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Napoli – Cinque arresti a Napoli dopo la brutale aggressione di un controllore della metropolitana che tentava di impedire di scavalcare i tornelli. Il fatto e' accaduto mercoledi' a Napoli alla stazione metro della centralissima piazza Municipio. Il 44enne Carmine Profeta ha tentato di oltrepassare i tornelli senza titolo di viaggio e un controllore di 39 anni e' intervenuto per fermarlo. Questo ha scatenato la furia di 4 'amici' di Profeta, che hanno aggredito e picchiato violentemente il controllore che e' stato persino inseguito lungo i binari e nuovamente percosso. A inchiodare Profeta e il resto del branco (Mario Antonio Raiano, Marco Aveta, Gennaro Aveta e Giovanni Guida) sono state le immagini del circuito di sorveglianza interna della metropolitana che hanno consentito ai poliziotti, avvisati da un collega del controllore, di raggiungere, identificare e bloccare il branco. Il 39enne e' stato medicato per trauma cranico e contusioni. (AGI) 

Roma – L'arte di cucinare con lo zucchero, onnipresente in tantissime delle preparazioni sulle tavole delle corti rinascimentali e barocche. E l'arte dei credenzieri, incaricati di organizzare le dispense di cibo dei loro signori e responsabili delle scenografie dei banchetti, dalle quali doveva emergere l'opulenza del potere. Questi gli spunti di ricerca che danno vita al volume "Arte dolciaria barocca. I segreti del credenziere di Alessandro VII" della storica dell'alimentazione June di Schino, presentato oggi nel press point di Roma per il Giubileo. Il libro e' stato al centro del seminario "Da un Giubileo all'altro. La cultura della dolcezza a Roma tra Rinascimento e Barocco", introdotto dal prefetto di Roma, Franco Gabrielli. Quest'ultimo ha apprezzato lo "sforzo di ricerca e recupero di saperi e conoscenze, per far conoscere gli albori di una delle cose che ci rendono piu' famosi nel mondo: l'arte culinaria e nello specifico dolciaria". E poi ha scherzato: "gia' la vita e' amara di suo, piena di complicazioni e preoccupazioni, e quindi e' bello ogni tanto occuparsi di cose che possano addolcirla". Alla presentazione sono intervenuti l'autrice del volume, basato sul ritrovamento del ricettario di Girolamo Mei (credenziere di Papa Alessandro VII), il docente di letteratura italiana Rino Caputo e l'enogastroantropologo Ernesto di Renzo. (AGI)

Bruxelles – L'Aula del Parlamento europeo ha approvato la proposta di registro per i dati dei passeggeri aerei (Pnr). Il via libera e' arrivato con 461 voti a favore, 179 voti contrari e 9 astensioni. In base al provvedimento tutte le compagnie aeree saranno obbligate a conservare e condividere i dati relativi a tutti i voli da e per l'Europa. Le informazioni verranno archiviate in uno speciale database, dove vi resteranno per cinque anni ma saranno criptati solo dopo sei mesi. Il Pnr e' considerato uno strumento valido per la lotta al terrorismo internazionale. Il particolare registro, secondo la Commissione europea che ne ha proposto l'istituzione, servira' a prevenire attacchi terroristici favorendo l'individuazione dei terroristi e la loro tracciabilita'.

La direttiva si applica ai voli extra-UE, ma gli Stati membri avranno la facolta' di decidere se estenderla anche ai voli che collegano Stati membri, notificandolo per iscritto alla Commissione. I governi dell'Ue possono inoltre decidere di procedere con la raccolta e il trattamento dei dati Pnr provenienti da operatori economici diversi dalle compagnie aree, come le agenzie di viaggio e gli operatori turistici, che forniscono allo stesso modo servizi di prenotazione di voli. Gli Stati Membri dovranno stabilire una propria 'Unita' di informazione sui passeggeri' (Uip) per raccogliere i dati dalle compagnie aeree. Le Unita' di informazione sui passeggeri saranno responsabili della raccolta, conservazione e trattamento dei dati Pnr, nonche' di trasferirli alle autorita' competenti e scambiarli con le Unita' d'informazione sui passeggeri di altri Stati membri e con Europol. La direttiva stabilisce che il trasferimento di dati Pnr dovrebbe essere consentito solo "caso per caso" e unicamente a fini di "prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi". Per garantire la protezione della privacy, l'Uip nominera' un responsabile della protezione dei dati incaricato di sorvegliare il trattamento delle informazioni e "applicare le garanzie pertinenti", mentre gli Stati membri devono vietare un trattamento dei dati Pnr che riveli informazioni sensibili quali l'origine razziale o etnica, le opinioni politiche, la religione o le convinzioni filosofiche, l'appartenenza sindacale, lo stato di salute, la vita o l'orientamento sessuali dell'interessato. (AGI)

Firenze – Un costone di una cava di marmo del bacino di Colonnata, frazione di Massa Carrara, nel distretto delle Alpi Apuane, e' crollato. Ne danno notizia i vigili del fuoco che, con alcune squadre, stanno scavando per verificare la presenza di cavatori sotto le rocce. Alcuni operai sono gia' stati portati via dal 118 nel vicino ospedale. Le squadre dei vigili del fuoco stanno operando anche con l'ausilio di un elicottero partito dalla base di Arezzo. Sul posto anche operatori del 118.(AGI)

Roma -  "Le frequenti indebite divulgazioni di conversazioni estranee ai temi d'indagine e relative alla vita privata di cittadini spesso neanche indagati, rischiano di compromettere il prestigio e l'immagine dei titolari dell'azione penale e della polizia giudiziaria". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, a margine dell'incontro con i Procuratori generali presso le Corti di Appello, organizzato dalla procura generale della Corte di Cassazione, in Aula Magna. 

Il Vice Presidente Legnini, nel corso del suo intervento ha fatto il punto sugli impegni del Consiglio in merito alla definizione di una nuova circolare sulle Procure e di linee guida sulle intercettazioni telefoniche. "La settima commissione, su impulso del Comitato di Presidenza, dopo aver acquisito le circolari adottate dalle Procure di Roma, Torino e Napoli ha già avviato il lavoro di definizione delle linee guida sul delicato tema delle intercettazioni telefoniche. L'obiettivo e' quello di valorizzare le positive ed innovative misure organizzative adottate dai Procuratori Pignatone, Spataro e Colangelo, portandole a sintesi ed eventualmente integrandole con i contributi della Commissione consiliare e dell'intero Csm".

"Se quelle misure adottate sono utili a realizzare il rispetto dei valori costituzionali coinvolti – prosegue Legnini – non vi è ragione di sottrarsi al dovere di mettere a disposizione di tutti gli uffici di Procura un atto di autoregolamentazione uniforme cui ciascun Procuratore Capo e ciascun magistrato inquirente potra' attenersi o ispirarsi". Tale intento del Csm, afferma il vicepresidente, "non può e non deve invadere l'esercizio del potere proprio dei Capi delle Procure, che, anzi va salvaguardato e valorizzato, ma il Consiglio, non può sottrarsi al dovere di contribuire a definire buone prassi applicative per tentare di individuare un possibile equilibrio tra l'impiego dell'irrinunciabile strumento investigativo delle intercettazioni e i valori costituzionali sottesi al diritto alla riservatezza, ad una corretta informazione e al diritto di difesa". (AGI)

Roma – Tre anni di indagini, centinaia di intercettazioni, decine di perquisizioni, 31 denunce e 2 arresti. Sono i numeri dell'operazione "Villa Giulia" che ha consentito ai Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale, coordinati dalla Procura di Roma, di restituire al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia 23 dei 27 gioielli in oro e pietre, facenti parte della collezione "Castellani" e risalenti alla meta' del 1800, trafugati la notte del 30 marzo 2013. Il valore stimato dei beni supera i 3 milioni di euro: all'appello mancano solo 4 pezzi, di dimensioni ridotte e di minore pregio artistico. Potrebbero anche essere andati perduti nelle concitate fasi della fuga successiva al furto.

I ladri, in effetti, vanno a colpo sicuro ma pasticciano parecchio: scavalcano il muro di recinzione, forzano il portone di ingresso e spaccano due delle vetrine con la collezione "Castellani" – uno dei piu' importanti nuclei antiquari del Museo, 6mila pezzi in tutto, donati allo Stato il 19 gennaio 1919 – ma a quel punto scatta l'allarme e devono "accontentarsi" di arraffare due manciate di gioielli. Quando i carabinieri si mettono sulle tracce dei malviventi, maturano presto un'idea abbastanza precisa grazie alle voci raccolte in certi ambienti: c'e' una cittadina russa, molto ricca e molto affezionata a Roma, che da tempo manifesta interesse per ori come quelli della collezione "Castellani", raffinatissime riproduzioni di oreficeria di arte antica, al punto che piu' di un antiquario gliene avrebbe offerto delle copie. Ma lei di antiquario ne ha gia' scelto uno, una sorta di 'mediatore' d'arte molto attivo sulla piazza capitolina, e a lui ha chiesto non delle repliche ma gli originali dei suoi oggetti del desiderio: e quando la donna, prima di salire sul volo per San Pietroburgo a Fiumicino, viene sottoposta a un controllo, con lei – sorpresa – c'e ' proprio la figlia dell'antiquario. Non solo: la russa ha nel trolley il catalogo della collezione "Castellani" e nell'I-Phone le foto delle sale del Museo Etrusco che la contengono. Peccato che le immagini memorizzate siano non quelle delle vetrine con gli ori ma quelle dell'impianto di videosorveglianza sul soffitto. Il primo obiettivo dei carabinieri e' raggiunto: i gioielli rubati non finiranno all'estero. E a questo punto gli autori del "colpo" si trovano costretti a bussare alla porta di ricettatori locali per piazzare la refurtiva.

Nel mirino degli investigatori finiscono cosi' un gruppo di pluripregiudicati dell'agro pontino e alcuni facoltosi, potenziali acquirenti. Viene individuato anche il luogo dello scambio, un bar in una zona isolata sulla via Portense, alle porte della capitale. Ma quando i carabinieri si avvicinano a due sospetti per identificarli, questi mettono in moto la loro Fiat Punto e si danno alla fuga, non prima di aver lanciato sulla carreggiata una busta con dentro 7 dei monili rubati a Villa Giulia. Il varco decisivo e' stato aperto: ricostruito nei dettagli il contesto del "colpo", intercettazioni, pedinamenti e perquisizioni – proseguite per mesi – consentono di risalire agli esecutori materiali del furto e ai ricettatori oltre che, naturalmente, di recuperare la refurtiva. Per due degli indagati scattano anche le manette: le accuse sono di spaccio di stupefacenti e detenzione illegale di una pistola calibro 357 magnum. Alla conferenza stampa di presentazione dell'operazione hanno partecipato, tra gli altri, il generale Mariano Mossa, comandante del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, il procuratore Giancarlo Capaldo (che da domani lascera' dopo 9 anni il suo incarico di coordinatore del gruppo reati contro il patrimonio culturale della Procura di Roma) e il segretario generale del ministero dei Beni e delle attivita' culturali, Antonia Pasqua Recchia. (AGI)

Roma – La Procura di Roma ha inoltrato la nuova rogatoria sul caso legato alle torture e alla morte di Giulio Regeni, secondo i consueti canali ministeriali e, per anticipare i tempi, anche per via consolare. Il documento che le autorità egiziane dovrebbero ricevere nei prossimi giorni è stato diviso in tre parti dal Procuratore Giuseppe Pignatone e dal pm Sergio Colaiocco.

La prima parte della nuova rogatoria redatta dalla Procura di Roma sulla vicenda Regeni contiene la richiesta di raccolta di una serie di dichiarazioni testimoniali relative sia alla scomparsa del ricercatore friulano, avvenuta il 25 gennaio scorso al Cairo, sia al ritrovamento del cadavere, che risale al 3 febbraio. Alla Procura di Roma interessa anche acquisire informazioni e atti riferiti alla cosiddetta banda dei cinque criminali, che avrebbero avuto un ruolo nel sequestro e nell'uccisione di Regeni, e alle modalita' del conflitto a fuoco con le forze di sicurezza cairota, anche alla luce di dichiarazioni rese a tv e organi di stampa dai familiari di questa presunta banda. Da capire, poi, come e perche', e su iniziativa di chi, alcuni effetti personali che appartenevano al 28enne ricercatore italiano siano finiti proprio nelle mani di uno dei componenti di questo gruppo criminale. La seconda parte della rogatoria si riferisce alla richiesta di acquisizione dei tabulati telefonici, con traffico annesso, riconducibili a ben 13 utenze di cittadini egiziani (compresi quelli della banda). Questo capitolo e' una sorta di integrazione della prima rogatoria, quella partita l'8 febbraio. La terza e ultima parte, infine, riguarda la richiesta di acquisizione delle celle telefoniche legate sempre alle zone della capitale egiziana in cui e' scomparso l'italiano ed e' stato ritrovato il corpo. (AGI) 

CdV – Sabato prossimo Papa Francesco ripeterà a Lesbo il gesto compiuto a Lampedusa di lanciare in mare una corona di fiori per rendere omaggio alle vittime delle migrazioni. Lo stesso faranno insieme con lui – al porto dell'isola – il patriarca ecumenico Bartolomeo I e l'arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Hieronimo. I tre leader religiosi recitano ciascuno una breve preghiera per le vittime delle migrazioni e dopo un minuto di silenzio riceveranno da tre bambini le corone che verranno lanciate in mare. 

Papa Francesco, Bartolomeo I e l'arcivescovo Hieronimo pranzeranno al Campo profughi di Lesbo in un container e saranno alla stessa tavola con 8 rifugiati siriani. Lo ha annunciato il portavoce della Santa Sede, padre federico Lombardi presentando il programma della visita che "sarà di natura strettamente umanitaria ed ecumenica, compiuta insieme dai tre leader cristiani: Papa Francesco, il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, e l'arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Hieronimos. Per questo non ci saranno prese di posizione politiche".  

"Le autorita' greche – ha spiegato infine il gesuita – saranno presenti ma non faranno discorsi ufficiali. Il premier Tsipras accogliera' e salutera' il Papa all'arrivo e al congedo e sara' presente al campo dei rifugiati. Avra' all'aeroporto un colloquio di 20 minuti con il Papa ma non pronuncera' nessun intervento pubblico". (AGI) 

Roma - Sono circa 8 milioni in Italia i consumatori a rischio di alcol, inclusi 1,5 milioni di giovani con un'eta' compre tra gli 11 e i 25 anni. Di questi 8 milioni, 720mila sono "heavydrinkers", ossia bevitori pesanti, che consumano una quantita' di alcol dannosa per la salute. Tuttavia, appena il 10 per cento di questi heavydrinkers (poco meno di 73 mila) viene intercettato e avviato ai servizi alcologici del Servizio Sanitario Nazionale. Il 90 per cento, infatti, non fa ricorso ai servizi di diagnosi, cura e riabilitazione e non riceve alcuna forma di trattamento. Questi alcuni dei numeri presentati oggi, in occasione dell'Alcohol Prevention Day presso l'Istituto superiore di sanita' (Iss), dall'Osservatorio Nazionale Alcol.

"Da una visione d'insieme emerge che nel nostro Paese oltre 720.000 individui non solo sono 'a rischio' – ha detto Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio – ma gia' pazienti con danno d'organo e dipendenza causati dall'alcol, condizioni tali da richiedere una delle forme di trattamento disponibili nei servizi di alcologia in grado di arrestare la progressione del danno, di prevenire le complicanze e l'evoluzione verso forme piu' complesse di dipendenza, nonche' di avviare un possibile percorso terapeutico e di riabilitazione". Secondo Scafato, "risulta grave il debito formativo professionale medico sull'identificazione precoce e l'intervento breve da anni richiamato dai Piani Nazionali di Prevenzione e non ancora integrato nella pratica clinica quotidiana corrente". L'analisi effettuata nel quadriennio 2011-2014 mostra che la prevalenza dei consumatori dannosi di alcol in Italia e' piu' elevata tra gli uomini rispetto alle donne. I consumatori quotidiani di alcol sono 12 milioni, mentre 5,8 milioni sono quelli eccedenti le linee guida su base quotidina. Il binge drinkers, il bere per ubriacarsi, rimane una pratica molto diffusa tra i ragazzi dagli 11 ai 25 anni d'eta': in totale sono 3,3 milioni. Di questi 110mila hanno dagli 11 ai 17 anni d'eta', 250mila tra i 18 e i 20 anni, 43mila tra i 21 e i 25 anni d'eta'. (AGI) 

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