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Tokyo – Oltre 44mila persone sono state fatte evacuare dalla città di Mashiki, in Giappone, colpita ieri da una scossa di terremoto di magnitudo 6,4 che ha ucciso nove persone. Altre otto sono in prognosi riservata mentre i feriti sono più di 850. Il sisma ha fatto tremare l'isola di Kyushu, nella Prefettura di Kumamoto, dove si trovano molte centrali nucleari e diversi vulcani che gli esperti stanno monitorando costantemente. La scossa è stata avvertita alle 21:26 (ora locale) a una profondità di 10 chilometri, ha specificato l'agenzia meteorologica giapponese che ha avvisato la popolazione di restare fuori dagli edifici pericolanti a causa delle scosse di assestamento che proseguiranno per tutta la prossima settimana. (AGI)

 

Londra – A dieci settimane dal voto del 23 giugno, partono ufficialmente nel Regno Unito le campagne elettorali dei comitati pro e contro la Brexit, l'eventuale uscita del regno di Sua Maestà dall'Unione europea. Da oggi e per due mesi e mezzo si fronteggeranno Britain Stronger in Europe (il comitato a favore della permanenza) e Vote Leave (quello per la fuoriuscita) in una serie di discorsi, appuntamenti pubblici, feste e manifestazioni anche di piazza che proveranno a tirare da una parte o dall'altra i cittadini britannici ancora indecisi. Gli ultimi sondaggi danno tutti in leggero vantaggio gli europeisti, ma secondo analisti e commentatori che da settimane dibattono il tema sui quotidiani del Regno Unito la situazione è ancora troppo complessa per capire veramente gli umori del Paese.

Entrambi i comitati potranno spendere fino a un massimo di 7 milioni di sterline, poco meno di 9 milioni di euro. La cifra non include tuttavia la criticatissima campagna di brochure stampate e spedite dal governo conservatore a 27 milioni di famiglie: un 'battage' pubblicitario contro la Brexit da 9 milioni di sterline (poco più di 11 milioni di sterline) che ha fatto andare su tutte le furie i pro-Brexit e il leader dell'Ukip, Nigel Farage. Il contenuto della brochure infatti, lungi dall'essere illustrativo delle posizioni in campo, verte esclusivamente sui benefici derivanti al Regno Unito dall'appartenenza al recinto comunitario. Sul fronte anti-Brexit, per gli europeisti britannici è incoraggiante che finalmente il leader laburista Jeremy Corbyn abbia ufficialmente rotto gli indugi e preso posizione a favore della situazione attuale, supportando il premier David Cameron nella sua battaglia per la permanenza nell'Ue. Proprio ieri il parlamentare 66enne di Islington ha tenuto un acclamato discorso sulla sua volontà di scongiurare il divorzio da Bruxelles. "Così ha voluto il partito", ha precisato Corbyn, che in passato, da parlamentare di estrema sinistra, non esito' a prendere posizione piu' volte contro l'Unione europea. (AGI)

Roma - Sono "false e fuorvianti" le voci sulla chiusura dei confini tra Austria e Italia al Brennero da parte di Vienna: parola del presidente austriaco, Heinz Fischer, che ha preso carta e penna per scrivere una lettera aperta a Repubblica in cui assicura che non c'e' alcun "strappo" con il governo italiano. "Comprendo le preoccupazioni" delle autorita' regionali locali, ma -aggiunge Fischer- "e' necessario che tra Italia e Austria la circolazione delle persone e delle merci avvenga come disciplinato dai principi europei tra due Paesi membri dell'Ue". Ed ecco come il presidente austriaco spiega le misure che Vienna intende adottare: "La realta' attuale, in assenza di una efficace protezione dei confini esteri europei, costringe un Paese come l'Austria a ricorrere a misure aggiuntive per impedire l'ingresso di persone di cui si ignorano identita' e motivazioni, provenienti da Paesi extraeuropei, in numero illimitato". "L'Austria e' in grado fin d'ora -aggiunge- di consentire l'ingresso controllato di circa 150 richiedenti asilo, senza pregiudicare la circolazione al confine. Il numero aumentera' ancora significativamente fino a giugno". "E' certo", conclude, "che i problemi al Brennero si ridurranno quando piu' efficace sara' la protezione di confine esterni europei". (AGI) 

Seul – Nel giorno del compleanno del fondatore della dinastia nordcoreana, Kim Il-Sung, il regime di Pyongyang ha fallito il test di un missile a medio raggio, probabilmente un Musudan. Il missile e' sparito dai radar di sorveglianza pochi secondi dopo il lancio, probabilmente perche' esploso a mezz'aria, ha riferito una fonte dell'intelligence a Seul. I servizi segreti e l'esercito sudcoreano si attendevano che Pyongyang tentasse oggi, anniversario della nascita del fondatore del regime, di far volare per la prima volta il suo missile Musudan, che ha un gittata sufficiente per arrivare alle basi americane nell'isola di Guam, nel Pacifico. Il test e' stato rilevato tanto dalle forze armate della Corea del Sud che ad quelle statunitensi e secondo entrambi e' "fallito".Pyongyang ha sostenuto negli ultimi mesi di aver fatto una serie di progressi nei suoi programmi nucleari e missilistici, che peraltro sono vietati. (AGI) 

Brasilia - Il Tribunale Supremo brasiliano ha respinto un ricorso del governo che chiedeva di annullare la procedura di destituzione contro il presidente, Dilma Rousseff. Ora, a due giorni da un voto cruciale dei deputati, la 'guerrigliera' è a un passo dall'impeachment, Il governo brasiliano si è dunque bruciato una delle sue ultima cartucce nel tentativo di impedire il processo e lo ha fatto con una richiesta dell'ultim'ora dell'avvocato generale dello Stato, José Eduardo Cardozo, che chiedeva di annullare il processo. La decisione è stata adottata a maggioranza dai magistrati della piu' alta istanza giudiziaria brasiliana (8 voti a 2), la cui decisione è stata trasmessa in diretta televisiva. E ha preceduto di qualche ora l'apertura di un 'maratona' dei deputati del Congresso, che andrà avanti fino a domenica, sul destino di Rousseff, accusata dall'opposizione di aver truccato i conti pubblici.

La Camera Bassa infatti proprio oggi terrà la prima di tre sedute, che si concluderanno domenica, in cui deciderà se rimettere al Senato le carte che chiedono l'apertura di un processo politico contro Rousseff. Domenica l'opposizione dovrà raccogliere i due terzi dei voti della Camera (342 su 513) perchè la destituzione della presidente sia sottoposta all'approvazione del Senato, altrimenti sarebbe automaticamente cancellata e Dilma Rousseff salverebbe il suo mandato.

Il governo oggi ha ammesso di avere contro una maggioranza prossima ai 300 deputati, sottolineando pero' che è insufficiente per mandare avanti il processo. Ma i sondaggi nel Congresso di due autorevoli quotidiani, O Globo o Estado de Sao Paulo, hanno rivelato tuttavia che la maggioranza favorevole all'impeachment è già arrivata ai 342 deputati necessari. In caso di voto sfavorevole da parte dei deputati, la situazione per la Rousseff diverrebbe estremamente complicata: basterebbe infatti, nel mese di maggio, una votazione a maggioranza semplice dei senatori per metterla in stato d'accusa; ed ella verrebbe destituita per un periodo massimo di 180 giorni in attesa della sentenza definitiva. In quel caso il suo posto verrebbe preso dal vicepresidente Michel Temer, che assumerebbe le funzioni immediatamente per formare un governo di transizione. (AGI)

 

New York – Hillary Clinton e Bernie Sanders, i due aspiranti Democratici alla nomination per la Casa Bianca, hanno incrociato le armi e le accuse nel più intenso e aspro dibattito tra i nove a cui hanno partecipato da quando è cominciata la 'corsa' per il dopo-Obama. Trasmesso dalla Cnn e dal canale NY1, il dibattito è stato l'ultimo prima delle votazioni interne nello Stato di New York, il prossimo martedì, elezioni che saranno cruciali per definire le posizioni democratiche (ma anche repubblicane) prima delle convention. I due non si sono risparmiati colpi, a conferma che il duello per guadagnarsi l'appoggio dei Democratici a New York sarà determinante. Clinton al momento ha l'appoggio di 1.307 delegati per la convention Democratica che scegliera' il candidato presidenziale del partito, rispetto ai 1.087 di Sanders. Entrambi hanno bisogno di 2.383 delegati per assicurarsi la vittoria. E i 291 delegati che sono a disposizione a New York sono il bottino maggiore in uno Stato, prima che si voti il 7 giugno in California, dove si attribuiranno 546 delegati. Gli argomenti toccati nel dibattito sono stati sfiorati anche in comizi e interventi precedenti, ma i due lo hanno fatto con toni molto piu' accesi e numerosi interruzioni -applausi o proteste- da parte di chi ascoltava. Organizzato al Duggal Greenhouse de Brooklyn. Il dibattito andato avanti due ore ha toccato i temi piu' disparati: l'economia, Wall Street, il cambiamento climatico, la politica estera e i temi sociali. E se Clinton è apparsa come la candidata più preparata per la Casa Bianca, Sanders ha avuto facile gioco nel criticare il suo allineamento con l'establishment. (AGI) 

Roma – L'Austria avverte, "siamo pronti a chiudere il Brennero", e intanto prepara la costruzione di barriere anche al confine con l'Ungheria. Il ministro della Difesa, Hans Peter Doskozil, non ha escluso la possibilita' di chiudere la frontiera con l'Italia nel caso la pressione dei migranti creasse "una situazione estrema". L'Italia, attraverso il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ha ga' detto che "se accadesse, sarebbe gravissimo". Il governo ha gia' chiesto l'intervento dell'Ue e la Commissione ha fatto sapere che "rispondera'" all'Italia, non prima di aver valutato le misure adottate dall'Austria, da cui "si attendono chiarimenti". Il ministro austriaco ha avvertito che non sarebbe accettabile se l'Italia lasciasse transitare un grande flusso di migranti e non si riprendesse indietro quelli che vengono respinti, trasformando il Tirolo in "una sala d'attesa" per chi vuole raggiungere il nord d'Europa. In quel caso, ha aggiunto, "chiederemmo di poter fare controlli in territorio italiano".

Se Italia e Germania non cambiano la loro politica, ha aggiunto, in Tirolo rischia di crearsi "un problema enorme". Gentiloni aspetta di capire le reali intenzioni dell'Austria, ma comunque parla di "brutto segnale per l'Europa". "Se l'Austria puo' costruire una barriera al Brennero vuol dire che Schengen e' morta: l'accordo e' tenuto in vita artificialmente. Non c'e' nessun governo che ponga la questione. Manca la politica, si puo' essere d'accordo o no con quel che fa l'Austria, ma l'Europa non c'e' piu' di fronte a una barriera al Brennero", rincara la dose il presidente della Lombardia, Roberto Maroni.

Di fronte alla ventilata chiusura delle frontiere da parte dell'Austria, Deborah Bergamini, Forza Italia, ha chiesto che il governo riferisca in Parlamento. "L'Italia – osserva – e' chiusa in una morsa: dalla Libia sono pronti a partire un milione di migranti verso le nostre coste mentre le nostre frontiere settentrionali sono sempre piu' presidiate dalla polizia degli Stati a noi confinanti che non vogliono far transitare i profughi che dall'Italia vorrebbero spostarsi verso il Nord Europa. Stiamo diventando prigionieri in casa nostra, costretti alla coabitazione forzata con migliaia di immigrati senza lavoro, senza casa e senza nulla da perdere". Al passo del Brennero, i controlli da parte austriaca non saranno effettuati solamente su autostrada, strada statale e treni, ma anche lungo i sentieri di montagna di entrambi i versanti della conca del valico alpino.

Intanto la questura di Bolzano ha fatto sapere che non autorizzera' manifestazioni al valico di frontiera di passo del Brennero. Le due date ipotizzate per allestire dimostrazioni e cortei dal movimento "No Border" erano il 24 aprile ed il 7 maggio. La Questura ha aggiunto comunque che fino ad oggi non sono state presentate richieste di autorizzazioni o preavvisi. L'Austria si prepara a costruire una barriera anche a est, al confine con l'Ungheria, nel Burgenland. I lavori riguarderanno i passaggi di confine di Moschendorf e Heiligenbrunn e ci sono piani per costruire barriere anche a Nickelsdorf e a Heiligenkreuz.

Sul fronte Turchia-Ue, il ministro turco per gli Affari Europei Volkan Bozkir ha dichiarato che, se Bruxelles non garantisse ai cittadini turchi la liberalizzazione dei visti, Ankara smetterebbe immediatamente di riaccogliere i migranti respinti dalla Grecia. Bozkir ha aggiunto che la Turchia si aspetta che la liberalizzazione inizi dal prossimo giugno. Eventualita' quest'ultima, definita in un'intervista alla Cnn Turk "improbabile" da Kati Piri, che cura i rapporti tra il Parlamento europeo ed Ankara. Inoltre, secondo il Parlamento Europeo, il processo di adesione della Turchia all'Unione europea non va nella giusta direzione, in quanto il paese si discosta dai requisiti necessari in materia di liberta' e diritti fondamentali, e deve essere slegato dall'accordo sulla gestione dell'emergenza profughi.

Strasburgo rileva anche che se il soddisfacimento delle condizioni per la membership europea procede a rilento, su alcune questioni cruciali addirittura si registrano passi indietro. L'assemblea ha approvato una risoluzione con 375 voti a favore, 133 contrari e 87 astensioni, denunciando le criticita' del Paese. In particolare si contestano "regressioni" in tema di liberta' di espressione e di stampa, e la risoluzione invita il governo di Ankara ad "agire contro l'intimidazione dei giornalisti in tutte le sue forme". (AGI) 

Roma – L'Austria avverte, "siamo pronti a chiudere il Brennero". Il ministro della Difesa, Hans Peter Doskozil, non ha escluso la possibilita' di chiudere la frontiera con l'Italia nel caso la pressione dei migranti creasse "una situazione estrema". L'Italia, attraverso il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ha ga' detto che "se accadesse, sarebbe gravissimo". Il governo ha gia' chiesto l'intervento dell'Ue e la Commissione ha fatto sapere che "rispondera'" all'Italia, non prima di aver valutato le misure adottate dall'Austria, da cui "si attendono chiarimenti". Parlando mercoledi' sera a Innsbruck, il ministro austriaco ha avvertito che non sarebbe accettabile se l'Italia lasciasse transitare un grande flusso di migranti e non si riprendesse indietro quelli che vengono respinti, trasformando il Tirolo in "una sala d'attesa" per chi vuole raggiungere il nord d'Europa. In quel caso, ha aggiunto, "chiederemmo di poter fare controlli in territorio italiano". Se Italia e Germania non cambiano la loro politica, ha aggiunto, in Tirolo rischia di crearsi "un problema enorme".

Gentiloni aspetta di capire le reali intenzioni dell'Austria, ma comunque parla di "brutto segnale per l'Europa". "Se l'Austria puo' costruire una barriera al Brennero vuol dire che Schengen e' morta: l'accordo e' tenuto in vita artificialmente. Non c'e' nessun governo che ponga la questione. Manca la politica, si puo' essere d'accordo o no con quel che fa l'Austria, ma l'Europa non c'e' piu' di fronte a una barriera al Brennero", rincara la dose il presidente della Lombardia, Roberto Maroni. Di fronte alla ventilata chiusura delle frontiere da parte dell'Austria, Deborah Bergamini, Forza Italia, ha chiesto che il governo riferisca in Parlamento. "L'Italia – osserva – e' chiusa in una morsa: dalla Libia sono pronti a partire un milione di migranti verso le nostre coste mentre le nostre frontiere settentrionali sono sempre piu' presidiate dalla polizia degli Stati a noi confinanti che non vogliono far transitare i profughi che dall'Italia vorrebbero spostarsi verso il Nord Europa. Stiamo diventando prigionieri in casa nostra, costretti alla coabitazione forzata con migliaia di immigrati senza lavoro, senza casa e senza nulla da perdere". Al passo del Brennero, i controlli da parte austriaca non saranno effettuati solamente su autostrada, strada statale e treni, ma anche lungo i sentieri di montagna di entrambi i versanti della conca del valico alpino. Intanto la questura di Bolzano ha fatto sapere che non autorizzera' manifestazioni al valico di frontiera di passo del Brennero. Le due date ipotizzate per allestire dimostrazioni e cortei dal movimento "No Border" erano il 24 aprile ed il 7 maggio. La Questura ha aggiunto comunque che fino ad oggi non sono state presentate richieste di autorizzazioni o preavvisi. (AGI)

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