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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Ubisoft ha confermato Assassin’s Creed The Ezio Collection, ossia una raccolta dei tre titoli che raccontano le vicende di Ezio Auditore, rimasterizzati per le odierne console. Il pacchetto conterrà Assassin’s Creed 2, Brotherhood e Revelation’s. Ubisoft ha inoltre aggiunto un trailer, e ha annunciato che sarà presente solamente la modalità single-player, mentre il comparto multiplayer contenuto da Brotherhood non sarà giocabile.

Assassin’s Creed The Ezio Collection uscirà su PlayStation 4 e Xbox One il 15 Novembre 2016.

Anche Resident Evil 7 godrà dei benefici del 4K e dell’HDR su PlayStation 4 Pro, grazie alla compatibilità annunciata oggi da Capcom.resident-evil-7.jpg.optimal

Ricordiamo che Resident Evil 7, annunciato allo scorso E3 2016, sarà giocabile su PlayStation 4 tramite VR e sulle console tradizionali.

Nonostante non ci sia ancora una conferma ufficiale è possibile che il supporto 4K e HDR possa arrivare anche sul lato Xbox One S.

Resident Evil 7 uscirà il 24 Gennaio 2017 su PC, Xbox One e PlayStation 4 col pieno supporto a PlayStation VR.

Dopo gli assaggi della Gamescom 2016 per Dishonored 2 è giunto il momento di un nuovo trailer rilasciato oggi da Bethesda che ci mostra Corvo Attano in azione.

Il video dal titolo “Ancora una volta” mostra tutto il potenziale delle abilità di Corvo, i cui poteri sono migliorati rispetto al capitolo iniziale della serie.

Un esempio? Traslazione permetterà a Corvo di fermare il tempo mentre si sceglie il punto di arrivo mentre con Possessione sarà possibile passare da un ospite all’altro in modo da muoversi in modo furtivo.

Ricordiamo che in Dishonored 2, secondo capitolo della serie create da Arkane Studios, potremo impersonare l’Imperatrice Emili Kaldwin o il Protettore Reale Corvo Attano.

Dishonored 2 sarà disponibile a partire dall’11 Novembre per PC, Xbox One e PlayStation 4.

Nel lontano 1985 il genio di Yuji Horii diede vita, assieme al suo studio Armor Project, alla famosa saga di Dragon Quest. Questa è una delle saghe JRPG più popolari al mondo, assieme a quella anche più rinomata di Final Fantasy, ma che per lungo tempo è rimasta sconosciuta a noi europei. Conosciuta col nome di Dragon Warrior in America a causa di problematiche legate ai copyright, solamente nel 2002 ha ottenuto finalmente il suo nome originale e la prima uscita anche per noi italiani con Dragon Quest VIII su Playstation 2 (del quale ora attendiamo con ansia il remake su Nintendo 3DS).

Da allora i vari titoli di Dragon Quest sono usciti anche da noi con ottimi remake su Nintendo DS, e con il settimo capitolo finalmente il cerchio si chiude portando nelle nostre mani l’esperienza completa. Dopo 16 anni dalla sua uscita originale su Playstation, ecco che arriva su Nintendo 3DS un remake completo di Dragon Quest VII: I Guerrieri dell’Eden, rinominato per l’occasione Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato.

Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato

Gli ultimi rimasti sulla Terra

Ci troviamo su una pacifica isola in mezzo all’oceano, chiamata Estard. A quanto dice la gente pare essere l’unico appezzamento di terra rimasto sulla faccia della Terra: oltre l’isola c’è solo sconfinato, infinito mare. Il nostro eroe e il suo amico Kiefer, principe di Estard, investigano in segreto su un luogo misterioso dove pare siano state rinvenute delle tavolette che raccontano di terre passate, fiorenti e piene di vita. Quando l’eroe partirà per mare con suo padre, famoso marinaio, inizierà un’avventura che lo vedrà salvare il mondo, riportando in superficie ogni luogo dimenticato dalla Dea viaggiando nel passato per visitarlo e ripristinarlo. Riusciranno l’eroe e il principe Kiefer, seguiti da altri compagni, a riportare il mondo allo stato originale e a salvarlo dalle grinfie del Signore dei Demoni?

Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato

Un universo in 3 dimensioni

Il gameplay basilare di Dragon Quest VII è rimasto immutato dal gioco originale, e anche rispetto ai capitoli precedenti della saga. Abbiamo tra le mani quindi un JRPG nudo e crudo dallo stile classico, con esplorazioni di mappe e dungeon, conversazioni con PNG fermi al loro posto e battaglie a turni dove potremo scegliere la nostra strategia tra attacchi, magie, abilità, difesa e oggetti. Nulla di nuovo fin qui, tutto è uguale a ciò che abbiamo vissuto sin dalle origini dei videogiochi di ruolo dai tempi di NES e SNES. Cos’è allora che è cambiato in questi 16 anni che hanno separato Dragon Quest VII dal suo remake tanto atteso?

Innanzitutto, e questo è scontato, abbiamo una grafica nuova fiammante. Tutto il mondo di Dragon Quest VII è stato ricreato da zero in tre dimensioni, con tanto di telecamera controllabile e uno stupendo 3D stereoscopico grazie alla console portatile Nintendo. I luoghi sono colmi di personalità e ottimamente caratterizzati e i personaggi sprizzano l’energia del character design di Akira Toriyama da tutti i pori, arricchiti dal loro nuovo aspetto che si andrà a modificare a seconda della classe di combattimento percorsa. La colonna sonora rimane quella di un tempo, addirittura in midi, sebbene la qualità dei giorni d’oggi offra senz’altro una resa migliore.

La modifica più importante in assoluto riguarda gli incontri casuali con i nemici: se nella precedente versione dovevamo affrontare uno scontro casuale dopo alcuni passi, nel remake i nemici sono visibili su schermo e potremo quindi decidere se combatterli oppure evitarli. Ciò permette un grado di interattività e di strategia che lascia all’utente la possibilità di grindare quando necessario ma di proseguire spediti con la storia quando più lo si desidera, saltando fasi di combattimento in momenti che potrebbero risultare frustranti. Gli unici momenti in cui torneranno in gioco gli incontri causali saranno quelli durante i viaggi in nave.

Per ottenere il massimo dal grinding, in ogni caso, potremo approfittare di sporadici momenti nella storia in cui si unirà al nostro gruppo un “guest character”, che rimarrà a combattere al nostro fianco (in maniera del tutto non controllabile) fino al termine della missione in corso. Occasione perfetta per utilizzare potenza di campo extra e ottenere punti esperienza facili per il nostro gruppo di eroi.

Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato

Parlando di avanzamento nella storia, la trama è particolarmente lenta rispetto ai giochi di ruolo di oggi. Se un tempo i giocatori erano disposti ad immergersi nella storia anche molto a lungo prima di entrare in azione, pratica di cui troviamo l’estremo in Xenogears, oggi tendono ad annoiarsi molto facilmente e non sarebbero in grado di resistere alla decina di ore che fungevano da preambolo in Dragon Quest VII. E’ per questo che la parte iniziale ha subìto molti tagli ed è stata accorpata di modo da far recepire al giocatore un’idea generale di lore in poco tempo, ma nonostante ciò ci troviamo di fronte a uno dei giochi più longevi di sempre, che necessita di oltre cento ore per essere portato a termine senza contare le innumerevoli quest secondarie.

L’esperienza di gioco viene ulteriormente arricchita grazie a una nuovissima modalità Streetpass, che permette di condividere delle tavolette con gli amici che incontreremo. Tali tavolette, che sono circa sessanta, sbloccano un nuovissimo dungeon ciascuno, nel quale potremo sfidare mostri e boss provenienti dagli altri capitoli della serie Dragon Quest e ottenere ricompense esclusive. Per coloro che hanno difficoltà a incontrare persone saranno comunque presenti degli utenti Streetpass fittizi con i quali scambiare tavolette. Molti di questi dungeon offriranno una sfida addirittura più alta della fase finale dell’avventura, così da lasciare agli utenti del divertimento anche una volta che il titolo sarà stato completato. Come se ciò non bastasse sono presenti, oltre alle side quest, anche svariati minigiochi ripercorrenti nella saga di Dragon Quest, come l’immancabile slot machine, il poker, e altri giochi del casinò.

Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato

In conclusione

Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato offre un’esperienza definitiva per tutti coloro che sono ancora in cerca di un gioco di ruolo dal gameplay classico. Combattimenti a turni, storia semplice, tante sidequest, puzzle ambientali e longevità letteralmente alle stelle, il tutto per almeno 200 ore di gioco. La trama è abbastanza scontata e molto, molto lenta nell’ingranare, tuttavia se si è in grado di passare oltre a ciò, avrete tra le mani un vero e proprio gioiello. Con questo tutti i capitoli di Dragon Quest sono disponibili in Europa, ad esclusione dell’ultimo arrivato MMORPG. Il cerchio quindi si chiude, e il settimo capitolo gode del miglior remake mai creato per la serie di Yuji Horii.

NOTA: Purtroppo non è stato possibile provare il comparto online di Pro Evolution Soccer 2017, a causa dei server non ancora resi disponibili da Konami. La modalità MyClub non è stata quindi testata in alcun modo, così come le altre modalità online come le Divisioni. Aggiorneremo la recensione, e daremo un giudizio finale, una volta aperti i server con il lancio ufficiale.

In questo periodo dell’anno è sempre parecchio intensa la lotta per il miglior videogioco calcistico, gara che presenta sempre due contendenti: da una parte il colosso di Electronic Arts ossia FIFA, e dall’altra lo sportivo per eccellenza di Konami, ovvero Pro Evolution Soccer. È una di quelle partite però che non ha sempre un vincitore assoluto, ma relativo, poiché il mondo dei giocatori affezionato a questa tipologia di prodotti si è da sempre schierata con uno o l’altro videogioco, talvolta in maniera eccessivamente “sentimentale”.

Nonostante i gusti personali siano fondamentali per la scelta del proprio titolo preferito, è impossibile negare come Pro Evolution Soccer abbia perso nel corso degli anni lo scettro di Re incontrastato del videogame calcistico, in maniera forse troppo crudele e spietata. Se nel 2014 si prospettava un miglioramento del titolo, il 2015 è stato invece l’anno della delusione, soprattutto a causa di una Konami parsa poco interessata al proprio calcistico, lasciato a sé stesso per molto tempo. Con rinnovata speranza (dopo una Demo tutto sommato gradevole e soddisfacente) abbiamo potuto finalmente mettere mano al nuovo Pro Evolution Soccer, che promette ogni anno ai giocatori un netto miglioramento e, stavolta, un supporto maggiore da parte della casa di sviluppo giapponese. Quindi fischietto in bocca, e calcio d’inizio. Pro Evolution Soccer 2017 si scrollerà di dosso il passo falso dello scorso anno?

Pro Evolution Soccer 2017

Gameplay d’impatto

Il primo impatto è ovviamente quello dei menù di gioco, che sono stati in parte cambiati rispetto alla scorsa edizione, ma mantengono la stessa struttura “a schede”, con in primo piano le modalità più utilizzate dell’utente, come una sorta di cronologia. Il rinnovamento quindi è molto limitato, ma nel complesso le modalità di gioco sono ben esposte e facili da trovare, così come le opzioni di qualsivoglia genere. Una volta avviato il gioco ed esplorato il menù ci siamo subito fiondati su una partita d’esibizione, con ovviamente il palco della Champions League come sfondo. Scelte le squadre e impostate le opzioni, la prima cosa che abbiamo potuto osservare sono i veloci caricamenti pre-partita, molto migliorati rispetto a quelli della scorsa edizione del gioco. Le ottime impressioni sul gameplay avute con la versione Demo, in questa edizione definitiva di Pro Evolution Soccer sono pienamente confermate, e il titolo presenta un sistema di gioco divertente, mai frustrante o impossibile da padroneggiare e molto curato.

Pro Evolution Soccer 2017

L’impatto grafico e tecnico con il titolo Konami è ottimo, con una fluidità a schermo eccellente e una cura maniacale per i visi dei giocatori. Unico neo è talvolta durante i replay delle azioni salienti, che non mantengono la stessa fluidità e pulizia dello scenario di gioco principale. Il comparto legato alle animazioni è anch’esso di grande qualità, con numerosi movimenti dei calciatori a seconda della situazione in campo. Un elogio anche per gli stadi che risultano essere ben ricostruiti sotto ogni aspetto, così come è sicuramente positiva l’atmosfera dei tifosi sugli spalti.

Il miglioramento più evidente per il comparto di gioco è quello relativo ai portieri, e in generale alla difesa. L’estremo difensore della nostra porta infatti è ostico da superare, rendendo le partite molto più equilibrate e reali. Certo, in alcuni casi capita di osservare degli errori ad esempio sulle respinte ma tutto sommato segnare e subire una rete è divenuto molto più complesso. Passando invece al comparto difensivo oltre la porta, la questione è leggermente più difficile da discutere. Abbiamo giocato molte partite a Pro Evolution Soccer e il nostro verdetto sulla porzione di difesa del campo è positivo, ma con qualche riserva. Una critica comune alle scorse edizioni del gioco era legata ai passaggi filtranti, che troppe volte mandavano in porta l’attaccante senza una reazione degna di nota della difesa. Questo problema è stato nettamente migliorato, e i passaggi alti e filtranti adesso sono meno efficienti, grazie soprattutto a un ottimo posizionamento dei giocatori in campo. L’aggressività e decisione della difesa si scontra però con alcune situazioni non per nulla positive, e difatti non capita di rado che pressando la difesa avversaria questa si lasci rubare il pallone con estrema facilità, creandoci le premesse per un’azione da gol. In altre parole, i difensori invece che passare la sfera ai compagni tendono a tenerla per troppo tempo ai piedi, e sotto pressione dei nostri giocatori è molto semplice rubarla.

Pro Evolution Soccer 2017

Nota positiva, finalmente, anche per gli arbitri che sono risultati essere molto più severi rispetto alla scorsa edizione del gioco. Talvolta però i falli che in realtà dovrebbero essere da cartellino rosso (ad esempio nelle chiare azioni da gol) non vengono così tanto penalizzati, e si arriva al massimo al cartellino giallo. Non è una situazione comune, ma è successo.

Come avevamo sottolineato durante la prova della Demo, un fattore importante che non viene ancora considerato da Konami riguarda la stanchezza dei giocatori. Un calciatore completamente stanco, riesce comunque a scattare ed essere lucido nel passare il pallone e calciare verso la rete. Una situazione surreale, che ci aspettavamo migliorasse in questa edizione. Altra osservazione riguarda i passaggi lunghi, che sembrano essere sempre troppo “telecomandati”, ma in questi casi giocare con i controlli manuali renderà tutto più difficile e realistico. Accanto al campo di battaglia vi è un interessante comparto tattico, che è stato in questa edizione migliorato e integrato. Sarà possibile infatti assegnare ai tasti direzionali alcune “istruzioni avanzate” che vanno a cambiare drasticamente il piano di gioco della nostra squadra. Un esempio è il comando che permette ai terzini di muoversi con decisione verso la zona offensiva, tattica che però è indubbiamente pericolosa, lasciando la zona di difesa semi sguarnita. Comunque sia, le istruzioni avanzate funzionano alla grande e una volta presa familiarità con questi comandi, il sistema di gioco cambia nettamente.

Pro Evolution Soccer 2017

Master League, alti e bassi

La modalità regina di Pro Evolution Soccer è sempre stata, per la stragrande maggioranza dei fan, la Master League, ossia una sorta di carriera allenatore che quest’anno si è arricchita con numerose novità come l’ultimo giorno di calciomercato, la possibilità dei prestiti per sei mesi, la tanto insperata separazione dei budget per i trasferimenti e gli stipendi, la personalizzazione profonda del nostro alter-ego in panchina e altre piccole chicche come l’opportunità di scegliere durante la nostra carriera un giocatore preferito all’anno. Sono certamente degli elementi che aumentano di molto il realismo e il divertimento di questa modalità. Se da una parte siamo rimasti soddisfatti di queste migliorie, dall’altra però abbiamo constatato come alcuni problemi che affliggevano le scorse edizioni della Master League persistono anche quest’anno. Un esempio lampante è il mancato aggiornamento dei partecipanti alle competizioni europee (che sono ferme al 2008-2009) e le folli offerte di alcune squadre verso giocatori anche molto avanti con l’età. Se riuscirete a passare sopra questi difetti, allora la Master League vi regalerà anni (virtuali) di puro divertimento, ma noi sinceramente ci aspettavamo qualcosa in più. Non fraintendete il giudizio, è una modalità che mantiene sempre un certo tipo di fascino e divertimento, ma sono evidenti anche i limiti di questa tipologia di contenuto.

Pro Evolution Soccer 2017

Pro Evolution Soccer 2017

Licenze e Community

Il capitolo delle licenze in Pro Evolution Soccer è sempre stato un punto cruciale per i giocatori. Mai come quest’anno infatti le squadre completamente licenziate sono veramente esigue, e per alcuni utenti questo vuol dire a prescindere evitare l’acquisto del gioco. Non vogliamo entrare nei meandri delle trattative per il marchio delle squadre, ma un distacco così forte dal concorrente è sicuramente un difetto non da poco, che scoraggia molti giocatori all’acquisto. Ci sentiamo comunque di sottolineare come il lavoro degli “editor” e della community di PES sia sempre di altissimo livello, e inoltre quest’anno è stata aperta la possibilità di importare le divise e le modifiche tramite chiavetta USB anche per la versione PlayStation 4. Aspettiamoci quindi già al lancio del gioco un enorme mole di contenuti creati dagli utenti.

Pro Evolution Soccer 2017

La nostra prova del gioco è stata svolta su una versione del gioco ancora priva degli aggiornamenti all’ultimo periodo di calciomercato. Konami, dopo la pessima situazione dello scorso anno, ha promesso un aggiornamento completo al lancio ufficiale e inoltre degli update settimanali che andranno a modificare i valori dei giocatori in linea con le prestazioni reali in campo.

Pro Evolution Soccer 2017

Pro Evolution Soccer 2017 si è dimostrato un gioco in netto miglioramento rispetto alla scorsa edizione, con un gameplay divertente e coinvolgente. In attesa di provare la componente online del gioco, possiamo ritenerci soddisfatti del titolo Konami, che ha ascoltato i feed degli appassionati, rendendo più aggressiva e precisa la CPU, con difesa e portiere finalmente all’altezza. Non tutto è però oro, perché alcune piccole imprecisioni nella Master League (che perdurano da molto tempo) e l’ormai costante problema delle licenze può penalizzare il titolo, rispetto al diretto concorrente. Senza però fare confronti con altri giochi, Pro Evolution Soccer 2017 è un ottimo titolo calcistico che vi terrà incollati al pad per molte ore.

Per festeggiare i 30 anni di Dragon Quest e Final Fantasy, Square-Enix ha annunciato ,durante la conferenza Sony al Tokyo Game Show 2016, l’arrivo di Itadaki Street: Dragon Quest and Final Fantasy 30th Anniversary. 

Si tratta di un board game, simile al gioco dell’oca, con personaggi provenienti dall’universo di Dragon Quest e Final Fantasy.

Itadaki Street è una serie storica in Giappone, il primo titolo risale al 1991, che sfortunatamente in occidente ha potuto conoscere solo con Fortune Street (in Italia “La Via delal Fortuna”) su Wii nel 2011.

Il gioco arriverà in Giappone nel 2017 su Playstation 4 e PS Vita.

Ora che finalmente Final Fantasy XV è in dirittura di arrivo, è evidente che Square Enix abbia intenzione di lanciarlo sul mercato in pompa magna, sia per rifarsi di circa 10 anni di lungo sviluppo, sia per solidificarne il complesso setting nell’immaginario dei giocatori. Dall’evento Uncovered tenuto a fine marzo ci è stato presentato il Final Fantasy più multimediale di sempre, con una webserie anime e un film in CGI ad arricchire di particolari la storia principale. Se per Brotherhood si tratta per lo più di siparietti sul background dei protagonisti, Kingsglaive è decisamente un’opera più importante e completa.
Dopo il deludente The Spirits Within e il discutibile Advent Children, il timore di trovarsi davanti a un prodotto mediocre ha aleggiato nell’aria sin dall’annuncio di questo nuovo lungometraggio made in Square Enix. Questa volta però le cose sono un po’ diverse.

Kingsglaive funge come prologo agli eventi del gioco, e contribuisce a spiegare il setting socio-politico in cui verrà ambientato il gioco. Se quindi durante la nostra prima prova di Final Fantasy XV siamo rimasti un po’ perplessi dalla mancanza di informazioni sulla situazione, è perché in parte è a Kingsglaive che viene affidato questo compito.

Kingsglaive: Final Fantasy XV

Il film si apre con un antefatto che ci introduce il mondo di Eos, benedetto dalla luce del Cristallo Divino, risiedente nel pacifico Regno di Lucis. Il potere del cristallo però attira le brame di conquista dell’Impero di Niflheim, che grazie alla sua formidabile tecnologia Magitek inizia un’inarrestabile guerra di espansione, annettendo un regno dopo l’altro. L’invasione arriva infine nel regno di Tenebrae, proprio in occasione di una visita della famiglia reale di Lucis per far guarire il principe Noctis (protagonista di FFXV) da una ferita. I reali di Tenebrae vengono uccisi e la principessa Lunafreya e suo fratello Ravus vengono tenuti prigionieri mentre Noctis viene portato in salvo da suo padre.

Gli eventi si spostano dunque di dodici anni nel presente: la guerra contro Niflheim è ancora in corso, e per contrastarne l’avanzata re Regis ha creato una barriera per proteggere il regno utilizzando il potere del Cristallo stesso e ha assemblato una squadra di guerrieri, chiamata Kingsglaive a cui ha attribuito speciali poteri magici. Nonostante gli sforzi, Lucis continua a perdere territori sotto l’avanzata dell’esercito di macchine e demoni dell’Impero. Dopo l’ennesima ritirata, Niflheim, avanza un accordo di pace: tutti i territori di Lucis perduti devono essere ceduti all’Impero, così facendo la capitale Insomnia sarà risparmiata; inoltre, per suggellare la pace, il principe Noctis e la principessa Lunafreya di Tenebrae dovranno sposarsi.

Kingsglaive: Final Fantasy XV

Protagonista principale è Nyx Ulrich, coraggioso membro dei Kingsglaive e successivamente guardia del corpo della principessa Lunafreya, che finirà coinvolto direttamente negli eventi che porteranno alla resa dei conti tra Lucis e Niflheim. La trama si dipana su due livelli apparentemente distinti, destinati inevitabilmente a congiungersi: il punto di vista dei Kingsglaive, tra amicizie e contrasti interni, e quello di re Regis alle prese con i giochi politici di potere. Lunafreya e Regis sono a conti fatti i veri co-protagonisti delle vicende, e i loro ruoli sono decisivi nella catena di eventi che porterà alla situazione di partenza di Final Fantasy XV.

Oltre a presentarci i personaggi, il film è un’ottima occasione per assaporare il particolare setting del gioco, una delicato cocktail di elementi fantasy e moderni a cui decisamente non siamo abituati, e che sicuramente non sarà facile da assimilare nella nostra immaginazione.

Kingsglaive: Final Fantasy XV

Per quanto riguarda il comparto visivo del film c’è solo che da lodare il lavoro Visual Works di Square Enix (affiancata da Digic Pictures e Image Engine), che porta su schermo una qualità di CGI veramente impressionante, apprezzabile sia sul fronte del realismo delle animazioni figlio di un magistrale motion capture, sia per quanto riguarda gli spettacolari effetti speciali. La direzione artistica concilia (non senza fatica) situazioni di vita quotidiana a noi familiari con eventi di solennità epica da fantasy più classico. La capitale Insomnia è rappresentata con grattacieli, strade, borghi e macchine che ricordano molto le nostre metropoli (persino nel product placement, a conti fatti non invasivo e che invero contribuisce al realismo), ma passando alle stanze reali troviamo marmi, archi e vesti sgargianti tutt’altro che comuni. È nelle battaglie però che i fan si sentiranno più a casa, troverando spade e magie fianco a fianco contro creature prese direttamente dalla saga, come a dirci: è diverso, ma è comunque Final Fantasy.

Kingsglaive: Final Fantasy XV

Per quanto riguarda il cast Square Enix ha voluto fare le cose in grande, affidando l’aspetto e le voci dei protagonisti a personalità non indifferenti. Nyx è modellato sull’aspetto di Johan Akan ed è doppiato da Aaron Paul; Lunafreya è modellata da Amanda Piery e doppiata da Lena Headey; Regis Lucis Caelum è modellato su Jon Campling e doppiato da Sean Bean. Il doppiaggio è di buona fattura e la qualità del labiale è soddisfacente, benché ogni tanto si notino delle leggere imperfezioni per l’inglese; per l’italiano invece ovviaamente la differenza si nota maggiormente.

Al comparto sonoro ritroviamo Yoko Shimomura per il tema portante e John Graham come compositore principale, il quale è riuscito a confezionare una colonna sonora dai toni epici, capace di enfatizzare a dovere i momenti più drammatici del film.

Kingsglaive: Final Fantasy XV

Se dal punto di visa tecnico Kingsglaive dimostra l’indiscussa esperienza di Square Enix in questo campo, per quanto riguarda la qualità più prettamente cinematografica le cose appaiono un po’ più complicate.

La storia in generale riesce nel suo intento di essere estensione e introduzione al videogioco, e allo stesso tempo di non esserne irrimediabilmente dipendente. La vicenda coinvolge personaggi che per la maggior parte chiudono il loro ruolo nell’arco del film stesso, anche se è chiaro che alcuni di essi torneranno in FFXV. Alla fine del film non si ha la sensazione di essere stati lasciati ingiustamente a metà, ma di aver assistito al completamento del primo capitolo di una storia, che si apre e si chiude nell’arco dello stesso, traghettandoci in modo naturale verso il prossimo.

C’è da dire però che la sceneggiatura risulta abbastanza limitata, rivelando qualche incongruenza o stranezza di troppo. Se il film chiarisce diversi aspetti di Final Fantasy XV, è altrettanto vero che spesso ci lascia con altrettante domande; diverse situazioni risultano male incastrate col resto, o non trovano una degna chiusura; così come il background o le intenzioni di alcuni personaggi non vengono chiarite come ci si aspetterebbe, o comunque hanno poco senso. È possibile che troveremo risposta ad alcuni di tali dubbi nel gioco, ma così com’è il film lascia a tratti un po’ confusi. Anche la regia risulta altalenante. I momenti di tensione narrativa sono gestiti a dovere; le scene d’azione sono spettacolari, ma a volte possono risultare ampollose, e spesso confuse.

Kingsglaive: Final Fantasy XV

Se valutato come un prodotto indipendente e con pretese hollywoodiane, è logico e prevedibile che questo film non ne esca molto bene. Ma giudicarlo in questo senso sarebbe un errore. Kingsglaive, nonostante la sua forma di lungometraggio, non è altro che un capitolo appendice di Final Fantasy XV, e come tale va contestualizzato, cioè come una lunghissima cutscene. L’opera è chiaramente indirizzata ai fan di Final Fantasy che in quanto tali potranno trovarla sicuramente esaltante. Nonostante le incertezze, il film adempie ottimamente al suo scopo: darci un primo sguardo sul mondo di FFXV, raccontarci un antefatto importante dando un senso di chiusura agli eventi, e metterci nel mood giusto per attendere con trepidazione il gioco. Non ci resta quindi che aspettare il 29 novembre, quando Final Fantasy XV approderà nei negozi per raccontarci il resto della storia.

New Danganronpa V3 è il nome del terzo capitolo della fortunata serie di Spike Chunsoft che in Giappone arriverà a gennaio del 2017 su Playstation 4 e PS Vita.

Qui sotto trovate il trailer mostrato durante la conferenza Sony del Tokyo Game Show 2016 con cui è stata rivelata la data d’uscita giapponese.

Attendiamo novità per le versioni occidentali.

Il nuovo capitolo della celebre (almeno nel Sol Levante) serie jrpg SaGa, intitolato SaGa: Scarlet Grace, arriverà in Giappone il prossimo 15 dicembre 2016. L’annuncio arriva direttamente dalla conferenza Sony in occasione del Tokyo Game Show 2016.

Il titolo, ricordiamo, è un’esclusiva Playstation Vita.

Durante la conferenza Sony per il Tokyo Game Show 2016, Koei Tecmo ha rivelato e annunciato lo sviluppo di Musou Stars, un nuovo titolo del genere Musou (come si poteva intuire dal nome) che vanta di un cast d’eccezione come: Ryu Hayabusa da Ninja Gaiden, Kasumi da Dead or Alive, i protagonisti di Dynasty e Samurai Warriors e, infine, quelli della serie Atelier. Il gioco, infatti, è frutto di una collaborazione tra Omega Force, Team NINJA e Gust.

Il gioco uscirà per un generico 2017 su Playstation 4 e Playstation Vita.

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