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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Bethesdanon sembra essere interessata alla produzione di film sui propri videogames di successo: secondo il responsabile marketing  Phil Hines è un rischio non avere, come succede con i film, il pieno controllo creativo quando altri dirigono e raccontano storie basate sui personaggi dei videogiochi.

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Sebbene sia un rischio lasciare che qualcun altro prenda le decisioni su come raccontare i propri personaggi, Bethesda lascia aperta la porta a Peter Jackson: se il regista bussasse alla porta della casa di sviluppo dichiarando di voler fare un film su Dishonored, Fallout o The Elder Scrolls sarebbe sicuramente preso in considerazione, dal momento che è uno dei pochi – a detta di Hines – ad aver dimostrato di saper interpretare il lavoro di altri con trasposizioni cinematografiche in grado di mantenere l’idea originale dell’autore.

Già prima dell’E3 2016 insistenti rumor lasciavano intendere che Take Two Interactive era al lavoro su di un nuovo gioco della serie Red Dead. All’evento di Los Angeles non è stato poi annunciato nulla, ma i rumor si fanno più vivaci proprio ora, in occasione dell’imminente Gamescom di Colonia.

Red Dead

Da quanto emerso fin’ora parrebbe che Rockstar abbia intenzione di sviluppare un nuovo Red Dead con almeno due protagonisti principali il che, visto l’incredibile successo di Grand Theft Auto V, non stupisce come decisione. Non si sa però a che punto sia lo sviluppo, pertanto non è detto che alla Gamescom le case di sviluppo siano in grado di annunciare o mostrare qualcosa ufficialmente. Certo è che noi per primi speriamo di scoprire di più in quel di Colonia.

Sean Murray, direttore creativo di Hello Games, ha confermato che i server di gioco si No Man’s Sky saranno separati per i giocatori PC e per quelli Playstation 4. È difficile incappare in altri giocatori con diciotto triliardi di pianeti da esplorare, ma se vi dovesse capitare sappiate che chi avete incontrato sta giocando sulla vostra stessa piattaforma.

No man's Sky dino

Murray ha scherzato dicendo che la separazione dei server è un’esperimento: una volta scoperto un pianeta in No Man’s Sky il giocatore può nominarlo a piacere (soltanto il pianeta, gli eventuali alieni presenti hanno già un nome dato loro dagli sviluppatori). Murray è curioso di vedere quali saranno i nomi più bizzarri e se verranno dai giocatori Playstation o da quelli PC. Certo è che mentre gli utenti PS4 si possono già sbizzarrire, quelli PC dovranno attendere fino al 12 agosto per iniziare a nominare pianeti.

Bandai Namco ha registrato due titoli, Road to Boruto e Narutimate Storm Trilogy, lasciando intendere che ben presto potrebbero essere svelati un nuovo titolo con protagonista il Ninja Naruto, così come un’edizione remaster della trilogia Ultimate Ninja Storm.

Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm Revolution

Al momento non abbiamo altre informazioni a riguardo, ma di certo la registrazione dei nomi accenderà molte speranze nei cuori dei fan del brand.

Tra gli aggiornamenti di giugno 2016 del PSN Europeo vi è una clausola che potrebbe allarmare molti utenti: pare infatti che Sony potrebbe chiudere gli account PSN inattivi per più di 24 mesi, il tutto senza rimborsare eventuali fondi presenti sull’account al momento dell’estinzione. Sembra che la clausola sia stata inserita soltanto – per ora – nell’aggiornamento degli account europei, e che Sony non intenda realmente chiudere degli account, quanto piuttosto pararsi le sspalle contro utilizzi ai limiti dei termini di servizio.

PSN

Nel dubbio, se non vi siete recentemente loggati al vostro account PSN, vi consigliamo di fare un giro sullo store, giusto per evitare spiacevoli inconvenienti nel momento in cui Sony decidesse di attuare quella che per il momento è soltanto una clausola studiata per disincentivare pratiche scorrette di utilizzo del proprio network.

No Man’s Sky è un gioco stellare, ma non solo perchè ambientato nello spazio: Hello Games ha lavorato duramente negli ultimi anni per far sì che il gioco generasse in maniera totalmente random triliardi di pianeti da esplorare, rendendo di fatto ogni esperienza in No Man’s Sky differente dalle altre. Una console più potente potrebbe quindi offrire molte più possibilità e potenza di calcolo al gioco, che certamente ne beneficierebbe sotto molteplici aspetti.

No Man's Sky

Sean Murray, direttore creativo di Hello Games, ha spiegato come PS4 Neo sarà in grado di dare a No Man’s Sky molto di più che un semplice cambio di look con texture migliorate e frame rate più fluido. Murray sogna già di utilizzare la nuova console per generare mondi più densi di esperienze: “Immaginate più alberi nelle foreste, e sugli alberi più foglie“, ha dichiarato, “Poi moltiplicate questa sensazione per ogni pianeta, condizione atmosferica e creatura all’interno dell’universo di No Man’s Sky: non sarà soltanto il comparto grafico, ma l’intera esperienza a subire drastici miglioramenti“.

Non ci resta a questo punto che attendere settembre, anche per capire quanto Sony permetterà agli sviluppatori di rendere sostanzialmente differenti le versioni di No Man’s Sky su Playstation 4 e su PS4 Neo.

#KILLALLZOMBIES è disponibile da oggi per Xbox One. Il titolo, sviluppato da Beatshapers, si basa su una distorta rivisitazione dell’apocalisse zombi prendendo spunto dalla saga cinematografica di The Hunger Games: i personaggi del gioco sono chiamati a sopravvivere a orde di migliaia di non morti in nome dello sport entertainment, come protagonisti di un programma in cui sono i telespettatori a decidere quale tipologia di zombie lasciar uscire dalle gabbie.

Killallzombies

È possibile scaricare il gioco dallo store Microsoft a partire da oggi.

L’estate giunge verso la fine, per cui è di nuovo tempo di fiere: Gamesource ritorna a Comicspopoli con un’area games rinnovata e un’ospite giapponese d’eccezione!comicspopoli_logo_nuovo-830x842

Comicspopoli 2016 è la terza edizione dell’evento fieristico dedicato a fumetti, animazione e videogiochi che si terrà a Forlimpopoli (FC) dal 2 al 4 settembre all’interno del centro storico, chiuso a traffico e passanti apposta per l’occasione.

Troverete il nostro stand sabato 3 e domenica 4 settembre all’interno di uno dei padiglioni (vi aggiorneremo prossimamente con la posizione precisa) e potrete provare con mano le ultime novità per PC e console, chiederci tutto quello che volete sull’imminente Gamescom e persino ottenere qualche gioco gratis!

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Non finisce qui: grazie a una partnership con Nip Pop potrete partecipare a ben quattro workshop del maestro Yoshioka Satoshi, charater designer e illustratore famoso per i suoi lavori su Snatcher, Policenauts e tanti altri titoli.

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Nell’attesa di maggiori informazioni vi lasciamo con qualche link utile:

Programma completo: http://lnx.comicspopoli.it/programma/

Pagina FB dell’evento: https://www.facebook.com/events/1680683975527561/

Informazioni su Nip Pop: http://www.nippop.it/it

Profilo Tumblr di Yoshioka Satoshi: satoshi-yoshioka.tumblr.com

 

 

2K ha rilasciato un nuovo trailer ufficiale per Bioshock: The Collection dal titolo “Revisit Rapture” quando manca circa un mese all’uscita della raccolta.

Onestamente questo trailer non mostra molto su Bioshock: The Collection, e le immagini potrebbero tranquillamente appartenere ai titoli originali usciti tra il 2007 e il 2013 ma in ogni caso fornisce alcune informazioni utili.

Alla fine del video infatti abbiamo la conferma che Bioshock: The Collection conterrà Bioshock, Bioshock 2 e Bioshock: Infinite insieme a tutti i DLC single player usciti e sarà disponibile dal 13 Settembre per PC, PlayStation 4 e Xbox One.

Dopo l’annuncio di un anno fa e la campagna di crowdfunding su Kickstarter andata per il meglio, We Happy Few è ora disponibile in accesso anticipato per PC e Xbox One. Ci siamo presi un po’ di tempo per provare questa versione alpha del gioco, andando a tastare con cura quelle che sono le intriganti caratteristiche del nuovo gioco di Compulsion Games. Il trailer dell’E3 di quest’anno ci aveva convinti della sua forza, ma a giudicare da quello che abbiamo visto c’è ancora molto da fare (e da aggiungere) prima di poter godere di una versione definitiva di tutto rispetto.

Le vicende di We Happy Few si svolgono in una distopica cittadina inglese retro-futuristica chiamata Wellington Wells, un luogo dove tutti i cittadini sono costretti a prendere una droga chiamata “Joy”: queste pillole hanno l’effetto di cancellare tutti i pensieri negativi, riducendo le reazioni agli stimoli esterni e creando alle volte strambe allucinazioni. Chiunque venga anche solo sospettato di non assumere la sua dose giornaliera di Joy, viene etichettato come guastafeste (downer) e perseguito dalla polizia aiutata dai “joyosi” cittadini. Nonostante le premesse paradisiache (che possono ricordare alla lontana Bioshock), il risultato di tale assuefazione provoca situazioni macabre e grottesche, nascoste sotto strati di ilarità.

We Happy Few

Arthur Hastings, un addetto alla censura dei giornali, è il personaggio principale di cui vestiremo i panni in questo survival game. Nelle sequenze iniziali Arthur dovrà consultare delle notizie attraverso un macchinario, cercando di filtrare quelle più negative. Durante tali controlli incontra uno stralcio che gli riporta alla mente dei brutti ricordi, insieme a un dilemma: assumere una dose di Joy e dimenticarsene (arrivando ai titoli di coda), oppure affrontare la realtà. Optando per la seconda scelta, Arthur inizierà a ribellarsi e partirà così la sua e la nostra avventura.

Dopo un ispirato intro di qualche minuto Arthur sarà rinchiuso in una specie di ghetto destinato ai downer, dove sarà possibile allenarsi con le meccaniche di gioco tramite un soddisfacente tutorial. Le ambientazioni che ci vengono mostrate sono molto meno curate rispetto a quelle presentate inizialmente e dimostrano quanto questa parte della città sia più trascurata. Il quartiere consiste in spazi verdi ed edifici proceduralmente generati e quindi sempre diversi. In giro per la zona sarà possibile procurarsi cibo, acqua e altri materiali, attraverso cui creare le prime armi o altri oggetti tramite il sistema di crafting.

We Happy Few

Le prime pecche di We Happy Few si evincono qualche istante dopo della fine del tutorial. Arthur viene lanciato nell’azione senza una vera e propria motivazione: mancano cioè gli indizi sullo scopo e sulla destinazione da dover raggiungere. Essendo un sandbox/survival non è sempre necessaria tale specifica, ma essendoci in questo caso una forte componente narrativa gran parte dell’interesse mostrato inizialmente va a scemare a causa della mancanza di un obiettivo. Lo stato attuale del gioco magari non consente di avanzare giudizi definitivi, ma difficilmente il titolo diverrà molto più “story driven con i prossimi aggiornamenti (nonostante gli sviluppatori parlino di tre possibili narrazioni percorribili).

Il gameplay è generalmente ancora troppo abbozzato motivo per cui non è strano esserne facilmente annoiati. Le quest secondarie cercano di rendere meno dispersivo il girovagare per le mappe di gioco ma risultano troppo semplici se non confuse, a causa di un’interfaccia non sempre convincente. Eliminate le missioni non resta che rovistare tra i bidoni dei rifiuti alla ricerca di qualche oggetto utile alla nostra causa.

We Happy Few

In fin dei conti We Happy Few è prevalentemente un gioco sulla creazione di bende e grimaldelli e qualche oggetto contundente (almeno per ora), con l’aggiunta di una certa struttura, a tratti stabile e a tratti cedevole, che consente di essere premiati con il raggiungimento di nuove aree e con qualche piccola reward. Ancor peggio è l’interazione con i personaggi secondari la cui intelligenza artificiale funziona a malapena: è a dir poco straziante anche il modo in cui continuano a ripetere incessantemente le medesime linee di dialogo. Sarete costretti a ucciderli.

Ben diversa è la questione grafica. L’atmosfera ricreata è davvero piena di personalità, soprattutto grazie all’utilizzo efficace di un motore grafico sfruttato quasi a pieno (Unreal Engine 4). Non parliamo certo di uno stile all’avanguardia ma comunque nettamente ispirato e riuscito. Le originali ambientazioni richiamano delle sensazioni orwelliane: le stanze e gli uffici della censura sono colmi di macchine analogiche e mobili che ricordano gli anni ’60. Non rimane di certo isolato il comparto audio, che anzi riesce a trovare il giusto equilibrio tra lo psichedelico e l’assurdo: un ottimo modo per dare ancora più sapore all’atmosfera di gioco.

Stando a quanto raccontano gli sviluppatori, We Happy Few è un titolo completo solo al 50%. Gli entusiasmi iniziali sono di molto scemati di fronte a questa versione un po’ troppo scanzonata: dopo qualche ora è facile annoiarsi e il perma-death non aiuta. L’interesse comunque rimane invariato perché siamo curiosi di vedere come i feedback dei giocatori andranno a influenzare il prodotto finale, anche se non ne siamo più entusiasti come prima.

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