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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Poche ore fa, Bethesda ha annunciato che il giocatissimo titolo mobile Fallout Shelter sarà disponibile gratuitamente su Steam

Tutti coloro che sognavano di poter giocare Fallout Shelter su PC via Steam, potranno ora gioire, infatti il gioco sarà scaricabile gratuitamente già da adesso, a questo link.

Fallout shelter steam

Fallout Shelter ti mette al comando di un sofisticato Vault sotterraneo della Vault-Tec. Crea il Vault perfetto, rendi felici i tuoi abitanti e proteggili dai pericoli della Zona Contaminata.

Potrete completare gli obiettivi di Steam facendo salire di livello gli abitanti, esplorando la Zona Contaminata e inviando gli abitanti in missione per ricevere ricompense speciali. I giocatori su Steam potranno utilizzare anche il cloud per salvare il gioco su un PC e continuare su un altro.

E’ stato inoltre pubblicato da Bethesda un aggiornamento per tutte le piattaforme che introduce più di 30 nuove missioni e una speciale missione di Pasqua che permette ai giocatori di ricevere un animale leggendario, un cestino gratuito e altre fantastiche ricompense.

Ricordiamo che il gioco era già disponibile per smartphone, Xbox One e Windows 10 tramite Play Anywhere, ed è riuscito a coinvolgere più di 75 milioni di giocatori che aumenteranno grazie al rilascio di una versione Steam. Il gioco, come detto all’inizio, è gratuito, ma permette l’acquisto di determinati oggetti in-game, che potrebbero facilitare/velocizzare alcune operazioni di gioco.

Ecco i nuovi titoli gratuiti a disposizione per gli abbonati

Ci avviciniamo alla fine di Marzo e sono stati annunciati come di consueto i titoli disponibili con il servizio PlayStation Plus di Aprile.

E’ stato pubblicato un video vari spezzoni dai giochi che troverete il prossimo mese per PlayStation 4, PS Vita e PlayStation 3.

I titoli che ora vi elencheremo saranno disponibili dalla giornata del 4 Aprile per tutti gli utenti abbonati al servizio di Sony. 

  • Drawn To Death (PS4);
  • Lovers in a Dangerous Spacetime (PS4);
  • 10 Second Ninja X (PS vita con cross buy PS4);
  • Curses’n Chaos (PS Vita con cross buy PS4);
  • Invizimal: The Lost Kingdom (PS3)
  • Alien Rage (PS3);

PlayStation Plus di Aprile

Chiaramente questo sembra essere a tutti gli effetti il mese di Drawn To Death, la sua presenza nel nuovo pacchetto di titoli in regalo era già stata annunciata alcuni giorni fa. Il nuovo progetto di David Jaffe, creatore di titoli del calibro di Twisted Metal e God of War, sembra aver tutte le carte in regola per farsi amare. Restate sintonizzati sulle nostre pagine i prossimi giorni per scoprire la nostra valutazione su questo interessante titolo.

Il presidente di From Software mantiene così una decisione già presa da tempo

Nel corso di una recente intervista, Hidetaka Miyazaki, la mente dietro titoli come Demon’s Souls, Bloodborne e della maggior parte degli episodi della fortunata saga di Dark Souls, ha confermato la conclusione definitiva della saga dei soulslike, pur ammettendo di essere già da tempo al lavoro su ulteriori titoli slegati dal franchise.

Come dissi inizialmente, non esistono altri piani di sviluppo legati a Dark Souls. Non sono sicuro di essere stato in grado di fare tutto quel che volevo. Come in tutti i titoli che ho diretto, anche ogni episodio di Dark Souls ha le sue complicazioni, che ancora mi porto dietro. Nonostante ciò, dopo queste premesse, la serie si è rivelata molto riuscita” ha infatti ammesso Miyazaki, sbottonandosi poi un poco sui suoi progetti futuri “Considerato che ho già iniziato a lavorare su molti progetti, vi darei troppe anticipazioni se vi annunciassi qualcosa. Al momento posso solo dire che non abbiamo cambiato atteggiamento. Quando lavoriamo a un nuovo progetto non pensiamo a fare qualcosa che ricordi Dark Souls o che ci si allontani. A noi non interessa se sarà o meno simile a Dark Souls. Sto lavorando a un titolo che voglio creare in questo preciso periodo, ed è la sola cosa che conta”.

Hidetaka Miyazaki

La fortunata saga, quindi, sembra essere arrivata alla sua definitiva conclusione con l’ultimo DLC The Ringed City, uscito ieri per Xbox One, PC e PlayStation 4.

Il filmato rilasciato da Microïds illustra nuovi dettagli sulla storia principale

L’azienda francese ha da poco pubblicato un nuovo trailer per il suo Syberia 3, terzo capitolo della fortunata e ottima saga di avventure grafiche partorita dalla mente di Benoît Sokal, approfondendone alcuni aspetti della trama, in particolare quelli che legano la protagonista Kate Walker alla tribù degli Youkol.

Dopo aver salvato da morte certa la donna nel cuore della Siberia, la tribù nomade, in cui troviamo anche lo sciamano Ayawaska e la guida spirituale Kurk, riprende insieme a lei il lungo viaggio per accompagnare le mandrie di bestiame in migrazione.

Rimasta bloccata nel villaggio siberiano di Valsembor insieme ai suoi nuovi compagni, Kate Walker dovrà ingegnarsi per uscire da una serie di difficoltà, anche mortali, contando anche su improbabili alleati.

Ricordiamo che Syberia 3 è previsto per Xbox One, PC, PlayStation 4 il 20 aprile, e per Nintendo Switch entro la fine dell’anno.

Fated: The Silent Oath, prima di essere un videogioco, è un’esperienza che merita di esser vissuta. Sebbene scostante dal punto di vista della narrazione e non propriamente deliziosa da un punto di vista squisitamente tecnico, la produzione di Frima Studio rientra a pieno diritto nel ristrettissimo novero di titoli che ogni possessore di PlayStation VR dovrebbe provare almeno una volta.

Fated: The Silent Oath

Nel corso dell’opera tutta, esauribile nell’arco di un’oretta circa, vestirete i panni di un padre di famiglia, ritornato alla vita grazie all’intervento di una statuaria valchiria. Un’azione non priva di conseguenze: affinché potesse essere resuscitato, il guerriero rinunciò alla propria voce, promettendo contestualmente di proteggere la propria progenie, moglie compresa, costi quel che costi. Parte così una storia fatta di coraggio e sacrificio, che porterà la gente di un nutrito villaggio vichingo a fuggire da una tremenda minaccia di cui, in questa recensione (quasi) spoiler-free, preferiamo non rivelarvi nulla.

La potenza di Fated: The Silent Oath va rintracciata nella perfetta integrazione dell’esperienza tutta con PlayStation VR, costituendo ennesima dimostrazione di come la-non-proprio-mainstream periferica made by Sony possa votarsi ad esperienze brevi ma emotivamente dense di colore. Diciamolo chiaramente, Fated: The Silent Oath è un’avventura (molto poco) interattiva che propone solamente una manciata di puzzle, a volte piuttosto lenta. Una volta scorsi i titoli di coda, tuttavia, qualcosa rimane all’interno del cuore del videogiocatore, ed è questo, in fin dei conti, quel che conta.

Fated: The Silent Oath

Certo, si potrebbe lungamente discutere sulla irrisoria numerosità delle occasioni nell’ambito delle quali viene richiesto obbligatoriamente il feedback del fruitore, così come sull’assenza dei sottotitoli, ostacolo che potrebbe far storcere il naso a tutti coloro i quali mastichino poco l’inglese o il francese, eppure il lascito emotivo della digitale creatura targata Frima Studio è qualcosa da non sottovalutare.

Una sessantina di minuti spesi in primissima persona per assistere, attivamente, alle (dis)avventure di questo valoroso papà valgono i dieci euro scarsi richiesti per acquisire Fated: The Silent Oath (il titolo viene proposto a 9.99€ su PS Store). Le potenzialità del medium videogioco, in questo caso congiunte allo sfruttamento coatto della realtà virtuale, sono infinite: speriamo davvero che i discreti risultati raggiunti dalla produzione di Frima Studio possano rappresentare un incentivo per tutti gli sviluppatori desiderosi di progettare opere binarie caratterizzate da un coefficiente di complessità più elevato del “semplice” action game in realtà virtuale.

Fated: The Silent Oath


Sebbene non raggiunga, né rasenti la perfezione, questo esperimento in realtà virtuale è emotivamente più intenso della stragrande maggioranza dei titoli in commercio. Perdervi Fated: The Silent Oath è un errore che non potete permettervi.

Arriva, dopo diciotto anni, Planescape: Torment: Enhanced Edition.

Planescape: Torment: Enhanced Edition è realtà. Uno dei giochi di ruolo probabilmente più idolatrati di tutti i tempi, si prepara a tornare in una riedizione destinata a proliferare su PC, iOS e Android.

Gli sviluppatori di questo remaster, Beamdog (responsabili delle Enhanced Edition di Baldur’s Gate II e di Icewind Dale, fra le altre cose), promettono un remake della colonna sonora originale nonché l’auspicato supporto ai 4K, ove possibile. Pare praticamente certo pure il coinvolgimento dell’oramai mitologico Chris Avallone. Dimenticatevi inoltre una eventuale versione in lingua italiana: il gioco sarà tradotto in Francese, Inglese, Polacco e Tedesco.

Ricordiamo che, a fronte di un successo di critica praticamente unanime, al botteghino Planescape: Torment fallì miseramente, non raggiungendo neppure le 100,000 copie vendute. Che sia arrivato il momento della tardiva riscossa?

Graceful Explosion Machine arriva il 6 Aprile.

Annuncio che farà piacere a tutti coloro i quali amano gli indie: Nintendo ha da poco ufficializzato, tramite eShop, che l’interessante Graceful Explosion Machine sarà acquistabile in digital delivery a partire dalla prossima settimana.

Graceful Explosion Machine

Dal 6 Aprile, per l’esattezza, il coloratissimo sparatutto di matrice prettamente arcade potrà essere downloadato in versione Switch, previo esborso di 12.99€.

Sarà all’altezza del discreto hype che lo circonda? Staremo a vedere.

Capcom introduce una free trial di Street Fighter V per PC.

Una versione di prova di Street Fighter V, comprensiva di ogni personaggio sino ad ora rilasciato (sì, anche Kolin), può essere downloadata tramite Steam a partire da oggi.

Street Fighter V

Attenzione, tuttavia: le uniche modalità fruibili sono quelle online, e la free trial potrà essere utilizzata sino al prossimo 3 Aprile.

Da sottolineare come questa versione di prova sia stata lanciata per dar modo ai videogiocatori “indecisi” di provare le nuove feature del Capcom Fighters Network che, fra le altre cose, introducono migliorie al matchmaking nonché un nuovo sistema che penalizza i rage quitter.

Qualora ve la foste persa, non dimenticate di spupazzarvi la nostra recensione.

Benvenuti in Andromeda, Pionieri!

Avete mai sognato di lasciare questo pianeta? Di lasciare per sempre, senza ritorno, questa galassia? Forse no. Di certo però avrete fissato, almeno una volta nella vostra vita, le stelle. Quella enorme distesa di luci grandi e piccole che si para davanti ai vostri occhi ogni notte. Chi di noi non ha mai fantasticato su mondi lontani, sistemi da esplorare e nuove vite tutte da inventare? Mass Effect Andromeda vi porterà là dove nessuno uomo ha neanche lontanamente immaginato di arrivare. Una galassia inesplorata, inedita, piena di misteri e differenze. Leggi della fisica differenti, pianeti e storie diverse, ma sempre accomunati dai sentimenti tipici degli esseri senzienti: odio, vanità, terrore, speranza. Ecco, sia detto subito: Mass Effect Andromeda tratta della rinascita e della speranza, la stessa speranza che perdiamo ogni giorno per mille motivi.

Mass Effect Andromeda

Alec Ryder è un burbero esploratore il quale, per varie vicissitudini personali e qualche processo misto a espulsioni dai più famosi corpi militari della Via Lattea, dedica il resto della sua vita a un progetto ambizioso: l’esplorazione di Andromeda, la galassia più “vicina” alla nostra (4 milioni di anni luce). Nasce, grazie a lui e ad altre personalità che credono nella sua visione, l’Andromeda Initiative: una spedizione mai tentata prima, un viaggio verso l’ignoto, senza ritorno. Scopo finale: fondare colonie nella galassia di Andromeda. Per raggiungere questo scopo vengono create delle arche (una per gli Umani, una per le Asari, una per i Salarian ed una per i Turian) e un Nexus, cioè una costruzione spaziale destinata ad accoglierle al loro arrivo nella nuova galassia.

Ma, come potrete facilmente immaginare, qualcosa va storto: l’arca umana è l’unica a raggiungere il Nexus dopo 600 anni di viaggio in criostasi. Come se non bastasse, i mondi abitabili segnalati al momento della partenza sono tutt’altro che ospitali. In 600 anni sono cambiate molte cose: i cosiddetti ‘Golden Worlds’ – che avrebbero dovuto ospitare ognuno una della quattro razze in arrivo – sono incolonizzabili a causa di enormi perturbazioni radioattive e tempeste atmosferiche causate da alcune strutture antiche, che vengono chiamate dai nuovi arrivati Relictum, Testimonianze di una civiltà vecchia di circa tre secoli. Qualcuno è arrivato prima di voi e vi ha preparato un bello scherzetto. A questa gravissima situazione si aggiunge la morte del Pioniere umano Alec Ryder durante la prima missione di esplorazione e la conseguente ascesa al suo ruolo del vostro personaggio, figlio dell’esploratore appena deceduto.

Il ragazzo dovrà risolvere una situazione per la quale non è stato affatto preparato, il tutto mentre ha una sorella gemella in coma e alcuni alieni chiamati Kett alle calcagna. Questi ultimi sono giunti in Andromeda 80 anni prima e hanno cominciato anch’essi a fare delle ricerche sui Relictum. Riusciranno i nostri eroi a spazzare via ogni minaccia e inserirsi in una galassia dove sono essi stessi gli alieni?

Mass Effect Andromeda

Stranger in a stranger land

Mass Effect Andromeda pone al giocatore questo e molti altri interrogativi mentre lo guida all’esplorazione di un luogo misterioso e pericoloso allo stesso tempo. I nostri primi passi, infatti, saranno uguali a quelli di chiunque altro: spaesati e incerti. BioWare deve aver studiato a fondo la faccenda. Durante le prime ore di gioco non capirete nulla di nulla. Prenderete tutto alla leggera come farebbe un ragazzo catapultato dalla sera alla mattina al comando di una spedizione per assicurare all’umanità un futuro sicuro.

Non vi sarà d’aiuto la mappa: i primi scenari che si presentano agli occhi del giocatore sono abbastanza labirintici e solo col tempo (tanto tempo) si riuscirà a raccapezzarsi un minimo. I pianeti che visiteremo non saranno da meno: spazi immensi (ma non infiniti) in cui perdersi e morire è estremamente facile. Davvero: Mass Effect Andromeda ha i denti e morde ogni volta che può già a difficoltà normale. Servono uno sforzo sovrumano e una pazienza da monaco per riuscire a ottenere qualcosa fino a metà del gioco. Le difficoltà saranno tantissime: non avremo risorse, non avremo power-ups, non avremo armature adatte a quello che ci aspetta, non ci saranno “amici” a parte le reclute della nostra squadra. Insomma: saremo dei ragazzi impreparati in una landa tutt’altro che desolata e determinata a ucciderci. Sounds good?

I doveri saranno moltissimi: fin dalle prime battute BioWare vuole far sentire al giocatore tutta la pressione che si può provare sapendo che la vita di decine di migliaia di persone dipende solo e soltanto dalle capacità del Pioniere. Le nostre capacità. Perché in Mass Effect Andromeda non conta solo il risultato ma anche l’approccio. L’approccio può rendervi la vita più semplice oppure un inferno.

Mass Effect Andromeda

La pazienza è la virtù dei forti

In Mass Effect Andromeda potremo scegliere di giocare in due modi ma non entrambi saranno in grado di farvi godere appieno dell’esperienza di gioco. Se siete uno di quei giocatori che vuole sparare, sparare e ancora sparare, forse è meglio che troviate qualche altro videogioco. Mass Effect Andromeda è stato studiato e creato per essere giocato lentamente, con pazienza e attenzione. A molti potrebbe risultare estremamente lento – soprattutto il frenetico e pirotecnico inizio – ma non temete, dopo qualche ora di gioco si piegherà abbastanza facilmente al vostro ritmo anche se schizzare da una parte all’altra di Andromeda non sarà esattamente emozionante.

Uno dei problemi principali di questo GDR, infatti, risiede nell’ingestibilità delle missioni. All’interno del menu principale si può accedere al Diario, una pagina che contiene tutte le missioni attive. Il problema risiede nel fatto che molte missioni si intrecciano in brevissimo tempo costringendovi ad operare delle scelte che potrebbero farvi andare avanti e indietro fra un pianeta e un altro. Le missioni si ammassano a livelli tali che serve una bella dose di pazienza (e di tempo) per leggerle tutte e valutare quali affrontare.

Mass Effect Andromeda

Non è nemmeno detto che riusciate e finire tutte le missioni presenti su uno stesso pianeta, poiché quest’ultimo potrebbe avere missioni che vanno affrontate ad un livello più alto di quello che possedete in quel determinato momento e, ovviamente, anche con un arsenale ben diverso di quello a disposizione. Il che non è uno scherzo, perchè spezzare in questo modo il gioco rende l’intera trama meno credibile: mentre scavate come tombaroli fra le antiche rovine di un mondo vi potrebbe giungere una mail urgente che vi richiama su un altro. Se non siete schizofrenici lo diventerete di certo, per questo serve molta pazienza. A Mass Effect Andromeda bisogna giocare con calma e sangue freddo. È un gioco per strateghi e abili calcolatori che sanno perfettamente aspettare il momento giusto per colpire.

Tecnicamente com’è?

Mass Effect Andromeda si presenta in modo molto meno appariscente di quel che si potrebbe pensare. Le meccaniche di gioco funzionano, ma niente di più. Non c’è traccia del feeling che si poteva sentire nella vecchia trilogia. Anche le strutture grafiche sono molto più leggere dei suoi tre predecessori. L’impressione è che si sia andati a risparmio, così una normalissima porta scorrevole sembrerà più un pezzo di cartone che una vera porta pesante. Tutto risulta essere troppo leggero, tutto è troppo semplice e semplicistico, almeno a livello grafico.

Mass Effect Andromeda

Gli stessi scenari, i paesaggi e gli scorci ammirabili sui vari pianeti non sono cosa da togliere il fiato. Dalla sua lo stile grafico ha una ottima profondità di texture, anche se, purtroppo, non di campo. Per quest’ultimo motivo, in particolare, le strutture o i paesaggi in lontananza sembreranno appesi a una scenografia di cartone anche alzando la qualità grafica al massimo, il che – sinceramente – oggi non è ammissibile. A questo va ad aggiungersi un sonoro poco incisivo e che presenta qualche problemuccio a partire dalle schermate di caricamento. La musica di sottofondo, infatti, fatica ad avviarsi e lascia alcuni secondi di vuoto prima di cominciare a suonare.

Il multigiocatore è rimasto sostanzialmente invariato dai tempi di Mass Effect 3 e a chi vi scrive ha sempre regalato pochissime emozioni. La novità, però, riguarda le missioni APEX: queste sono delle missioni attivabili dalla plancia di comando della Tempest al fine di ottenere materiali e esperienza da reinvestire. Per portarle a termine si può inviare una squadra oppure partecipare personalmente unendosi ad altri giocatori in giro per il mondo. Un accorgimento interessante ma comunque non in grado di esaltare il gameplay generale.

Mass Effect Andromeda

Questione di bug

Se ne è parlato tanto. Si è detto per intere settimane che le animazioni, soprattutto quelle facciali, di questo Mass Effect Andromeda non sarebbero all’altezza del titolo. Non è così però: alle animazioni si può rimproverare soltanto di essere rimaste le stesse della trilogia originale con una innovazione pari allo zero. Prendendo Mass Effect 3 vi troverete davanti alle stesse identiche animazioni e, inoltre, una lancia va spezzata a favore dei movimenti oculari, precisi e molto espressivi.

Purtroppo però, animazioni a parte,  i bug ci sono e sono anche fastidiosi. Resteremo dunque spesso in piedi anche dopo l’uccisione. Impareremo a convivere con statue di sale che coprono la visuale e che risultano essere totalmente compenetrabili. Non è chiaro come accada, ma fatto sta che “ogni tanto” il nostro Ryder non riuscirà a correre e si metterà a scivolare immobile sul terreno come se avesse dei gravi problemi deambulatori.

Come tutti i giocatori della trilogia originale di Mass Effect ricorderanno, ripararsi dietro delle coperture è sempre stato essenziale in ME. In Mass Effect Andromeda, tuttavia, dovremo per forza premere CTRL per spostare la direzione di Ryder da destra a sinistra mentre è sotto copertura. Una soluzione scomoda a cui speriamo in futuro verrà applicata una toppa, nella speranza che Bioware sappia essere sufficientemente recettiva ai feedback della sua community.

Mass Effect Andromeda

Il sesso secondo BioWare o “l’amore al tempo di Ryder”

Molti amanti di Mass Effect non aspettano altro: le storie d’amore e le scene di sesso contenute nella serie. È vero: potrete fare sesso con qualsiasi cosa respiri ma, contrariamente ai prequel, le storie d’amore non intrattenute con membri della squadra principale di Ryder lasceranno MOLTO a desiderare. Non c’è pathos in quelle storie d’amore, che risultano essere piatte, meccaniche e troppo “facili”. Le altre, al contrario, sono talmente profonde da sembrare quasi patetiche. Ad ogni modo le scene di sesso – così come tutti i rapporti interpersonali – sono rese più che bene e parlare o meno con un membro dell’equipaggio farà, e come, la differenza. Purtroppo non c’è più la linea della lealtà dei personaggi che accompagnano il protagonista, perciò barare sarà difficile. Questo accorgimento salvaguarda qualche piccolissimo plot twist che eviteremo di descrivervi onde non rovinarvi più di un finale.

In generale, i rapporti con i membri dell’equipaggio e del Nexus saranno più che altro divertenti e le scenette comiche non mancheranno. Dobbiamo immaginare che Ryder sia un ragazzotto che viene catapultato al comando e, data la sua tenera età, tenda a prendere le cose con una leggerezza maggiore rispetto a un vero e proprio adulto. Siamo lontani dalle atmosfere cupe della trilogia originare e Mass Effect Andromeda tiene a farcelo sapere fin da subito. Durante le prime ore di gioco quasi tutti i personaggi (e Ryder in particolare) ripetono sempre la stessa frase: “Andromeda è un nuovo inizio, si tratta di speranza non di funerali“. Ok, ci sta, ma con tutte le tragedie che colpiscono l’equipaggio fin dalle prime battute, verrebbe da pensare che lo humor del gioco voglia tingersi di nero.

Mass Effect Andromeda

Quel che resta del giorno

Mass Effect Andromeda non ha soltanto difetti. È vero, quelli sono evidentissimi e difficili da non considerare, ma questo resta un gioco fantastico che lascia sognare a occhi aperti i giocatori. Mass Effect Andromeda, in qualche oscuro modo, riesce ad instillare nel giocatore la scintilla della speranza. Non c’è solo morte là fuori, o sacrificio. C’è anche tanto di buono, di realizzabile. C’è una convivenza pacifica possibile con chi è oltremisura diverso da noi. Questo sembra volerci insegnare Andromeda, ma senza farci la morale o la lezione.

È un videogioco per sognatori, un videogioco per tutti coloro che non si sono ancora arresi, o anche per tutti coloro che hanno deciso di lasciare la propria casa, il proprio Paese, i propri affetti, in cerca di un futuro migliore. È la storia di alcuni esuli che cercano un nuovo inizio, una nuova (appunto) speranza. Questo concetto è reso benissimo dal gioco ed è il vero punto cardine nascosto dell’intera trama, tanto che creare lo “Shepard cattivo” vi sarà impossibile. Ryder è un eroe buono e incosciente, giocherellone e insensibile alla paura, alla preoccupazione, al dubbio.

Mass Effect Andromeda

Mass Effect Andromeda è un gioco molto profondo che cerca di prendersi poco sul serio. Il comparto grafico non sarà dei migliori ma ha talmente tante frecce al suo arco che è impossibile concentrarsi solo sui bug o sui pressapochismi. Si tratta di un film interattivo che strizza l’occhio a Star Wars e Star Trek in molti modi e al quale bisogna assolutamente giocare se si vuole sognare. Se si vuole sperare. Presenta molti problemi ma tutti facilmente risolvibili. In fondo ogni videogioco, oggi, esce con una patch al day one, mentre questo ha preferito mostrarsi con tutti i difetti del caso. Si tratta di coerenza. Ogni nuovo inizio è duro, ma col cuore di un Pioniere tutto è possibile.

E’ stato pubblicato sui social di Destiny un teaser trailer che ci parla di Cayde-6.

E’ arrivata soltanto ieri la conferma da parte di Bungie di Destiny 2 tramite un’immagine pubblicata sui social del gioco.

Il video viene accompagnato da un messaggio che recita: “mettiti comodo. Cayde-6 ha una storia da raccontare…” Infatti il video inizia con Cayde-6 che ci racconta di una sua avventura in modo abbastanza simpatico, concludendo la scena con un ‘Si torna a lavoro’, accompagnato dall’attesissimo “Guarda il trailer di annuncio globale il 30 Marzo ore 19:00”

Ricordiamo che Destiny 2 è atteso per Settembre su PlayStation 4, Xbox One e (forse) PC, mentre il trailer ufficiale verrà pubblicato come detto prima il 30 Marzo alle 19:00 (ora italiana). Non sappiamo molto altro su quelle che saranno le novità principali di Destiny 2: l’unica certezza è il distacco dal primo episodio in termini di personaggi e progressi ottenuti. Si ripartirà infatti tutti da zero, con un nuovo alter ego e ovviamente avventure totalmente inedite da affrontare, ma il 30 Marzo ci verranno sicuramente fornite informazioni più dettagliate sul nuovo capitolo di Destiny.

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