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Salue e Benessere

(AGI) – New York, 21 ago. – Se l’uomo ha problemi in camera da
letto la colpa non e’ del preservativo, anche se loro dicono il
contrario. Almeno questo e’ quanto emerso da uno studio
pubblicato sul Journal of Sexual Medicine. Molti uomini sono
convinti che indossare il preservativo puo’ compromettere le
performance sessuali: c’e’ infatti chi crede che uccida il
desiderio, chi pensa che porti a problemi di erezione. Invece,
il nuovo studio, che ha coinvolto 479 uomini eterosessuali di
eta’ compresa fra i 18 e i 23 anni, ha dimostrato che chi
dichiara di avere problemi sessuali a causa del preservativo,
in realta’ soffre di “difficolta’ generalizzate di erezione”.
Secondo i ricercatori, questi risultati dovrebbero incoraggiare
gli uomini ad accertare esattamente il motivo per cui soffrono
di problemi in camera da letto.

Salue e Benessere

(AGI) – Roma, 21 ago. – Il team di ricercatori dell’Istituto
Telethon Dulbecco al Dipartimento Scienze e Tecnologie
Biologiche Chimiche e Farmaceutiche (STEBICEF) dell’Universita’
degli Studi di Palermo, ha osservato e spiegato per la prima
volta al mondo il meccanismo che permette alle nostre cellule
di riprodursi correttamente, mantenendo intatte le
caratteristiche essenziali del tessuto biologico a cui
appartengono. Lo studio, finanziato da Telethon, e’ stato
pubblicato su Plos Genetics. Il team guidato da Davide Corona,
“cervello” rientrato in Italia grazie a un finanziamento
Telethon, ha scoperto che una specifica molecola genetica,
l’RNA non codificante, e’ il “telecomando” che programma le
cellule per divenire un tipo particolare di tessuto e svolgere
le loro specifiche funzioni. In pratica, gli studiosi, hanno
dimostrato che l’RNA non codificante, prodotto dal DNA della
cellula madre, comunica al DNA della cellula “figlia” di
“accendere” specifici geni e non altri, sviluppandosi cosi’ con
specifiche caratteristiche e funzioni, ovvero quelle corrette
per la salute dell’organismo. “Proprio il cattivo funzionamento
del meccanismo biologico che abbiamo osservato – ha detto
Corona – e’ alla base di diverse malattie genetiche rare e di
alcune forme di cancro. Per questo, uno degli sviluppi piu’
interessanti di questa scoperta, anche se si tratta di una
prospettiva a lungo termine, e’ la possibilita’ di intervenire
nell’attivit’ di una cellula che non funziona a dovere: non
solo imporre a una cellula di un tessuto di produrne una di un
altro, se necessario, ma, per esempio, imporre a una cellula
tumorale di generarne una sana”. (AGI)
.

Salue e Benessere

(AGI) – Washington, 21 ago. – Camere da letto luminose possono
impedire alle donne di rimanere incinte. La luce notturna,
quella che ad esempio filtra dalla finestra o quella emessa da
tablet o pc, manda in tilt il ciclo riproduttivo delle donne.
Specie delle donne di mezza eta’. Lo ha scoperto un gruppo di
ricercatori giapponesi e americani, coordinati dall’Universita’
di Los Angeles. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista
Cell Reports. Per arrivare a queste conclusioni gli studiosi
hanno condotto una serie di test su topi femmina. Hanno cosi’
dimostrato che l’alterazione del ciclo luce-buio abbassa la
fertilita’ dei topi piu’ anziani, ma non ha alcun effetto su
quelli giovani. La buona notizia e’ che basta ripristinare il
normale ciclo luce-buio per riprendere una buona funzione
riproduttiva. Secondo i ricercatori, questi risultati sono
importanti, specie considerati i gli attuali ritmi di vita.

(AGI) – Siena, 20 ago. – Una ricerca senese evidenzia nuovi
meccanismi alla base della sindrome di Rett, rara e grave forma
di autismo infantile su base genetica che colpisce quasi
esclusivamente il genere femminile. La ricerca e’ stata
condotta su 24 pazienti con la forma classica della malattia
(MECP2) e 8 con la variante piu’ rara (CDKL) seguite presso la
Neuropsichiatria infantile dell’ospedale delle Scotte di
Siena, diretta da Joussef Hayek. Lo studio, secondo quanto
riferisce una nota dell’azienda ospedaliera ha evidenziato, per
la prima volta, un’importante disfunzione nella secrezione di
citochine nelle due diverse forme della malattia, in
particolare di quelle rilasciate dai macrofagi, cellule di
difesa in grado di inglobare microrganismi e cellule alterate.
“Nello studio – spiega il neonatologo e ricercatore Claudio De
Felice – sono state analizzate 18 diverse citochine,
molecole-segnale fra le cellule del sistema immunitario e fra
queste e diversi organi e tessuti. La sindrome di Rett, a lungo
considerata esclusivamente un disordine neuropsichiatrico
infantile, assume sempre di piu’ le caratteristiche di una
malattia multi-organo in cui l’infiammazione e lo stress
ossidativo rappresentano componenti chiave. La supplementazione
con olio di pesce contenente acidi grassi polinsaturi omega 3 –
sottolinea il ricercatore -si e’ dimostrata in grado di
correggere la disfunzione immunitaria e migliorare il quadro
infiammatorio e ossidativo nelle pazienti”. La scoperta,
recentemente supportata da risultati analoghi di uno studio
americano in un modello animale della malattia, apre la strada
a nuove frontiere terapeutiche nella Rett, basate sulla
modulazione del processo infiammatorio. (AGI)
.

(AGI) – Venezia, 20 ago. – Un cuore artificiale totale
CardioWest 50cc, piu’ piccolo, adatto a giovani e donne,e’
stato appena impiantato a Padova. Il trapianto e’ stato
eseguito per la prima volta in Italia e per la prima volta al
mondo in un giovane gia’ trapiantato dall’equipe del professor
Gino Gerosa, direttore della Cardiochirurgia dell’Azienda
Ospedaliera/Universita’ di Padova, in un intervento durato 11
ore. Il paziente, affetto da una grave insufficienza cardiaca
terminale, aveva gia’ subito un primo trapianto a 15 anni, dopo
il quale aveva potuto condurre una vita normale, dedicandosi
senza problemi a studio e sport, fino all’estate scorsa, quando
gli e’ stato diagnosticato un linfoma. era stato sottoposto a
trapianto cardiaco all’eta’ di 15 anni. Godeva di buona salute
e svolgeva una vita normale dedicandosi attivamente allo studio
ed allo sport. La scorsa estate il dramma: gli e’ stato
diagnosticato un linfoma. A seguito della grave malattia
tumorale in fase avanzata il ragazzo e’ stato sottoposto a
cicli chemioterapici che gli hanno danneggiato in modo
irreversibile il cuore trapiantato. Il quadro clinico, sempre
piu’ compromesso per il tumore in atto, presentava la
possibilita’ di trattamento con la macchina cuore-polmone ECMO
solo per un tempo limitato di utilizzo, qualche settimana,
nella speranza del recupero della funzione cardiaca.
.

(AGI) – Washington, 20 ago. – Un prototipo di vaccino contro il
coronavirus responsabile della Mers, la sindrome respiratoria
mediorientale, ha dato risultati promettenti. Almeno nella
versione che colpisce scimmie e cammelli, secondo quanto
riportato sulla rivista Science Translational Medicine. I
ricercatori, guidati dalla University of Pennsylvania, sperano
di poter trasformare questo vaccino in uno adatto agli esseri
umani. Dal 2012 la Mers ha infettato 1.400 persone e ne ha
uccise 500. Attualmente non esiste alcun trattamento specifico
o medicine preventive. Nella maggior parte dei casi, si pensa
che il contagio sia avvenuto attraverso lo stretto contatto con
pazienti infetti in ospedale. Ma gli esperti sospettano che i
cammelli svolgano un ruolo importante in qualita’ di ospite
della malattia. Secondo i ricercatori il loro vaccino
sperimentale potrebbe essere uno “strumento prezioso” per due
motivi: in primo luogo per immunizzare i cammelli e fermare la
diffusione tra gli esseri umani, e in secondo luogo come
vaccino per proteggere le persone a rischio. Nello studio il
vaccino e’ stato testato su campioni di sangue prelevati da
cammelli ed e’ apparso efficace nel produrre proteine
anticorpali che possono aiutare ad alzare le difese contro il
virus. Quando poi il vaccino e’ stato dato ai macachi esposti a
Mers, gli animali non si sono ammalati. Per Andrew Easton,
scienziato della Warwick University (Regno Unito), lo studio e’
un “significativo passo in avanti nella creazione di un vaccino
per prevenire la malattia Mers”.

(AGI) – Boston, 19 ago. – I mirtilli possono aiutare a
combattere il cancro al colon. Lo ha scoperto un gruppo di
ricercatori dell’Universita’ del Massachusetts in uno studio
presentato in occasione del 250esimo Meeting Nazionale
dell’American Chemical Society, in corso a Boston. Per arrivare
a questi risultati i ricercatori hanno dato ai topi con tumore
al colon estratti di mirtillo rosso. Le quantita’ utilizzate
sono l’equivalente di una tazza al giorno di mirtilli rossi.
Ebbene, i tumori sono diminuiti in numero e dimensioni. Secondo
gli scienziati, i composti chimici presenti nell’estratto di
mirtillo sarebbero in grado di eliminare selettivamente le
cellule del tumore al colon. Almeno e’ stato questo quello che
hanno osservato in test di laboratorio, poi confermati sui test
sugli animali.
.

(AGI) – Londra, 19 ago. – Anche solo un bicchiere di vino al
giorno aumenta nelle donne le probabilita’ di ammalarsi di
alcuni tipi di tumore: seno, fegato, intestino, gola, bocca,
esofago e laringe. In particolare, un’unita’ di alcol aumenta
del 13 per cento il rischio di sviluppare il cancro al seno.
Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio
dell’Universita’ di Harvard. I risultati sono stati pubblicati
sul British Medical Journal. I ricercatori hanno analizzato le
cartelle cliniche di 135mila persone con un eta’ superiore ai
30 anni. Dai risultati e’ emerso che le donne sono piu’ a
rischio tumore anche bevendo 120 ml di vino al giorno, pari a
1,9 unita’ e, quindi, entro i limiti consentiti. In
particolare,le donne che bevono ogni giorno sono risultate piu’
a rischio del 4 per cento per tutti i tipi di tumore. “Le
persone con una storia familiare di cancro, in particolare le
donne con una storia familiare di cancro al seno, dovrebbero
considerare di ridurre il consumo di alcol al di sotto dei
limiti raccomandati o anche astenersi del tutto”, ha detto
Jurgen Rehm, esperto di dipendenze. (AGI)

(AGI) – Washington, 19 ago. – “Sorridi, e il mondo sorridera’
con te. Piangi, e piangerai da solo”, recita un vecchio adagio,
che ora ha pero’ trovato un fondamento scientifico. Uno studio
della Manchester University and Warwick University ha infatti
dimostrato che la felicita’ e’ contagiosa, mentre la
depressione non puo’ essere trasmessa. Per arrivare a queste
conclusioni, pubblicate sulla rivista Proceedings of the Royal
Society B, i ricercatori hanno esaminato piu’ di 2mila
adolescenti di alcune scuole superiori degli Stati Uniti. Lo
scopo e’ stato fin dall’inizio capire se gli stati d’animo
possono influenzare gli altri. Dai risultati e’ emerso che,
mentre la depressione non e’ “contagiosa”, avere molti amici
con stati d’animo sani puo’ dimezzare le probabilita’ di
soffrire di depressione. Non solo. Amici felici possono anche
raddoppiare le possibilita’ di recuperare dalla depressione in
un periodo che va dai 6 ai 12 mesi.

(AGI) – New York, 19 ago. – Andare in palestra non aiuta a
perdere peso. Per eliminare i chili di troppo e’ necessario
mangiare di meno. Almeno questo e’ quanto emerso da uno studio
della Loyola University Chicago Stritch School of Medicine,
pubblicato sull’International Journal of Epidemiology. I
risultati dimostrerebbero che fare piu’ esercizio fisico
aumenta l’appetito di una persona, spingendola a mangiare di
piu’. Il controllo delle calorie, senza bisogno di aumentare
l’attivita’ fisica, sarebbe la chiave per mantenere o perdere
peso. I ricercatori hanno studiato per anni il legame tra
attivita’ fisica e obesita’. “L’attivita’ fisica e’ di
fondamentale importanza per migliorare i livelli di salute e di
fitness generale”, hanno detto Richard Cooper e Amy Luke,
autori dello studio. “Ma ci sono prove limitate che
suggeriscono che essa puo’ mitigare l’ondata di obesita’”,
hanno aggiunto. Secondo i ricercatori, questo dato non passa
attraverso i messaggi di salute pubblica. “La prescrizione deve
essere piu’ precisa: c’e’ solo un modo efficace per perdere
peso ed e’ mangiare meno calorie”, hanno detto Cooper e Luke.

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