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(AGI) – Pechino, 2 giu. – Una nave da crociera carica di turisti cinesi – in gran parte anziani in pensione, ma a bordo c’era anche un piccolo di 3 anni – e’ naufragata nelle acque del fiume piu’ lungo d’Asia, lo Yangtze, il terzo piu’ lungo del mondo. E’ stata una questione di attimi e l’imbarcazione – una delle piu’ lussuose della compagnia armatrice anche se la crociera di 13 giorni costava solo 160 dollari – e’ andata a picco. Non totalmente pero’. Lo scafo e’ rimasto a fior d’acqua, ma in pochi, quasi nessuno e’ riuscito a salvarsi. Oltre 400 persone mancano all’appello a ormai 24 ore dal naufragio della ‘stella d’Oriente’. E per la Cina e’ la peggiore tragedia di questo tipo da decenni. Delle 458 persone a bordo, cinque sono morte, una quindicina sono state tratte in salvo, ma centinaia risultano disperse: 405 passeggeri, 46 uomini d’equipaggio e 5 guide turistiche. Il naufragio e’ avvenuto alle 21:30 di lunedi’ sera, non lontano dalla citta di di Jingzhou, nella provincia dell’Hubei, in un punto dove l’acqua e’ profonda circa 15 metri. Tre corpi sono stati recuperati una cinquantina di km piu’ a valle del relitto, a conferma della velocita’ delle correnti e delle difficolta’ a cui hanno dovuto far fronte le squadre di soccorso, tra venti impetuosi e pioggia battente. Immagini della tv nazionale hanno mostrato alcuni soccorritori, con la caratteristica giacca arancione, arrampicati sullo scafo capovolto: uno di loro si sdraia e con un martello prova a dare colpi, aspettando risposta, poi gesticola affannosamente. Secondo alcune fonti, sono state sentite le voci di sopravvissuti all’interno del natante, ma non si e’ riusciti a fare molto. La nave si e’ capovolto ed e’ affondata nel giro di pochissimi secondi, hanno raccontato i pochi sopravvissuti. nella zona imperversava il maltempo. Un uomo, tale Zhang Hu, che e’ riuscito a tenersi in vita aggrappato per 10 ore a un salvagente, senza saper nuotare, ha raccontato che l’imbarcazione e’ entrata in difficolta’ quando la pioggia ha cominciato a entrare attraverso le finestre e ad allagare le cabine. Molti sono allora scesi sotto caperta per non bagnarsi, ma la nave si e’ inclinata a 45 gradi. “Ho avuto 30 secondi per afferrare il salvagente”, ha raccontato; poi si e’ arrampicato fuori da una finestra sotto la pioggia torrenziale ed e’ finito in acqua. Per circa 30 minuti Zhang ha sentito le grida di una decina di persone in acqua, poi piu’ nulla e lui e’ andato alla deriva. Tre sopravvissuti sono stati salvati perche’ lo scafo e’ stato tagliato. In salvo il capitano e il capo motorista, che pero’ sono state arrestati: hanno raccontato che l’imbarcazione, dalla quale non e’ partito alcun segnale d’allarme, e’ finita nel mezzo di un ciclone. La nave era partita sei giorni fa da Nanchino, capitale della provincia orientale di Jiangsu, per una crociera di 13 giorni; ed era diretta a Chongqinq, oltyre 1500 chilometri lungo una rotta, tra siti storici e spettacolari panorami, molto popolare tra i turisti cinesi. Secondo le prime indagini, il natante non era sovraccarico e c’erano giubbotti di salvataggio a sufficienza per tutti i passeggeri. Sul posto, in mattinata, ora locale, si e’ recato anche il primo ministro cinese, Li Keqiang, assieme al vice premier, Ma Kai. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha chiesto ai soccorritori tutti gli sforzi possibili per salvare il maggiore numero di passeggeri. Alle operazioni hanno partecipato centinaia di agenti ella polizia armata del popolo, un corpo paramilitare, con decine di gommoni gonfiabili. Ma il maltempo ha ostacolato il loro lavoro. E adesso sono gia’ cominciate le proteste dei familiari, molti dei quali hanno detto di aver appreso la notizia solo dai telegiornali: alcuni si sono raccolti a Shanghai e a Nanchino, presso gli uffici della compagnia armatrice, protestando per non aver ricevuto alcuna notizia dell’accaduto. .

(AGI) – Roma, 2 giu. – I risultati elettorali sono dovuti anche alla politica sulla scuola attuata dal governo Renzi. Ne e’ convinto il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi, che annuncia per il 5 giugno manifestazioni in tutta Italia, oltre allo sciopero dei docenti. “Gli schiaffoni elettorali affibbiati a Renzi, al suo governo e al PD hanno molte motivazioni, ma quella prevalente attiene, a parere generale, alle politiche neoliberiste del governo nei confronti del lavoro e ancor piu’ all’attacco sferrato stoltamente contro tutto il mondo della scuola”.

I Cobas – ricorda Bernocchi – hanno proclamato lo sciopero degli scrutini (escludendo le classi “terminali”) per due giorni consecutivi, a partire da quello seguente la fine delle lezioni, l’8 e 9 giugno per Emilia Romagna e Molise; il 9 e il 10 per Lazio e Lombardia; il 10 e l’11 per Puglia, Sicilia e Trentino; l’11 e il 12 per Liguria, Marche, Sardegna, Toscana,Umbria, Campania e Veneto; il 12 e il 13 per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Val d’Aosta; il 17 e il 18 per l’Alto Adige.

“Il 5 giugno in tutta Italia – si legge in una nota – il blocco degli scrutini verra’ accompagnato da manifestazioni, cortei, spettacoli, feste, giochi e intrattenimenti contro la “cattiva scuola” renziana, i presidi padroni, i quiz, e per il ritiro del Ddl. A Roma un corteo unitario, indetto da alcune RSU e con la partecipazione di tutti i sindacati che hanno promosso gli scioperi, partira’ alle 17.30 dal Colosseo e si rechera’ a P. Farnese ove si svolgera’ (fino alle 24) una “notte bianca”. (AGI) .

(AGI) – Atene, 2 giu. – “Abbiamo presentato un realistico piano per la Grecia per uscire dalla crisi”. Lo ha detto il primo ministro greco Alexis Tsipras, precisando: “Un piano realistico la cui accettazione da parte delle istituzioni, dei nostri creditori e dei nostri partner in Europa segnera’ la fine dello scenario di divisione in Europa”. La decisione sull’accordo – ha riferito Tsipras ai giornalisti – resta ai leader politici europei. Il premier greco ha detto inoltre di essere “ottimista” e di credere che i leader europei accoglieranno le proposte greche. Le parole di Tsipras fanno seguito al vertice notturno tenuto a Berlino dal premier francese Francois Hollande, dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal direttore generale del Fmi Christine Lagarde. Le parole di ottimismo di Tsipras non vengono confermate da Jeroen Dijsselbloem. Secondo il presidente dell’Eurogruppo, infatti, i progressi del negoziato tra i creditori e le autorita’ greche sulle riforme che Atene deve portare avanti per sbloccare una nuova iniezione di liquidita’ sono “insufficienti”. Jeroen Dijsselbloem, intervistato dalla Tv olandese Rtl, spiega che “si sono registrati dei progressi, ma sono insufficienti. Siamo ancora lontani dall’accordo”. Secondo il presidente dell’Eurogruppo inoltre, raggiungere un accordo entro questa settimana sarebbe teoricamente impossibile anche per ragioni tecniche: “Anche se le istitruzioni in Grecia raggiungessero un’intesa questa settimana – ha detto Dijsselbloem – questa dovrebbe passare per una riunion dell’ Eurogruppo. Quindi – ha concluso – anche teoricamente un accordo entro questa settimana non e’ possibile”. Il premier greco Tsipras si e’ detto cosciente che “i negoziati sono duri”, ma ha sottolineato che “noi siamo determinati, stiamo negoziando con un piano, una strategia in circostanze difficili”. Il leader greco ha riferito che le proposte sono state inviate ai leader europei e al Fmi ma non ha fornito dettagli sui contenuti. “Molti documenti sono stati scambiati su come applicare gli accordi” raggiunti precendentemente tra Grecia e creditori internazionali, ha detto oggi la portavoce dell’Esecutivo Ue responsabile per le questioni economiche, Annika Breidthardt, rispondendo a una domanda sul piano che il premier greco Alexis Tsipras ha detto di aver presentato la notte scorsa ai creditori della Grecia. “Il fatto che si scambino documenti e’ un buon segno di per se’, i contatti continuano ma ancora non siamo al punto di aver raggiunto un accordo”, ha aggiunto la portavoce. Il numero uno della Banca centrale greca, Yannis Stournaras, si e’ poi detto “molto ottimista” sulla permanenza della Grecia nell’Eurozona. “Nessuno ha il mandato di mettere fuori il Paese dalla zona euro, per questo sono molto ottimista sul fatto che non succedera’ alla Grecia”, ha sottolineato nel corso di un panel organizzato dal think-tank Chatham House. Il governatore ha poi aggiunto, citando un sondaggio, che l’80% dei greci vuole restare nell’euro e il 65% di questi e’ disposto a sopportare ulteriori sacrifici. Secondo Stournaras il governo greco deve rispettare i sacrifici che sta facendo la sua gente. “Abbiamo bisogno di un sistema politico che si assuma le proprie responsabilita’ e che rispetti i sacrifici che la gente ha fatto finora”, ha spiegato. “L’abbassamento del 35% degli standard di vita non e’ normale per un Paese Ocse, questo rappresenta un immenso sacrificio per i greci che lo hanno sopportato per restare nell’Eurozona. Per questo penso che il sistema politico debba rispettare tutto questo”. Nel suo intervento londinese, il governatore si e’ infine soffermato sul rischio populismo che corre l’Europa: “L’Eurozona necessita di riforme” altrimenti c’e’ il forte rischio di un incremento delle istanze estremiste e populiste. (AGI) .

(AGI) – Roma, 2 giu. – “Il percorso delle riforme e’ all’esame del Parlamento, sara’ quindi il Parlamento a scegliere forme e contenuti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiudendo le celebrazioni del 2 Giugno. Ora che sono passate le elezioni, “ogni percorso elettorale che accentua le tensioni, mi auguro un’atmosfera piu’ serena nel rispetto della diversita’ delle posizioni”, ha detto ancora Mattarella. “Il confronto in Parlamento e’ un livello alto della politica”, ha aggiunto, “ed e’ tanto piu’ alto quanto e’ sereno”. .

(AGI) – Parigi, 2 giu. – La riunione a Parigi della coalizione internazionale contro lo Stato Islamico e’ servita a rilanciare il suo impegno in seguito alle recenti offensive dei miliziani jihadisti a Ramadi, in Iraq, e a Palmira, in Siria. Ma, ha precisato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, “assolutamente non si e’ parlato di un intervento a terra: l’Iraq ha chiesto un maggiore impegno, ma riguardo i rifugiati e, sul piano militare, per il training, i rifornimenti di munizioni, gli aiuti economici. La coalizione e’ consapevole – ha aggiunto il ministro – che lo scontro sul terreno e’ innanzitutto nelle mani degli iracheni”.

Gentiloni: Italia al lavoro con Unesco per la protezione dei siti

(AGI) – Roma, 2 giu. – “La notizia di queste elezioni e’ stato l’astensionismo. E’ un allarme, e’ molto grave. I cittadini votano di meno perche’ non credono piu’ nella politica”. Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini a “Di martedi’” su La7. “La politica non si e’ accorta che bisognava ridurre le diseguaglianze, e dare risposte al divario tra chi ha tanto e e chi non riesce ad arrivare alla fine del mese. Se le persone vedono che la loro vita va sempre peggio allora si sentono tradite”, ha aggiunto. “I politici devono essere credibili, trasparenti e puliti”, ha osservato la presidente della Camera. “Nella politica c’e’ bisogno di un leader, ma da solo puo’ fare molto poco”, ha inoltre sottolineato la terza carica dello Stato. .

(AGI) – Roma, 2 giu. – Atene ha presentato un piano “realistico” per uscire dalla crisi: all’indomani del vertice notturno di Berlino, il premier greco Alexi Tsipras replica alle richieste di creditori e istituzioni e fa sapere di aver messo nero su bianco un “piano realistico la cui accettazione da parte delle istituzioni, dei nostri creditori e dei nostri partner, segnera’ la fine dello scenario di divisione in Europa”. Fonti vicine al dossier nel pomeriggio hanno fatto trapelare che l’accordo che dovrebbe contenere le misure di aiuto al governo greco e’ a portata di mano e che la bozza di intesa Fmi-Ue da sottoporre ad Atene e’ praticamente fatta: “Abbiamo quasi fatto”, spiegano le fonti aggiungendo che Commissione Ue e Fmi stanno finalizzando i dettagli dell’intesa. Ma e’ il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, a gelare le aspettative e a chiarire che i progressi del negoziato tra i creditori e le autorita’ greche sulle riforme che Atene deve portare avanti per sbloccare una nuova iniezione di liquidita’ sono “insufficienti”. “Si sono registrati dei progressi – ha detto Dijsselbloem – ma sono insufficienti. Siamo ancora lontani dall’accordo”. “Molti documenti sono stati scambiati su come applicare gli accordi” raggiunti precendentemente tra Grecia e creditori internazionali, ha aggiunto la portavoce dell’Esecutivo Ue responsabile per le questioni economiche, Annika Breidthardt. “Il fatto che si scambino documenti e’ un buon segno di per se’, i contatti continuano ma ancora non siamo al punto di aver raggiunto un accordo”. In serata intanto, la Banca Centrale Europea ha innalzato di 500 milioni di euro il tetto di liquidita’ di emergenza concessa alle banche greche, portando la quota a 80,7 miliardi di euro. Al momento, hanno fatto trapelare fonti bancarie, le banche greche hanno una disponibilita’ di 3 miliardi di euro. Il messaggio che arriva da Atene, mentre si avvicina la data fatidica del 5 giugno quando teoricamente scadra’ la rata da 300 milioni di euro che la Grecia dovra’ versare al Fmi, e’ di fiducia e arriva dopo la riunione di emergenza che si e’ tenuta questa notte a Berlino tra i rappresentanti di Germania, Francia, Commissione Ue, Bce, e Fmi. Tsipras premette che la decisione sull’accordo spetta ai leader politici europei ma dice di essere “ottimista” sul fatto che le cancellerie europee accoglieranno le proposte greche. “I negoziati sono duri – ha sottolineato Tsipras – noi siamo determinati, stiamo negoziando con un piano, una strategia in circostanze difficili”. Il leader greco ha riferito che le proposte sono state inviate ai leader europei e al Fmi ma non ha fornito dettagli sui contenuti, ma secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, nella sua proposta Atene avrebbe indicato un obiettivo di surplus primario per il 2015 allo 0,8% e dell’1,5% per il 2016. Tra le altre indiscrezioni riguardanti il piano di Atene anche la definzione di tre aliquote Iva al 6%, all’11% e al 23%. Anche il numero uno della Banca centrale greca, Yannis Stournaras, si dice “molto ottimista” sulla permanenza della Grecia nell’Eurozona. “Nessuno ha il mandato di mettere fuori il Paese dalla zona euro, per questo sono molto ottimista sul fatto che non succedera’ alla Grecia”, ha sottolineato nel corso di un panel organizzato dal think-tank Chatham House. Il governatore ha poi aggiunto, citando un sondaggio, che l’80% dei greci vuole restare nell’euro e il 65% di questi e’ disposto a sopportare ulteriori sacrifici. Secondo Stournaras il governo greco deve rispettare i sacrifici che sta facendo la sua gente. “Abbiamo bisogno di un sistema politico che si assuma le proprie responsabilita’ e che rispetti i sacrifici che la gente ha fatto finora”, ha spiegato. “L’abbassamento del 35% degli standard di vita non e’ normale per un Paese Ocse, questo rappresenta un immenso sacrificio per i greci che lo hanno sopportato per restare nell’Eurozona. Per questo penso che il sistema politico debba rispettare tutto questo”. Le incertezze su un accordo tra i creditori e il governo greco pesano sui mercati, frenano gli investitori e fanno chiudere in negativo le borse europee ad eccezione di Milano che chiude la giornata in lieve guadagno a +0,6%. .

(AGI) – Parigi, 2 giu. – La coalizione anti-Isis a guida Usa ha dato l’appoggio al piano militare e politico con il quale l’Iraq vuole far fronte al gruppo terrorista e recuperare la provincia di al-Anbar. Il ‘via libera’, alla riunione a Parigi dei ministri degli Esteri dei 20 Paesi partecipanti alla campagna di bombardamenti. L’appoggio e’ “totale”, come ha assicurato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ma e’ escluso “l’intervento a terra”: “Lo scontro sul terreno e’ innanzitutto nelle mani degli iracheni” Una ventina di ministri della coalizione, tra i quali il capo della diplomazia italiana, hanno incontrato a Parigi, il premier iracheno, Haider al-Abadi; e hanno cercato di convincere il suo governo a guida sciita a ricucire le relazioni con la minoranza snunita per rafforzare il fronte contro l’Isis. Abadi ha assicurato il riavvicinamento, ma ha accusato la coalizione internazionale di non fare abbastanza contro i jihadisti, dilagati in ampi settori dell’Iraq e che ora controllano un terzo del Paese. “Possiamo fare sacrifici”, ha detto, “ma la coalizione internazionale deve sostenerci”. Abadi si e’ lamentato che non sia stato fermato il flusso di ‘foreign fighters’ che arrivano in Iraq. E ha aggiunto che le sue truppe avanzano, ma che hanno urgente bisogno di armi, tra cui canoni anti-carro, e intelligence. “Abbiamo ricevuto quasi nulla, facciamo affidamento su noi stessi”, ha detto, facendo notare che sta ancora aspettando il ‘via libera’ delle Nazioni Unite per acquistare armi da Iran e Russia. “La campagna aerea e’ utile, ma non sufficiente. E’ troppo poco, troppo limitata. L’Isis e’ mobile e si muove in piccoli gruppi”. Il segretario di Stato Usa, John Kerry, che si e’ collegato telefonicamente, ha assicurato che Washington comincera’ la consegna di missili anticarro, gia’ questa settimana. Gli AT-4, razzi anti-carro a spalla, sono considerati l’arma migliore per fermare i veicoli blindati imbottiti di tonnellate di esplosivo che l’Isis ha usato come arieti per distruggere le postazione fortificate di Ramadi e conquistare la citta’. Il progetto di Abadi si articola in cinque punti, prevede maggiori appoggi alle tribu’, l’aumento delle truppe, la ristrutturazione delle forze di polizia, la garanzia che coloro che partecipino alla liberazione agiscano sotto il comando governativo e fondi per la stabilizzare delle zone liberate. Il governo di Baghdad spera di mobilitare le tribu’ sunnite e assicurarsi che le milizie sciite operino sotto l’autorita’ del governo in modo da evitare scontri interconfessionali. Quanto alla Siria, la coalizione ha auspicato “un vero processo politico inclusivo”, che porti a un governo senza l’attuale presidente Bashar al-Assad. Ma la Russia, che non era presente a Parigi (assenti anche Iran e Sirial ha gia’ nicchiato: il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha dichiarato che “l’ossessione per la personalita’ (del presidente siriano Assad) non aiuta la lotta contro il terrorismo”. Il prossimo incontro, che si terra’ a settembre a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dovrebbe essere a livello di capi di Stato e di governo per fare il bilancio degli sforzi e degli obiettivi raggiunti. Tra l’altro, la coalizione e in particolare l’Italia stanno collaborando con l’Unesco per la protezione dei siti archeologici nei territori controllati dai miliziani jihadisti. Alla riunione a Parigi ha partecipato anche la direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova e Gentiloni ha spiegato che il governo italiano sta realizzando con l’Unesco e il governo iracheno un data base per censire tutti i siti a rischio. Inoltre, l’Italia e’ alla guida, con gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, del gruppo internazionale per il contrasto al finanziamento dell’Isis: “Stiamo lavorando anche contro il contrabbando, perche’ negli ultimi mesi si e’ scoperto che una delle 5 o 6 fonti di finanziamento piu’ importanti e’ proprio il contrabbando delle opere d’arte e di beni archeologici”. .

(AGI) – Roma, 2 giu. – “Ruspe in azione su cosa? Con me non attacca, io non vivo di politica…”. Scontro aperto a Ballaro’ tra Antonello Venditti, ospite della trasmissione, e Matteo Salvini. Il leader della Lega ha contestato il cantautore romano per non aver citato la parola lavoro nel suo intervento. “Non ti allargare, siamo noi cittadini che ti paghiamo”, e’ la ‘risposta’ del cantante, “io vado a lavorare, tu che fai?”. “Io mi occupo di legge Fornero, mi guadagno da vivere cosi'”, la contro replica di Salvini. .

(AGI) – Washington, 2 giu. – Hillary Clinton resta la favorita per succedere a Barack Obama alla Casa Bianca ma arretra nei sondaggi, da cui emerge un problema di credibilita’ legato ai recenti scandali. Per un rilevamento Washington Post-Abc, solo il 41% degli americani ritiene la ex First Lady meritevole di fiducia mentre a marzo era il 46%, e un 52% dubita della sua onesta’. Si tratta del livello di fiducia piu’ basso dal 2008. Secondo un altro sondaggio Cnn-Orc il 57% degli interpellati non la ritiene meritevole di fiducia (dato piu’ negativo addirittura dal 2003) rispetto al 49% registrato a marzo. Evidentemente l’ex segretario di Stato paga i dubbi sollevati dalla vicenda dell’account di posta elettronica privato utilizzato quando era alla guida del Dipartimento di Stato e dalla scarsa trasparenza delle donazioni verso la Fondazione Clinton, anche se per quasi il 50% resta la piu’ capace di comprendere i problemi degli americani. .

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