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(AGI) – Londra, 4 mag. – Charlotte Elizabeth Diana of Cambridge forse non ha ancora aperto gli occhi, ma nel Regno Unito gia’ ci si prepara a sfruttare commercialmente l’immagine di una nuova Royal Baby, nata sabato scorso alle 8:34 del mattino, dal valore di milioni e milioni di sterline. Dalle porcellane alle magliette, dai magneti per il frigorifero ai gusti di gelato, a Londra e dintorni gia’ oggi era possibile trovare diversi gadget e diversi prodotti dedicati alla nuova figlia di William e Kate, nipote di Carlo e della defunta Lady Diana, bisnipote della regina Elisabetta II e quarta in linea nella successione al trono. Le tazze e gli oggetti in porcellana, innanzi tutto, che potranno essere abbinati a cuscini e tendaggi. Il Royal Collection Trust, l’ente che gestisce i beni della casa reale, ha gia’ svelato tutta l’oggettistica ufficiale, dai piatti con rifiniture in oro zecchino dal costo di circa 60 euro ai poggiatesta in velluto a circa 140 euro. Altro gadget imperdibile – che presto sara’ acquistabile online da chi se ne vorra’ liberare – e’ la moneta d’argento che la Royal Mint, la zecca reale, regalera’ a tutti i bambini nati nello stesso giorno di Charlotte, il 2 maggio 2015. I prezzi saranno sicuramente esorbitanti, visto il grande giro di collezionisti in tutto il mondo. Intanto, mentre i produttori di gadget a poco prezzo per turisti gia’ affilano le armi per inondare il mercato di magneti, cartoline e tazze a basso costo (ed e’ probabile che in Cina si stia gia’ lavorando alacremente), le mamme con tante aspettative dai propri bebe’ potranno comprare uno scialle come quello usato da Kate per avvolgere la piccola all’uscita dal St. Mary Hospital di Paddington. Prodotto da G.H. Hurt & Son, rinomata azienda tessile di Nottingham, e’ acquistabile anche online a un prezzo relativamente contenuto, circa 60 euro. Infine, seguendo l’esempio di altre gelaterie londinesi, gli artigiani di The Lickators hanno promesso di mettere sul commercio un gelato fatto con latte materno, cosi’ come avvenne nel 2011, quando la novita’ desto’ non poco scandalo e porto’ anche all’intervento, dopo numerose lamentele, delle autorita’ sanitarie. Il gelato si chiamera’ Royal Baby Gaga e sara’ a base di estratto di vaniglia e di latte materno gentilmente donato da volenterose mamme. Tutti i proventi andranno a un’associazione di volontariato che si occupa di promuovere l’allattamento al seno. (AGI) .

(AGI) – Bergamo, 4 mag. – Tutti gli atti d’indagine sul rapimento e l’omicidio di Yara Gambirasio sono stati ammessi dal gup di Bergamo Ciro Iacomino nel fascicolo del processo a Massimo Bossetti, che iniziera’ il 3 luglio. Tra gli atti ammessi stamattina dal magistrato nel corso dell’udienza alla quale ha partecipato lo stesso Bossetti c’e’ anche la consulenza del Ris sul Dna trovato sul corpo di Yara e che corrisponde a quello dell’imputato, che invece la difesa chiedeva di escludere, perche’ la giudica irripetibile. Il gip ha deciso che una decisione definitiva in merito venga presa dalla Corte d’Assise. .

(AGI) – Roma, 4 mag. – In Italia sono state immatricolate nel mese di aprile 148.807 vetture, il 24,16% in piu’ rispetto all’aprile 2014. Lo si legge sul sito del ministero dei Trasporti. Sempre ad aprile sono stati registrati 398.746 trasferimenti di proprieta’ di auto usate, con un aumento dell’11,39% rispetto ad aprile 2014, durante il quale ne furono registrati 357.966 (nel mese di marzo 2015 sono stati invece registrati 426.460 trasferimenti di proprieta’ di auto usate, con una crescita del 16,43% rispetto a marzo 2014, durante il quale ne furono registrati 366.276). Nel periodo gennaio-aprile 2015 la Motorizzazione ha in totale immatricolato 578.088 autovetture, con un incremento del 16,20% rispetto al periodo gennaio-aprile 2014, durante il quale ne furono immatricolate 497.478. Nello stesso periodo di gennaio-aprile 2015 sono stati registrati 1.554.694 trasferimenti di proprieta’ di auto usate, con un aumento dell’8,15% rispetto a gennaio-aprile 2014, durante il quale ne furono registrati 1.437.534. .

(AGI) – Milano, 4 mag. – Il capitalismo di relazione fatto di accordi tra giornali, banche, partiti “e’ morto”, il sistema deve diventare piu’ “trasparente” e le aziende devono crescere aprendosi a nuovi partner anche se in questo modo i figli degli imprenditori attuali non avranno piu’ il controllo della societa’. Questo il messaggio lanciato oggi dal premier Matteo Renzi alle societa’ quotate sul mercato e all’intera comunita’ finanziaria in un incontro tenuto in Borsa, in cui tra l’altro ha affermato che in Italia “c’e’ anche un problema di classe dirigente”. “Saro’ considerato fin troppo tranchant, ma il capitalismo di relazione e’ morto – ha detto – e’ un sistema che in Italia ha prodotto effetti negativi ed e’ arrivato il momento di mettere la parola fine, un sistema basato sulle relazioni piu’ che sulla trasparenza, in un mondo che chiede dinamismo, trasparenza, curiosita’. Il sistema in cui i giornali, le banche, le fondazioni, i partiti politici hanno pensato di andare avanti tutti insieme, discutendo tra di loro e’ morto, e se non muore muore l’Italia. La politica cerca un cambio di passo e l’impresa deve darci una mano a cambiare questo sistema”. Tocca allora alle imprese, avverte Renzi “tirar su l’ancora” e crescere trovandosi alleati. “Dovete avere il coraggio di aprire le vostre aziende, essere parte di un sistema nervoso piu’ ampio e governare aziende piu’ grandi di oggi con altri partner, senza preoccuparsi della seconda, della terza o della quarta generazione, immaginandosi un percorso in cui aprendosi si diventa piu’ grandi e maggiorenni. Non voglio sembrare un maleducato e arrogante che viene a dettare la linea – Chesterton aveva detto che la democrazia e’ il governo dei maleducati, l’aristocrazia il governo degli educati male – dare tutta la colpa di quanto e’ successo in vent’anni e’ comodo e ingiusto, noi cerchiamo di fare la nostra parte, ma questo paese ha un problema di classe dirigente”. Secondo Renzi “la Borsa non e’ il luogo dove venire a trovare soldi freschi per un po’ di investimenti, la Borsa deve servire a un cambio di mentalita’ e di consapevolezza, a entrare nel futuro con le nostre radici, anche se ai figli non arrivera’ il 100% dell’azienda”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 mag. – L’onda lunga del terrorismo somalo, e del fascino che esercita sui giovani occidentali, e’ arrivata negli Stati Uniti, in Texas, dove sono morti due terroristi che avevano cercato di attaccare un convegno islamofobo al quale partecipava, tra gli altri, l’ultraconservatore populista olandese, Geert Wilders.

I due hanno aperto il fuoco all’esterno di un edificio a Dallas dove si svolgeva un concorso di caricature del Profeta. Entrambi sono stati uccisi dalla polizia mentre un agente e’ rimasto ferito alla caviglia.

La pista e’ quella dell’Isis, come si evince dai tweet che hanno annunciato l’attentato – con l’hashatg “TexasAttack” -, onorando il ‘Califfo’, appellativo con cui si firma il numero uno dello Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi. “Possa Allah accettarci come mujaheddin”, aveva scritto uno dei due attentatori, identificato dall’Fbi come Elton Simpson, originario di Phoenix, in Arizona. L’uomo era gia’ stato indagato in passato per legami terroristici; la sua abitazione e’ stata subito perquisita dagli agenti federali.

Nadir Soofi e’ il nome del secondo attentatore di Dallas, dove oggi e’ stato compiuto u attacco contro un convegno islamofobo. Soofi abitava con l’altro terrorista, Elton Simpson, in un appartamento a Phoenix. Lo ha riferito la polizia.

La sparatoria e’ avvenuta intorno alle 19 ora locale (nella notte italiana) a Garland, nella periferia della metropoli texana. I due uomini si sono avvicinati al centro in auto e, quando sono scesi, hanno sparato contro gli agenti di sicurezza disarmati davanti all’edificio dove era in corso la competizione, il Curtis Culwell Center. Gli agenti di Garland hanno risposto al fuoco e i due terroristi sono stati uccisi, uno sul colpo; l’altro, prima ferito e poi finito da un secondo colpo. La sparatoria e’ durata solo una manciata di secondi. L’auto degli attentatori e’ stata poi ispezionata a lungo dagli artificieri, nel timore che contenesse esplosivo, mentre la zona e’ stata evacuata.

Il concorso era stato organizzato dalla American Freedom Defence Iniziative che aveva messo in palio 10.000 dollari per il vincitore. La ‘paladina’ dell’organizzazione e’ Pamela Geller, blogger conservatrice, attivista e presidente dell’American Freedom Defence Initiative e di Stop Islamization of America. Entrambe le organizzazioni sono note per le posizioni contro quella che denunciano la presunta islamizzazione degli Stati Uniti.

Dopo gli spari, la Geller ha scritto sul suo sito: e’ “una guerra contro la liberta’ di espressione. Dobbiamo arrenderci a questi mostri?”. Wilders si e’ detto “sconvolto”. Il concorso organizzato al Curtis Culwell Center di Garland, alla periferia di Dallas, era stato molto contestato nella comunita’ locale anche perche’ il gruppo viene considerato, per esempio dal Southern Poverty Law Center (che tiene d’occhio i gruppi che seminano odio), islamofobo.

La polizia americana era gia’ in allarme, e aveva studiato per mesi il piano della sicurezza per proteggere l’evento, la cui sicurezza era costata agli organizzatori 10.000 dollari contributo per proteggere l’evento.

Lo stesso Elton Simpson, uno dei due attentatori, era nel mirino del Fbi fin dal 2006, quando un informatore dei federali -di nome Dabla Deng, che frequentava la stessa moschea di Simpson – riusci’ ad avvicinarlo e a registrarne 1500 ore di conversazioni tra il marzo 2007 e il novembre 2009. Parlando con l’informatore, Simpson accenno’ spesso alla necessita’ di combattere il jihad, la guerra santa.

Ma la frase che piu’ tardi lo avrebbe inchiodato fu una considerazione relativa alla Somalia, insanguinata dalle milizie islamiche Shebaab: “E’ tempo di andare in Somalia, fratello. Ne faremo il campo di battaglia. E’ tempo di arruolarsi”. Parole registrate nel microfono di Deng e poi in qualche modo confermate dall’acquisto di un biglietto per il Sudafrica dove Simpson affermava di voler studiare il Corano in una madrassa. Interrogato dall’Fbi, l’uomo poi nego’ di aver parlato di un viaggio in Somalia o di voler combattere la ‘guerra santa’. Il giudice, pur ritenendolo colpevole di false dichiarazioni rese agli agenti federali, concluse che non vi erano prove sufficienti per considerarlo coinvolto nel terrorismo internazionale. Dal memorandum di difesa del suo avvocato, risulta inoltre che Simpson era nato in Illinois – da li’ si era poi trasferito nell’area di Phoenix – e si era convertito all’Islam in giovane eta’. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 mag. – Potrei costituire “anche un gruppo autonomo, quando ci si divide ci si divide, ma vorrei discuterne ancora qualche ora. Sicuramente non sosterro’ piu’ questo Governo, quando mi chiederanno la fiducia non gliela daro’ perche’ non mi fido piu'”. Lo ha detto a Sky TG24 HD, all’interno dello speciale ‘Italicum, il voto finale’, l’esponente della minoranza PD Giuseppe Civati, dopo l’approvazione dell’Italicum. “Gia’ al Senato – ha spiegato – 24 senatori non votarono l’Italicum, la spaccatura all’interno del gruppo c’e’ gia’ stata, e’ un fatto politico che Renzi conosceva gia’ e che evidentemente non gli interessa. Per me questa e’ una parentesi che non si chiude, che significa discutere nelle prossime ore con chi e’ determinato a ribadire questo dato politico e capire se si puo’ fare qualcosa insieme, altrimenti faro’ una scelta personale che nelle prossime ore comunichero’. Penso che chi non e’ d’accordo debba immaginare anche un’ipotesi referendaria, porre almeno in termini politici questa questione sarebbe giusto”. .

(AGI) – Roma, 4 mag. – “Si’, sicuramente e’ un dato politico” i 61 voti contrari all’Italicum, ma questo “accade anche in altri provvedimenti, in cui i voti contrari di solito sono molti di piu’. Ma il dato politico molto forte, per me e che sento quando sono in giro, e’ che la gente che incontriamo, soprattutto i piu’ adulti, ci dicono di andare avanti e non mollare, ci dicono ‘non vi fate bloccare’. Questo per me e’ il dato politico”. Lo ha detto Maria Elena Boschi, a Otto e mezzo, commentando le parole di Pierluigi Bersani che ha giudicato un ‘dato politico’ l’esito del voto sull’Italicum.

“Mi dispiace sinceramente che uno che ha fatto tanto per il partito, che e’ stato segretario, come Bersani, che spesso ci ha richiamato a noi piu’ giovani al senso della ‘ditta’, che non abbiano rispettato le decisioni della maggioranza. Mi aspetto che il 10% del partito rispetti la maggioranza del gruppo e questo e’ stato prorio lui ad insegnarcelo”. Lo ha detto Maria Elena Boschi a Otto e mezzo, commentando la posizione assunta da Pierluigi Bersani. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 mag. – Matteo Renzi aspetta il voto finale dell’Italicum per mettersi in contatto con i suoi e festeggiare alla sua maniera: complimentandosi per il lavoro fatto in Aula e rilanciando l’impegno a cambiare il Paese. “Sono orgoglioso della vostra Fiducia e del fatto che la Politica si sia mostrata finalmente all’altezza delle sfide”, dice il presidente del consiglio a chi lo sente nei minuti immediatamente successivi al voto: “Siete voi il cambiamento che stavamo aspettando, state scrivendo una pagina storica per il Paese”, aggiunge Renzi.

Il voto sull’Italicum, tuttavia, ha visto consumarsi in Aula un nuovo strappo, potenzialmente definitivo, tra la minoranza e la maggioranza renziana. L’interpretazione dei numeri in campo cambia in base a chi cerca di leggere il risultato del voto segreto. Per la minoranza che ha scelto la strada del ‘no’ all’Italicum si tratta di una vittoria: “L’area complessiva del dissenso e’ arrivata a una settantina, se si calcolano anche gli assenti”, spiega un esponente della sinistra Pd: “Di questi, una sessantina possono essere del Pd”.

E’ evidente, per gli ‘oltranzisti’, che questa vicenda determina un nuovo perimetro della minoranza che non contempla i Cinquanta che hanno firmato il documento per la fiducia al governo ed hanno poi votato di conseguenza. “Ma noi rimaniamo minoranza”, sottolineano alcuni dei Cinquanta. Non li si chiami ‘responsabili’ perche’, spiegano, si sono limitati ad essere conseguenti a quanto scelto nei giorni scorsi: hanno deciso di votare la fiducia e cercato di riportare sulle loro posizioni anche Roberto Speranza. “Non abbiamo capito ne’ condiviso la sua scelta e lo abbiamo detto chiaramente. Ma anche lui, in passato con il Jobs Act, ha votato la fiducia al governo senza, per questo, entrare nel novero dei ‘renziani’. Cosi’ noi, oggi, rivendichiamo di fare parte della minoranza”, viene spiegato ancora prima di fornire una lettura dei numeri emersi oggi: assieme ai deputati Romano, Corsaro, Pastorino, Pili, Fava, Pisicchio e De Girolamo, tra i ‘no’ all’Italicum andrebbero annoverati dieci deputati di Area Libera, due o tre di Scelta Civica ed Ncd, oltre ai trentotto del Pd.

Secondo questi calcoli, dunque, i voti contrari della mioranza dem sarebbero passati da 38 a quaranta. Numeri che peseranno sulla battaglia in Senato per il ddl Boschi. Fonti renziane assicurano che non c’e’ preoccupazione per il comportamento dei senatori dem.

Pierluigi Bersani, tuttavia, definisce il risultato alla Camera, “un dato politico”. Parole che vengono lette come una volonta’ di portare avanti la battaglia per modificare il ddl Boschi. Una possibilita’ stigmatizzata immediatamente dal presidente Pd Matteo Orfini: “Il superamento del bicameralismo perfetto era nel programma del centro sinistra dai tempi di Prodi. Ripartire da zero sarebbe, non solo un errore, ma una tragedia”. (AGI)

(AGI) – Dallas, 4 mag. – E’ Nadir Soofi il nome del secondo attentatore di Dallas, dove oggi e’ stato compiuto u attacco contro un convegno islamofobo. Soofi abitava con l’altro terrorista, Elton Simpson, in un appartamento a Phoenix. Lo ha riferito la polizia. .

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