogo del delitto si accorsero subito che le ferite riportate da Lennon erano molto serie e decisero di non aspettare l’ambulanza ma di caricarlo sull’auto di servizio per condurlo al vicino ospedale Roosevelt Hospital dove John Lennon fu dichiarato morto alle 23.07. Chapman fu arrestato senza opporre resistenza.

La morte dell’ex Beatle a soli 40 anni e’ motivo di grande rammarico perche’ potenzialmente avrebbe potuto regalarci ancora moltissimi capolavori. Basti pensare che la rivista ‘Rolling Stones’ lo colloca al quinto posto nella lista dei 100 cantanti piu’ importanti. Ben tre brani di Lennon solista – ‘Imagine’, Give Peace a Chance’ e ‘Instant Karma!’ – sono inseriti nelle Rock and Roll of Fame. Chi invece si e’ rammaricato della tragica scomparsa di Lennon per motivi diversi e insospettabili e’ l’ex compagno dei Beatles, Sir Paul McCartney, che ha confessato nel luglio scorso come la sua prima e immediata reazione alla notizia dell’assassinio fu di “frustrazione” perche’ la sua uccisione ne aveva fatto un martire “elevandolo al livello di James Dean e anche oltre”. Il 73enne co-fondatore e autore di alcune delle piu’ belle canzoni della storia della musica, in un’intervista alla rivista americana ‘Esquire’ ha rivelato: “Quando John fu colpito a morte, a parte il puro orrore, capii subito cio’ che sarebbe rimasto: Ok, ora John e’ un martire. Un Jfk (John Fitzgeral Kennedy, il presidente assassinato nel 1963, ndr). E ho iniziato a sentirmi frustrato perche’ la gente avrebbe iniziato a dire, ‘Beh, i Beatles erano lui’ e io e George (Harrison) e Ringo (Starr) saremmo scomparsi”.

Sull’omicidio di John Lennon, killer e dinamica dell’assassinio, non ci sono dubbi ne’ ‘lati oscuri’. Eppure sulla figura di Mark David Chapman si continua a scrivere tanto e, nella logica del complotto legata alla morte prematura e violenta di tutte le star dello spettacolo (da Marylin Monroe a Jimi Hendrix, da Elvis Presley a Jim Morrison), anche per l’assassino di Lennon ha successo una letteratura di controinformazione. E cosi’ c’e’ chi esprime la convinzione che Chapman in realta’ fosse un assassino della Cia a cui era stato fatto il lavaggio del cervello e ‘programmato’ a uccidere Lennon da elementi del governo statunitense. La teoria e’ dettagliata e affascinante: nel 1976 Chapman fu visto alle Haiwaii, in un centro per agenti segreti della Cia e delle forze speciali, dove disagi mentali e ospedalizzazione lo portarono a cambiare diversi lavori.

I cultori del complotto ipotizzano che durante questo periodo la Cia ipnotizzo’ e drogo’ Chapman nell’ambito del programma Mk-Ultra, secondo quanto rivelato al Senato nel 1975, con tanto di lavaggio del cervello per fargli uccidere Lennon, che l’Fbi effettivamente spiava insieme alla moglie Yoko Ono per le sue simpatie di sinistra e il suo impegno antimilitarista. Molto piu’ semplicemente, al di la’ delle fantasie del complotto, David Chapman uccise Lennon perche’ era matto. “Mi sembro’ l’unico modo per liberarmi dalla depressione cosmica che mi avvolgeva. Ero un nulla totale e il mio unico modo per diventare qualcuno era uccidere l’uomo piu’ famoso del mondo, Lennon”, spiego’ in una celebre intervista. “A otto anni ammiravo gia’ i Beatles, come tanti altri ragazzini. Ma non ho mai pensato che Lennon fosse mio padre. E si sbaglia anche chi sostiene che mi credevo ‘il vero Lennon’ o che lo amavo alla follia – spiego’ ancora -. Mi sentivo tradito, ma a un livello puramente idealistico. La cosa che mi faceva imbestialire di piu’ era che lui avesse sfondato, mentre io no. Eravamo come due treni che correvano l’uno contro l’altro sullo stesso binario. Il suo “tutto” e il mio “nulla” hanno finito per scontrarsi frontalmente. Nella cieca rabbia e depressione di allora, quella era l’unica via d’uscita. L’unico modo per vedere la luce alla fine del tunnel era ucciderlo”.

Chapman fu accusato di omicidio di secondo grado (secondo la legge statunitense) e, dichiaratosi colpevole, fu condannato alla reclusione da un minimo di 20 anni al massimo dell’ergastolo (quindi meno della possibile pena massima applicabile, che consisteva in almeno 25 anni). Nel 2000, scontato il minimo della pena, si e’ visto rifiutare la richiesta di scarcerazione sulla parola. Dopo 30 anni trascorsi nel carcere di Attica, nel 2012 Chapman e’ stato trasferito in quello di Wende, sempre nello Stato di New York. Il 23 agosto 2014, per l’ottava volta, la commissione giudicante dello stato di New York ha negato a Chapman la liberta’ condizionata. (AGI)

(AGI) – Milano, 7 dic. – Matteo Renzi al debutto nella serata di Sant’Ambrogio, qualche vip e banchiere in meno, la regina del rock Patti Smith nel tempio della lirica. E’ una ‘prima’ dal sapore un po’ diverso quella che inaugura, come da tradizione il 7 dicembre, la stagione del teatro alla Scala di Milano. E se la tradizione e’ rappresentata dall’albero di Natale (‘vestito’ da Dolce e Gabbana con il tricolore francese e le bandiere del mondo) e dagli abiti scintillanti delle signore, l’eccezionalita’ sta tutta nei controlli, dalla piazza blindata ai ‘metal detector’ che hanno ispezionato persino le borse delle signore. Fino a questa mattina restavano 33 posti vuoti tra i palchi e la platea del Piermarini (a 2.400 euro l’uno), ma l’impressione e’ che Milano non abbia voluto cedere all’allarme terrorismo.

In platea anche anfibi e un abito da sposa

Renzi, in forse fino all’ultimo, e’ arrivato insieme alla moglie Agnese, con la quale aveva gia’ assistito dal palco reale della Scala alla serata speciale (e altrettanto blindata) del primo maggio per l’inizio dell’Expo. Per il governo, sono presenti anche il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, il titolare delle infrastrutture Graziano Delrio e quello dell’agricoltura Maurizio Martina. Ci sono le autorita’ locali, dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia al presidente della regione Lombardia Roberto Maroni al neo prefetto Alessandro Marangoni. In sala anche Gianni Letta e Daniela Santanche’.

“Erano almeno sette anni che mancavo alla ‘prima’, ma considerato l’allarme terrorismo e le minacce dell’Isis penso che sia giusto esserci per far vedere che non si cambiano le abitudini”, ha detto Daniela Santanche’. Camicia bianca, lunga gonna di raso verde a palloncino con papillon e orecchini di smeraldi in tono, e’ arrivata alla Scala insieme al direttore del ‘Giornale’ Alessandro Sallusti. “Non e’ verde Lega – ha detto – e’ verde speranza perche’ spero che il governo capisca cosa deve fare”.

Corrado Passera, ex banchiere ex ministro e oggi in corsa per diventare sindaco di Milano, e’ arrivato insieme alla moglie Giovanna Salza, con un lungo abito scollato rosa e nero che non nascondeva la terza gravidanza. Ben diverso lo stile di Patti Smith, con i lunghi capelli grigi e il viso senza ombra di trucco. Tra i ‘vip’ qualche affezionato come Valeria Marini (fasciata in un abito luccicante e avvolta in una pelliccia) e delle ‘new entry’ come l’attrice Margareth Made’, fotografatissima nel lungo abito trasparente e accompagnata dal compagno attore Giuseppe Zeno.

Impossibile non notare anche il vestito rosso del transessuale Efe Bal; Carla Fracci non ha rinunciato invece al suo tradizionale look bianco neve ne’ Roberto Bolle allo smoking nero (con il bavero del cappotto a pois). In platea tanta economia: da Giovanni Bazoli di Intesa Sanpaolo (che ha salutato con favore la scelta di Giovanna d’Arco e di Giuseppe Verdi, ma anche la presenza di Renzi) al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, dal presidente della Cassa depositi e prestiti Claudio Costamagna al finanziere Davide Serra (in passato tra i finanziatori di Renzi), dall’ex presidente di Mps Alessandro Profumo all’attuale a.d. della banca Fabrizio Viola al presidente Eni Emma Marcegaglia. Presenti anche Piergaetano Marchetti, Alberto Bombassei, Miro Fiordi (Creval), Enrico Cucchiani, il presidente della Consob Giuseppe Vegas, il finanziere Romain Zaleski e il vicepresidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona. (AGI)

(AGI) – Roma, 7 dic. – Se la voce e’ l’impronta digitale delle emozioni, Tarquinio Merula e’ colui che a meta’ del Seicento trasforma queste ultime in musica “inebriando la parola e il testo” e costruendo cosi’ la “poesia del linguaggio parlato”. Del compositore cremonese si e’ detto a sufficienza a proposito delle sue produzioni strumentali, ma “e’ stata trascurata quella per musica vocale di genere sacro”, spiega all’AGI Giovanni Acciai, che dirige il Collegium vocale et istrumentale Nova Ars Cantandi nella prima registrazione mondiale dell'”Arpa Davidica” (Etichetta Archiv), in cui Merula, del quale ricorre il 350mo anniversario della morte, da’ testimonianza della propria capacita’ di “agire sulla voce in modo spericolato, sviluppando la lezione di Monteverdi e anticipando Vivaldi”. Giovanni Acciai e’ uno dei piu’ importanti interpreti e ricercatori di musica antica a livello internazionale. Lavorando su Merula ha scoperto uno di quei “giacimenti musicali” di cui l’Italia e’ piena, e che impongono un “faticoso lavoro di archeologia musicale: scavo, assemblaggio, e riproposizione, perche’ spesso si tratta di mettere insieme opere sparse”. Come nel caso di Merula, “la cui intera produzione di genere sacro e’ compendiata in sei volumi, affidati ai torchi dello stampatore veneziano Alessandro Vincenzi tra il 1624 e il 1652”. “Da Monteverdi a Vivaldi, rispettivamente punto di partenza e di arrivo”, spiega Acciai, “si dipana un arco di tempo disseminato di autori poco conosciuti e sui quali intendo lavorare: Giovan Battista Bassani, Giovanni Legrenzi e, appunto, Merula”. Prende forma e identita’ in quegli anni quel “cantare affettuoso” in cui “il testo non e’ reso in maniera inerte ne’ la distanza rispetto alle note e’ aulica”. Merula, inoltre, sperimenta sul tempo, sul cambiamento dei tempi, che “cambiano al modo in cui variano gli stati emozionali di una persona”. Ecco, qui torna la parola, la sua centralita’: “Essa -spiega Acciai nelle note che accompagnano il cd- e’ la materia prima con cui Monteverdi, poi Merula e altri compongono musica. La metafora musicale serve a rendere il significato della parola, cosi’ come il poeta utilizza la parola come metafora per rappresentare le emozioni”. E la voce e’ uno “strumento ineguagliabile, capace di cogliere le sfumature dell’animo e i suoi cangiamenti”. Tarquinio Merula definiva se stesso “cremonese”, ma in realta’ era nato in realta’ a Busseto il 25 novembre del 1595, nella Bassa parmense, offrendo cosi’ una curiosita’ gustosa per chi voglia fare un salto di oltre duecento anni e collegarlo a Giuseppe Verdi, al quale la stessa citta’ diede i natali. “Era un tipo focosissimo”, spiega Acciai, un po’ dunque come il suo celebre compaesano, ed entro’ spesso in conflitto con i propri committenti piu’ importanti: la chiesa e i poteri che facevano riferimento a Cremoma. “Gli fecero capire che avrebbero potuto distruggerlo”, ma cio’ non gli impedi’ di sbandierare il titolo di “Cavaliere” attribuitogli dal re di Polonia, alla cui corte aveva lavorato da come organista di chiesa e da camera dal 1622 al 1626. E, per fortuna nostra, gli attriti e i bracci di ferro, motivati un po’ dall’invidia altrui un po’ da ragioni salariali, non ci tolsero il piacere di gustare un capolavoro come “L’Arpa Davidica”, edito nel 1640, “con artificiosa inventione composta, la quale da tre, e quattro voci contrapuntizata obligata a non piu’ viste maniere con insolita vaghezza risuona, salmi, et messa concertati con alcuni canoni nel fine”, e dedicata al vescovo di Bergamo Luigi Grimani. Qui, come altrove, Merula lavora su poche voci sostenute da un basso continuo: e’ una scelta motivata anche da ragioni pratiche, che vedono le chiese di provincia con pochi soldi da destinare al rafforzamento degli organici musicali consistenti. Il “cremonese”, di conseguenza, si dedico’ ad “affinare la scrittura per piccoli ensemble cameristici, esaltandone la valenza madrigalistica e, con essa, l’intensita’ emotiva dei testi devozionali intonati”. Ne viene fuori, grazie alla straordinaria trama del contrappunto, la vera essenza di quella frase con cui Orazio Vecchi, maestro di Cappella del Duomo di Modena a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, defini’ l’intreccio tra voci e forza sonora del testo: “Si mira con la mente, dov’entra per l’orecchie e non per gl’occhi. Pero’ silenzio fate e ‘nvece di vedere, ora ascoltate”. E’ la scena del teatro della vita, dunque, in cui, ripete Acciai con la sua Nova Ars Cantandi, “gli uomini che non cantano, non conoscono vittorie. Sono degli eterni sconfitti. Un teatro in cui la vita senza musica e’ una vita perduta”. (AGI) Fab

(AGI) – Milano, 7 dic. – Matteo Renzi al debutto nella serata di Sant’Ambrogio, qualche vip e banchiere in meno, la regina del rock Patti Smith nel tempio della lirica. E’ una ‘prima’ dal sapore un po’ diverso quella che inaugura, come da tradizione il 7 dicembre, la stagione del teatro alla Scala di Milano. E se la tradizione e’ rappresentata dall’albero di Natale (‘vestito’ da Dolce e Gabbana con il tricolore francese e le bandiere del mondo) e dagli abiti scintillanti delle signore, l’eccezionalita’ sta tutta nei controlli, dalla piazza blindata ai ‘metal detector’ che hanno analizzato persino le borse delle signore. Fino a questa mattina restavano 33 posti vuoti tra i palchi e la platea del Piermarini (a 2.400 euro l’uno), ma l’impressione e’ che Milano non abbia voluto cedere all’allarme terrorismo. Renzi, in forse fino all’ultimo, e’ arrivato insieme alla moglie Agnese, con la quale aveva gia’ assistito dal palco reale della Scala alla serata speciale (e altrettanto blindata) del primo maggio per l’inizio dell’Expo. Per il governo, sono presenti anche il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, il titolare delle infrastrutture Graziano Delrio e quello dell’agricoltura Maurizio Martina. Ci sono le autorita’ locali, dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia al presidente della regione Lombardia Roberto Maroni al neo prefetto Alessandro Marangoni. In sala anche Gianni Letta e Daniela Santanche’. “Erano almeno sette anni che mancavo alla ‘prima’, ma considerato l’allarme terrorismo e le minacce dell’Isis penso che sia giusto esserci per far vedere che non si cambiano le abitudini”, ha detto Daniela Santanche’. Camicia bianca, lunga gonna di raso verde a palloncino con papillon e orecchini di smeraldi in tono, e’ arrivata alla Scala insieme al direttore del ‘Giornale’ Alessandro Sallusti. “Non e’ verde Lega – ha detto – e’ verde speranza perche’ spero che il governo capisca cosa deve fare”. Corrado Passera, ex banchiere ex ministro e oggi in corsa per diventare sindaco di Milano, e’ arrivato insieme alla moglie Giovanna Salza, con un lungo abito scollato rosa e nero che non nascondeva la terza gravidanza. Ben diverso lo stile di Patti Smith, con i lunghi capelli grigi e il viso senza ombra di trucco. Tra i ‘vip’ qualche affezionato come Valeria Marini (fasciata in un abito luccicante e avvolta in una pelliccia) e delle ‘new entry’ come l’attrice Margareth Made’, fotografatissima nel lungo abito trasparente e accompagnata dal compagno attore Giuseppe Zeno. Impossibile non notare anche il vestito rosso del transessuale Efe Bal; Carla Fracci non ha rinunciato invece al suo tradizionale look bianco neve ne’ Roberto Bolle allo smoking nero (con il bavero del cappotto a pois). In platea tanta economia: da Giovanni Bazoli di Intesa Sanpaolo (che ha salutato con favore la scelta di Giovanna d’Arco e di Giuseppe Verdi, ma anche la presenza di Renzi) al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, dal presidente della Cassa depositi e prestiti Claudio Costamagna al finanziere Davide Serra (in passato tra i finanziatori di Renzi), dall’ex presidente di Mps Alessandro Profumo all’attuale a.d. della banca Fabrizio Viola al presidente Eni Emma Marcegaglia. Presenti anche Piergaetano Marchetti, Alberto Bombassei, Miro Fiordi (Creval), Enrico Cucchiani, il presidente della Consob Giuseppe Vegas, il finanziere Romain Zaleski e il vicepresidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona. (AGI) .

(AGI) – Roma, 7 dic. – Ha poco piu’ di 150 anni la preziosa dispensa elettrica che, grazie a continui miglioramenti, oggi preserva cibi e igiene, sapori e salute consumando meno di una lampadina. Il frigorifero, inteso come macchina che crea il freddo, ha molti padri-inventori, a partire addirittura dal 1700. Ma occorre attendere il 7 dicembre 1851 perche’ l’inglese John Gorrie brevetti la prima macchina frigorifera della storia, ma solo nel 1900 questa “utilitaria” domestica verra’ prodotta in serie e diventera’ accessibile alle famiglie. ‘La conquista del freddo’ in Italia sbarca negli anni ’50 grazie all’imprenditore Giovanni Borghi, proprietario della Ignis.

PRIMA DEL FRIGO C’ERANO I GATTI

Questa invenzione rivoluzionaria fu stimolata dalla rivoluzione industriale dell’Ottocento, nel corso della quale si intensificarono gli scambi commerciali tra i continenti. E prima dell’arrivo del frigorifero? Sino all’Ottocento l’unico mezzo per far arrivare in buone condizioni ma comunque su percorsi limitati, i carichi di prodotti alimentari, era il ghiaccio. Tra l’altro, il caldo e le condizioni igieniche precarie attiravano parassiti e voraci roditori. Tanto che ai tempi della Repubblica di Venezia, le grandi navi venivano assicurate con le prime polizze solo se garantivano a bordo la presenza di 3o 4 grandi gatti a protezione dall’assalto dei roditori per le merci trasportate, con un marinaio incaricato della loro cura. Ma, topi e gatti a parte, dal 1900, navi e case poterono finalmente contare su cibi sani grazie ai primi esemplari di frigoriferi che registrarono nei decenni successivi un rapido progresso tecnologico ed estetico.

…POI ARRIVA IL DESIGN

Il design trasformo’ la dispensa elettrica, inizialmente bianca e squadrata, in un complemento d’arredo che inizio’ ad essere rivestito di colori, legni e di acciaio inossidabile, con scelte estetiche molto diverse secondo i paesi. Oggi in Asia disegni e decorazioni personalizzano il frigorifero mentre in Europa molte famiglie preferiscono nasconderlo dietro un’anta, incassato tra i mobili della cucina. Nel 2000, grazie alla politica europea che obbliga a ridurre i consumi elettrici, il frigo diventa ‘virtuoso’ e consuma meno della meta’ dei primi ingombranti modelli. Ma conservando molto a lungo i cibi e con risultati migliori. (AGI) .

(AGI) – Los Angeles, 6 dic. – Harrison Ford tornera’ a vestire i panni di “Indiana Jones” in un quinto capitolo della ssaga cinematografica: il copione e’ in fase di sviluppo, ha rivelato l’attore. “Siamo nella fase di sviluppo delle idee ma c’e’ una persona sotto contratto che in questo momento, se non sta lavorando al copione, dovrebbe farlo”, ha detto Ford con la sua tipica ironia. Questa persona, ha rivelato il 73enne attore, e’ David Koepp, che ha firmato la sceneggiatura del quarto capitolo, “Indiana Jones e il regno del teschio di critallo”, uscito nel 2008, e che incasso’ circa 800 milioni di dollari. Di recente Steven Spielberg, regista di tutti e quattro i film della serie, ha detto di considerare Ford come l’unico interprete possibile del personaggio, escludendo cosi’ di poter reclutare un attore piu’ giovane per un nuovo episodio. “Non credo che nessuno possa sostituirlo”, ha detto il cineasta. “Non credo che succedera’. Da sempre e’ mia intenzione che non accada quel che e’ successo con James Bond o Spider Man. C’e’ un solo Indiana Jones ed e’ Harrison Ford”, ha aggiunto Spielberg. (AGI) .

(AGI) – Milano, 6 dic. – Anche per domani il Teatro alla Scala organizza una diretta in streaming dal backstage, mentre dopo il successo del contest #vinciscala che ha dato la possibilita’ a 6 tweeters di assistere all’Anteprima del balletto Cinderella che inaugurera’ la nuova Stagione di danza il prossimo 19 dicembre, il numero di follower della Scala su Twitter si avvicina al traguardo dei 200.000 e il Teatro si appresta a festeggiare.

Al momento se ne contano 196.600. Si suppone che il traguardo verra’ raggiunto a seguito della Diretta streaming del backstage dell’opera che, domani, inaugurera’ la nuova Stagione 2015/2016, Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi, durante la quale gli utenti potranno partecipare inviando commenti e domande in diretta utilizzando l’hashtag #PrimaScala.

“Dopo aver superato la soglia dei 500.000 spettatori in sala nel 2015 – commenta il Sovrintendente Pereira – la Scala si avvicina ai 200.000 follower su twitter e ai 200.000 like su Facebook, mentre le visite al sito sono cresciute del 20% in un anno. Sono numeri importanti che confermano la vitalita’ del Teatro e si legano al moltiplicarsi e diversificarsi delle iniziative. Ringrazio tutti coloro che hanno scelto di far parte di questa grande comunita’ di appassionati di Musica e di Teatro”.

Il risultato segue l’ottimo andamento delle dirette Twitter sperimentate dal 7 dicembre 2011 e delle dirette Periscope inaugurate lo scorso mese di maggio per la Stagione di Expo.

La presenza della Scala in rete non e’ solo Twitter ma anche YouTube, Pinterest, Facebook e Instagram; anche la pagina Facebook del Teatro si sta avvicinando a 200.000 like e si e’ imposta come fonte primaria di informazione per il pubblico ma anche come libero spazio per commenti e dibattito tra spettatori. Gli accessi al sito web del Teatro alla Scala, rinnovato lo scorso mese di luglio, sono stati quasi 3.000.000 nell’ultimo anno, incrementando del 20% gli accessi rispetto al 2014. La web TV scaligera raccontera’ quello che succede dietro le quinte e intervistera’ gli artisti. Durante lo spettacolo, quando sul palcoscenico non sara’ possibile parlare ne’ accendere luci, la diretta sbircera’ con telecamere a infrarossi tutto cio’ che avviene dietro il sipario mentre i cantanti sono in scena. La diretta, in italiano e inglese, sara’ curata da Silvia Farina, responsabile dei social media per l’ufficio stampa, con la collaborazione del blogger Graham Spicer. La regia e’ curata dagli studenti del Corso di Cinema, Televisione e New Media dello Iulm. (AGI) .

(AGI) – Milano, 5 dic. – Ultimi lavori e ultimi ritocchi per arrivare in ‘perfetto ordine’ all’appuntamento della ‘prima’ della Scala il 7 dicembre. La scenografia della Giovanna d’Arco che aprira’ la Stagione 2015, firmata da Christian Fenouillat, colloca l’intera vicenda in una stanza da letto ottocentesca. Non si tratta pero’ di una scenografia minimalista – spiegano dal teatro – perche’ la stanza si apre per accogliere le visioni della protagonista: tra i diversi elementi scenici che compaiono sullo sfondo anche una ricostruzione della Cattedrale di Reims alta 8 metri e mezzo, orgoglio dei laboratori scaligeri. Questi tutti i numeri della produzione, che dal punto di vista musicale coinvolge 5 cantanti solisti, 105 coristi, 20 mimi e in buca 75 professori d’orchestra cui si aggiungono 20 elementi per il complesso musicale di palcoscenico, e che si e’ avvalsa dal punto di vista tecnico dei seguenti materiali: Falegnameria: 36 m2 tavole di abete, 55 kg chiodi, 23.900 viti. Scenografia: 200 kg di stucchi, 100 kg di colori concentrati, 250 kg di terre colorate, 500 m di velluto nero, 20 kg di colla a caldo, 28.000 chiodi. Meccanica: 10 m tubi ferro (100×2), 90 m tubi alluminio (50×2), 150 m tubi di alluminio (20×2), 1.200 bulloni Anche quest’anno la serata del 7 dicembre sara’ ripresa dalle telecamere di Rai5 e trasmessa in diretta televisiva in 13 paesi europei, cui si aggiunge in differita il Giappone, mentre alla diretta radiofonica hanno aderito 22 emittenti europee. Sono inoltre previste dirette cinematografiche in Italia (01 Distribution), Francia, Spagna e Germania e differite in Corea, Giappone, USA e Australia. E’ inoltre confermata anche per quest’anno la diretta in streaming dal backstage della prima sul sito della Scala (www.teatroallascala.org), il momento saliente dell’attivita’ online del Teatro, che si sta avvicinando ai 200.000 follower su twitter. (AGI) .

(AGI) – Parigi, 5 dic. – A Parigi per presenziare ai lavori della XXI Conferenza sui Mutamenti Climatici, Arnold Schwarzenegger ha voluto rendere omaggio alle vittime di ‘Le Bataclan’, la storica sala da concerti teatro della piu’ sanguinosa tra le stragi del 13 novembre scorso, con novanta morti su un totale di centrotrenta. Il celebre attore austriaco-americano ha posato davanti al locale un biglietto sul quale, mescolando francese e inglese, aveva scritto: “Paris, je t’aime and I pray for you”, cioe’ “Prego per te”. Poi ha deposto una corona di rose e orchidee gialle e rosa, e infine si e’ brevemente raccolto in silenzio. L’ex Mister Universo non ha badato alle grida di passanti e turisti che lo avevano riconosciuto e cercavano di fotografarlo: nessuno comunque ha osato avvicinarsi piu’ di tanto. Il gia’ governatore della California era accompagnato da Michele Sabban, presidente di R20-Regions of Climate Actions, una ong ambientalista da lui fondata nel 2010 con il patrocinio delle Nazioni Unite: nonostante la militanza repubblicana, il protagonista di ‘Terminator’ non e’ infatti insensibile alle tematiche ecologiche, anche per l’influenza esercitata su di lui da Maria Shriver, fino a quattro anni fa sua moglie, una democratica convinta proveniente dal clan Kennedy. Concluso l’ossequio, Schwarzenegger si e’ recato all’assemblea Nazionale, la camera bassa del Parlamento, dove e’ stato l’ospite d’onore di una sessione speciale cui hanno partecipato deputati di 167 Paesi insieme al locale ministro degli Esteri, Laurent Fabius, e al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. (AGI) .

(AGI) – Milano, 5 dic. – Anche per il 7 dicembre 2015 il Teatro alla Scala organizza una diretta in streaming dal backstage, mentre dopo il successo del contest #vinciscala che ha dato la possibilita’ a 6 tweeters di assistere all’Anteprima del balletto Cinderella che inaugurera’ la nuova Stagione di danza il prossimo 19 dicembre, il numero di follower della Scala su Twitter si avvicina al traguardo dei 200.000 e il Teatro si appresta a festeggiare. Al momento se ne contano 196.600. Si suppone che il traguardo verra’ raggiunto a seguito della Diretta streaming del backstage dell’opera che, il prossimo 7 dicembre, inaugurera’ la nuova Stagione 2015/2016, Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi, durante la quale gli utenti potranno partecipare inviando commenti e domande in diretta utilizzando l’hashtag #PrimaScala. “Dopo aver superato la soglia dei 500.000 spettatori in sala nel 2015 – commenta il Sovrintendente Pereira – la Scala si avvicina ai 200.000 follower su twitter e ai 200.000 like su Facebook, mentre le visite al sito sono cresciute del 20% in un anno. Sono numeri importanti che confermano la vitalita’ del Teatro e si legano al moltiplicarsi e diversificarsi delle iniziative. Ringrazio tutti coloro che hanno scelto di far parte di questa grande comunita’ di appassionati di Musica e di Teatro”. (AGI) Red/Car (Segue) Scala: backstage ‘prima’ in streaming, verso 200 mila follower. Il risultato segue l’ottimo andamento delle dirette Twitter sperimentate dal 7 dicembre 2011 e delle dirette Periscope inaugurate lo scorso mese di maggio per la Stagione di Expo. La presenza della Scala in rete non e’ solo Twitter ma anche YouTube, Pinterest, Facebook e Instagram; anche la pagina Facebook del Teatro si sta avvicinando a 200.000 like e si e’ imposta come fonte primaria di informazione per il pubblico ma anche come libero spazio per commenti e dibattito tra spettatori. Gli accessi al sito web del Teatro alla Scala, rinnovato lo scorso mese di luglio, sono stati quasi 3.000.000 nell’ultimo anno, incrementando del 20% gli accessi rispetto al 2014. La web TV scaligera raccontera’ quello che succede dietro le quinte e intervistera’ gli artisti. Durante lo spettacolo, quando sul palcoscenico non sara’ possibile parlare ne’ accendere luci, la diretta sbircera’ con telecamere a infrarossi tutto cio’ che avviene dietro il sipario mentre i cantanti sono in scena. La diretta, in italiano e inglese, sara’ curata da Silvia Farina, responsabile dei social media per l’ufficio stampa, con la collaborazione del blogger Graham Spicer. La regia e’ curata dagli studenti del Corso di Cinema, Televisione e New Media dello Iulm. (AGI) .

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