Newsletter
Video News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

(AGI) – Denver, 8 lug. – La dieta seguita dalla madre durante
la gravidanza spinge in futuro i bambini a cedere alla “voglia”
di alcol e sigarette. Se infatti la donna incinta si rimpinza
di cibo spazzatura, il cervello del bambino viene “programmato”
per godere della combinazione di drink alcolici e nicotina in
futuro. A scoprirlo e’ stato un gruppo di ricercatori della
Rockefeller University in uno studio presentato in occasione
del meeting annuale della Society for the Study of Ingestive
Behavior a Denver. Per arrivare a queste conclusioni gli
scienziati hanno effettuato una serie di esperimenti sui topi:
hanno confrontato la propensione alla nicotina e all’alcol di
topi “adolescenti” figli di mamme che in gravidanza hanno
seguita una dieta a base di cibi grassi o una dieta sana.
Ebbene, i topolini esposti a una dieta grassa prima della
nascita hanno cercato di ottenere una dose di nicotina e alcol,
molto piu’ di quanto hanno fatto i topi esposti a una dieta
sana. Secondo i ricercatori, le stesse conclusioni potrebbero
valere anche per gli esseri umani. (AGI)
.

(AGI) – New York, 8 lug. – I cattivi stili di vita – come
fumare, bere, essere in sovrappeso e inattivi – possono ridurre
la durata della vita di una persone di ben 23 anni. Queste le
conclusioni allarmanti di uno studio della Cambridge
University, pubblicato sulla rivista Jama. Secondo i
ricercatori, una combinazione di malattie cardiache e diabete
puo’ ridurre la vita di oltre un decennio. Ma, se una persona
sviluppa il diabete o soffre di ictus o infarto prima dei 40
anni d’eta’, l’aspettativa di vita puo’ essere ridotta di 23
anni. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno
analizzato i dati di oltre 135mila decessi tra piu’ di un
milione di partecipanti allo studio. Gli studiosi hanno
calcolato il calo dell’aspettativa di vita associato a una
storia di malattie cardiometaboliche, in combinazione con
diabete, ictus e attacchi cardiaci. Mentre la letteratura
scientifica e’ ricca di evidenze sul rischio di morte precoce
se si soffre di una di queste condizioni, sono scarsi gli studi
sull’associazione tra riduzione dell’aspettativa di vita e
tutte e tre le condizioni insieme. Cosi’ i ricercatori hanno
dimostrato che esiste un legame molto forte tra morte e queste
malattie sia negli uomini che nelle donne. Tuttavia, gli uomini
hanno meno probabilita’ di sopravvivere a queste condizioni
rispetto alle donne. Queste malattie sono prevenibili
attraverso il mantenimento di un peso sano, con l’esercizio
fisico regolare, con un’alimentazione sana, senza bere troppo o
fumare. “Abbiamo dimostrato che una combinazione di diabete e
malattie cardiache e’ associata a una speranza di vita
notevolmente inferiore”, ha detto Emanuele Di Angelantonio,
autore dello studio. “Un individuo sulla sessantina che ha
entrambe le condizioni ha una riduzione media dell’aspettativa
di vita di circa 15 anni”, ha aggiunto. Gli effetti sono stati
ancora piu’ evidenti a 40 anni d’eta’: con tutte e tre le
condizioni l’aspettativa di vita e’ stata ridotta di 23 anni
negli uomini e di 20 nelle donne. Gli uomini di 60 anni d’eta’
affetti da tutte le condizioni hanno perso in media 14 anni di
vita in media, mentre le donne 16 anni. (AGI)

(AGI) – Londra, 8 lug. – Un gruppo di ricercatori della
Birmingham University (Regno Unito) ha messo a punto un chip di
vetro placcato d’oro capace di individuare il tumore della
prostata prima degli altri test attualmente in uso. Economico e
semplice da usare, il nuovo sistema potrebbe essere utile nello
screening di tutti gli uomini anziani, cosi’ come oggi avviene
per le donne e il cancro al seno. Secondo quanto riportato
dalla rivista Chemical Science, lo speciali chip richiede solo
poche gocce di sangue per funzionare. Il test diagnostico per
il cancro alla prostata attualmente in uso consiste nella
misurazione dei livelli di una proteina chiamata antigene
prostatico specifico (Psa) nel sangue. Tuttavia, molte altre
malattie possono aumentare i livelli di Psa e quindi il test
puo’ portare a risultati sbagliati. Il risultato? Molti uomini
vengono allarmati inutilmente e sono costretti a sottoporsi a
invadenti biopsie. Un altro motivo che spiega l’inaffidabilita’
dei test attuali e’ che c’e’ piu’ di un tipo di Psa e i test
ora disponibili non riescono a distinguerli. Al contrario, il
nuovo test e’ in grado di rilevare solo il Psa indicativo per
il cancro alla prostata. E lo fa cercando una specifica
molecola di zucchero del Psa prodotta solo dagli uomini con il
tumore della prostata. Tuttavia, al momento e’ troppo presto
per stimare quanto sara’ efficace, ma i ricercatori sono molto
entusiasti. Se tutto andra’ come previsto, il test potrebbe
essere disponibile entro due anni a un costo inferiore alle 100
sterline. (AGI)
,

(AGI) – Milano, 8 lug. – Il 70 per cento dell’invecchiamento
della pelle dipende dal sole. Ma e’ possibile godersi una bella
tintarella senza mettere in pericolo la propria pelle. A dirlo
e’ Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano, secondo la
quale la pelle “deve essere curata prima, durante e dopo
l’esposizione al sole”.Secondo la specialista e’ possibile
preparare la pelle all’esposizione al sole intervenendo qualche
settimana prima di partire per le vacanze. “Un trattamento di
biorivitalizzazione permette di mantenere la pelle idratata per
tutta l’estate”, spiega Gilardino. Anche gli integratori
alimentari specifici per l’abbronzatura possono essere d’aiuto.
“Sono integratori a base di sostante naturali – ha spiegato il
chirurgo – e sono utili per la sintesi della melanina. In
questo modo la pelle viene predisposta all’abbronzatura”.
Durante l’esposizione al sole, invece, Gilardino ha
raccomandati l’uso di ottime protezioni solari, specie per le
persone bionde con la pelle delicata. “Non si tratta solamente
di un’accortezza per prevenire le scottature, ma soprattutto
per riparare la cute dai raggi ultravioletti e per mantenerla
ben idratata”, ha detto la specialista, secondo la quale anche
al rientro dalle vacanze l’attenzione non deve calare. “Occorre
continuare a curare la propria pelle per contrastare la
secchezza e mantenerne luminosita’, elasticita’ e tonicita’”,
ha premesso Gilardino, spiegando che, in casi di danni (es.
macchie), bisogna valutare caso per caso. (AGI)

(AGI) – Denver, 8 lug. – Mangiare troppi cibi grassi puo’
danneggiare i nervi dello stomaco che segnalano al cervello
quando siamo pieni. A scoprirlo e’ stato un gruppo di
ricercatori della University of Georgia in uno studio
presentato in occasione del meeting annuale della Society for
the Study of Ingestive Behavior a Denver. La ricerca e’ stata
condotta su topolini alimentati con una dieta ad alto contenuto
di grassi. Dai risultati e’ emerso che una dieta non sana puo’
alterare l’equilibrio dei batteri dell’intestino, incoraggiando
quelli che prosperano nel grasso a moltiplicarsi e uccidendo i
batteri che preferiscono il cibo piu’ sano. Questo puo’ portare
all’infiammazione dei nervi e, di conseguenza, al cervello non
arrivano i segnali della sazieta’. In pratica questo
cambiamento puo’ portare a “una cattiva comunicazione tra
intestino e cervello”, hanno spiegato i ricercatori. Ad esempio
il cervello puo’ continuare a pensare che il corpo abbia
bisogno di cibo quando in realta’ e’ gia’ pieno. Tuttavia, i
ricercatori non hanno ancora capito se questo cambiamento e’
permanente o meno. Secondo gli studiosi, i nostri corpi
sarebbero “programmati” per cibarsi di prodotti provenienti da
fonti naturali e quando si cambia dieta, aggiungendo alimenti
artificiali e altamente trasformati, e’ possibile che si
sconvolga l’equilibrio dei batteri intestinali che finiscono
per confondere il cervello. (AGI)
.

(AGI) – Los Angeles, 7 lug. – Le donne vengono comunemente
definite come il “sesso debole”, ma in realta’ a essere piu’
fragili sono proprio gli uomini. Uno studio della University of
Southern California ha dimostrato che gli uomini hanno una vita
piu’ breve delle donne perche’ sono piu’ inclini a sviluppare
malattie cardiache. Sarebbero quest’ultime, infatti, a essere
all’origine della diversa aspettativa di vita fra i due sessi.
Secondo i ricercatori, questo divario sarebbe emerso alla fine
del 20esimo secolo, cioe’ quando le persone tra il 1800 e
l’inizio del 1900 hanno iniziato a beneficiare della
prevenzione delle malattie infettive, di un’alimentazione
migliore e di altri comportamenti positivi per la salute. Lo
studio pero’ ha dimostrato che le donne hanno iniziato a
raccogliere questi benefici sulla longevita’ molto piu’
velocemente. Sulla scia di questa diminuzione di massa della
mortalita’ il gap tra i sessi e’, secondo i ricercatori, dovuto
a un maggior numero di decessi per malattie cardiache tra gli
uomini. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno
esaminato l’aspettativa di vita delle persone nate in 13 paesi
sviluppati tra il 1800 e il 1935. Concentrandosi sulla
mortalita’ negli adulti di eta’ superiore ai 40 anni, gli
studiosi hanno scoperto che nei soggetti nati dopo il 1800, il
tasso di mortalita’ delle donne e’ diminuito del 70 per cento
piu’ velocemente di quello degli uomini. Anche quando i
ricercatori hanno considerato malattie legate al fumo, le
patologie cardiovascolari sembrano essere la causa delle morti
in eccesso degli uomini con un’eta’ superiore ai 40 anni. Ora,
secondo i ricercatori, sarebbero necessari ulteriori studi per
capire se questa disparita’ fra sessi sia dovuta a stili di
vita, alimentazione o esercizio fisico, oppure possa avere
cause genetico e biologiche.

(AGI) – Milano, 7 lug. – La musica puo’ servire per aiutare le
persone colpite da ictus a riacquistare le capacita’ motorie.
Lo dimostra uno studio dell’Universita’ di Milano-Bicocca,
condotto in collaborazione con l’Istituto Auxologico
Italiano-IRCCS, pubblicato su Journal of Neuropsychology. La
ricerca ha coinvolto 11 persone colpite da ictus dell’emisfero
destro e affette da un deficit di esplorazione dello spazio
sinistro. Le lesioni all’emisfero destro, infatti,
compromettono la cognizione spaziale, essenziale per attivita’
quotidiane come attraversare la strada o vestirsi
autonomamente. I ricercatori hanno studiato gli effetti della
musica sui pazienti colpiti da ictus. Tre le fasi
dell’esperimento. In un primo momento e’ stato chiesto ai
partecipanti di premere da destra a sinistra i tasti di una
tastiera spenta. Senza percepire i suoni, i pazienti si
fermavano molto prima di raggiungere l’ultimo tasto, come se la
meta’ sinistra della tastiera non esistesse. In una seconda
fase la tastiera e’ stata accesa, ma i tasti riproducevano dei
suoni casuali. Anche in questo caso i partecipanti
all’esperimento non completavano l’esercizio e si fermavano
prima della fine della tastiera. Nella terza fase, la tastiera
riproduceva fedelmente l’ordine della scala musicale. E con le
note in ordine, gli undici partecipanti riuscivano a spingersi
oltre nell’esplorazione della tastiera, in alcuni casi
arrivando fino alla fine della strumento. I ricercatori hanno
quindi dimostrato che riprodurre i suoni della scala musicale
migliora significativamente l’esplorazione dello spazio nelle
persone affette da lesione cerebrale all’emisfero destro. Ecco
perche’ inserire alcuni esercizi musicali all’interno dei
classici percorsi riabilitativi potrebbe migliorare la
capacita’ motoria delle persone affette da ictus che, a causa
dei danni cerebrali, non percepiscono piu’ lo spazio sinistro
con gravi ripercussioni sulla capacita’ motoria.
.

(AGI) – Manchester, 7 lug. – Il fumo puo’ anche peggiorare gli
effetti dell’acne. Almeno questo e’ quanto emerso da uno studio
della Harrogate District Foundation Trust (Regno Unito),
presentato in occasione della conferenza annuale della British
Association of Dermatologist a Manchester. Lo studio ha
coinvolto 992 persone affette da una grave forma di acne in
cura presso l’unita’ di dermatologia dell’ospedale per un
periodo di otto anni. I ricercatori hanno osservato cicatrici
dell’acne, macchie o buchi a forma di cratere, nel 91 per cento
dei pazienti. E anche se i fumatori non sono risultati piu’ a
rischio cicatrici, i danni alla loro pelle sono risultati piu’
gravi. Piu’ della meta’ dei fumatori (53,7 per cento), infatti,
ha presentato cicatrici moderate o gravi a fronte di poco piu’
di un terzo (35 per cento) dei non fumaoti. “La correlazione
osservata tra fumo e gravita’ delle cicatrici – ha detto Raman
Bhutan, autore dello studio – suggerisce che il fumo puo’
aumentare la gravita’ delle cicatrici in una persona con
l’acne”. I risultati dello studio, quindi, suggeriscono di
stare alla larga dal fumo, specialmente i piu’ giovani. “E’
necessario un ulteriore lavoro per confermare questi risultati
e per comprendere i meccanismi”, ha concluso Bhutani.
.

(AGI) – New York, 7 lug. – Ci sono alcune persone che verso i
30 anni d’eta’ possono fermare il processo di invecchiamento.
Uno studio internazionale, che ha coinvolto quasi 954 uomini e
donne di Dunedin (Nuova Zelanda), ha rilevato che in un periodo
di 12 anni tre dei partecipanti non ha mostrato alcun segno di
deterioramento. In pratica, biologicamente non sono invecchiati
neanche di un anno. Anzi, stando ai risultati pubblicati sulla
rivista Proceedings of the National Academy of Science, hanno
cominciato a sembrare piu’ giovani. Secondo i ricercatori,
queste persone potrebbero essere la chiave per lo sviluppo di
una sorta di “fonte della giovinezza”. Tuttavia, mentre tre
partecipanti allo studio sembrano aver ingannato il tempo,
altri invece sono biologicamente invecchiati di tre anni per
ogni anno solare. Per valutare lo stato interno dei soggetti
gli studiosi hanno messo a punto una misura chiamata “eta’
biologica”. A questa misura si e’ arrivati valutando la
funzione dei reni, dei polmoni, il metabolismo, il sistema
immunitario e la salute dentale. Sono stati inoltre misurati i
telomeri, quei “cappucci” che si trovano all’estremita’ dei
cromosomi associati all’invecchiamento. Questo ha permesso
cosi’ di calcolare l’eta’ biologica che variava da meno di 30
anni a quasi 60 anni d’eta’, nonostante tutti i soggetti
avessero 38 anni. Tramite questa speciale misura i ricercatori
hanno scoperto che alcuni 38enni avevano il corpo di un 60enne.
Mentre altri avevano un corpo di ben 8 anni piu’ giovane
dell’eta’ reale. E tre non sono “invecchiati” proprio per tutto
il tempo dello studio. Ulteriori test hanno rilevato che quelli
che sembravano piu’ vecchi dentro sono apparsi allo stesso modo
agli occhi degli altri, quindi anche fuori. L’obiettivo dei
ricercatori e’ quello di riuscire a intervenire sul processo di
invecchiamento in se’, piuttosto che affrontare singolarmente
le malattie “killer”. “Quando si invecchia – ha spiegato Dan
Belsky, docente di Geriatria alla Duke University negli Stati
Uniti – cresce il rischio per tutti i tipi di malattie. Per
impedire contemporaneamente lo sviluppo di malattie diverse, il
bersaglio deve essere l’invecchiamento stesso”.
.

(AGI) – Manila, 6 lug. – Le autorita’ filippine hanno
confermato un secondo caso di Mers, la nuova sindrome
respiratoria mediorientale. Si tratta di un uomo di 36 anni
arrivato nelle Filippine da Dubai. L’uomo si e’ ammalato lo
scorso due luglio ed e’ stato subito ricoverato in isolamento
presso il Research Institute of Tropical Medicine di
Muntinlupa, a 30 chilometri da Manila. Ora le autorita’ stanno
cercando di rintracciare 200 persone entrate in contatto con il
paziente che presenta livelli bassi del virus e che ora si sta
riprendendo. La prima persona risultata positiva al coronavirus
nelle Filippine e’ stata un’infermiera rientrata dall’Arabia
Saudita a febbraio. La Mers, per cui oggi non si conosce una
cura, ha ucciso quasi 500 persone in tutto il mondo. La Corea
del Sud e’ il paese che ha registrato il maggior numero di casi
di Mers: 185 persone sono risultate positive al virus, di cui
33 sono poi decedute. (AGI)

Flag Counter
Video Games